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Italvolley, il coraggio di crederci
Italvolley, il coraggio di crederci
di Adelio Pistelli
19/06/2011
La notte ha portato riflessione. Il girone di World League dove Italia, Cuba, Corea e Francia si rincorrono dalla fine di maggio, ha ritrovato (sembra) il suo padrone: L’Italia è tornata a sorridere. ‘Il coraggio è il prezzo che la vita esige per avere serenità’. E sia, magari è esagerato scomodare importanti massime filosofiche per una partita di pallavolo ma evidentemente anche una sfida sottorete, può aiutare a scoprire lati nascosti di chi schiaccia e riceve.Un esempio interessante e significativo parte da Catania, nel bel mezzo di una sfida che valeva anche e soprattutto per ritrovare il sorriso. Empasse mentale, difficoltà oggettive azzurre nel corso di secondo e gran parte del terzo set e partita che sembrava diventare la copia conforme di quanto era accaduto solo ventiquattro ore prima a Messina. Invece, qualcosa è scattato nel gruppo ancora una volta comandato dal centrale Birarelli. Ovvero la voglia di rischiare dopo essersi guardati negli occhi e fatto un veloce riassunto dei… passaggi precedenti. L’Italia che viaggia in giro per il mondo e lungo la Penisola, per crescere e capire quanto può regalare la World League 2011, ha ritrovato lentamente serenità e consapevolezza. Lo ha fatto con il coraggio di azzardare variazioni tattiche, con qualche cambio magari ritardato ma significativo; lo ha fatto con sofferenza e spregiudicatezza a contorno di un ritorno al passato, figlie di tenacia e coraggio, appunto. Una evidente performance che aiuta sapendo che ogni partita ha comunque qualcosa di nuovo. E come era successo in gara uno, anche nel replay contro i ‘cugini’ di Philippe Blain, un signore autentico, un amico del nostro volley, ovviamente c’è materiale da elaborare e studiare in prospettiva. E stavolta, ovviamente, sarà ancora più facile e meno impegnativo anche perché, come diceva Catalano, è sempre meglio vincere che perdere. Una cosa su tutte emerge, poi, da una due giorni siciliana, anche in questa occasione ricca di affetto e ammirazione per la maglia azzurra. L’Isola, che da anni e tanti accoglie l’Italvolley in ogni sua ‘passerella’ internazionale, rilancia una concreta certezza: chi deve gradualmente provare a riportare sempre più in alto l’Italvolley lo fa con ferrea volontà, consapevole che difficoltà e problematiche sono sempre dietro l’angolo. Non gioca una grande pallavolo, a volte è anche innocentemente puerile per come sta in campo, per gli errori che commette. Ma, come è successo da metà del terzo set, a questa Italia va riconosciuta la voglia di provarci, comunque. E però…E nel clan azzurro, chi continua a camminare, su è giù con la sua cartellina dove annota e cancella di tutto e di più, nel clan azzurro fa capolino la consapevolezza che qualcosa si muove. Vincere poi come è successo a Catania fa alzare soprattutto il grafico della serenità per guardare in prospettiva. Vincere contro un avversario che per lunghi tratti ha tenuto in scacco Lasko e soci (e spesso autolesionista agli eccessi), vincere contro una Francia che sta lentamente lasciandosi alle spalle il deleterio inizio di World League, ecco vincere nel bel mezzo di ‘lavori in corso’ è chiaramente un messaggio che aiuta, cha autorizza a pensare positivo, guardando all’attualità anche con una precisa autocritica. Il resto, al momento non conta o magari conta poco. E problematiche o meno, in questo momento vale ancora e meglio il sempre e famoso “chi vince festeggia chi perde spiega”. Stavolta tocca a Blain.
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