Italvolley, perchè?

di Adelio Pistelli

24/06/2012

Italvolley, perchè?
La moda passa, lo stile resta, si diceva. Aggiorniamo: è passato anche lo stile. Guardate cosa è successo da metà giugno ad oggi in casa Italvolley. World League 2012: Cinque partite perse su ultime sei giocate (vittoria con la Corea al tie break…), una manifestazione gradualmente snobbata, ‘consumata’ tra poche certezze e tante amarezze. Le gare di qualificazione in Francia, quindi quelle successivo in Corea le abbiamo disputate, è vero, con una formazione volutamente rivisitata e corretta, radicalmente. E magari, chi ha deciso queste scelte, sapeva come sarebbe andata a finire. Nessuno, però, ha mosso un dito, nessuno ha contestato una decisione che ha rari precedenti e tutti vincenti in una manifestazione da sempre, ambita. E, inseguita in primis, giustamente dalla nostra Federazione. Invece, che succede nell’anno del Signore 2012? Proprio nel momento in cui l’Italvolley stava riguadagnando immagine e consensi popolari (la brillante qualificazione olimpica e le tre belle vittorie di World League a Firenze), i ‘moschettieri’ restano a casa e via libera alla cosi detta Italia 2. Tutto previsto,si dirà. Vero. Ma qualche piccola importante modifica in corso d’opera poteva essere apportata a quanto inizialmente programmato. Era tutto scritto: giocare al meglio la fase di World League a Firenze poi, un po’ di riposo per poi pensare solo alle Olimpiadi. Giusto: Londra 2012 è dietro l’angolo ma prima dei Giochi c’era questa manifestazione, magari dalla Fivb messa in calendario in maniera atroce. Però, c’era.
E come è successo in passato, andava maggiormente onorata dall’Italia, modificando appunto qualcosa, magari ‘regalando’ a Italia 2 un paio di pezzi pregiati, per cercare di tenere viva sino in fondo la corsa alla final Six di Sofia. Invece, da primi (dopo Firenze), adesso dopo due turni, siamo fuori dalle finali. Onore e applausi (tanti) a chi ha provato a salvare il salvabile: da Sabbi a Cester, a Lanza; da Baranowicz, a De Togni, a Maruotti, a Kovar. Però siamo fuori da una finale, da sempre inseguita e ricercata. Magari ricorrendo anche ad un salvataggio. Come nel 2006, (ricordate?) quando, eliminati nelle qualificazioni, chiedemmo la Wild Card pur di partecipare alle finali di Mosca. Poi giocammo malissimo con (giuste) polemiche al seguito. Ma questa è un'altra storia. World League, ovvero partecipare per arrivare, se possibile, fino in fondo: per prestigio e – diciamolo – anche per soldi (unica manifestazione che mette in palio moltissimi in denaro). Per anni s’è vinto tanto, in altre occasioni abbiamo visto vincere e, soprattutto quando abbiamo fallito proprio le fasi le finali, critiche e polemiche l’hanno fatta da padrone. Come è giusto che sia: per il blasone e la storia della nostra nazionale.
Stavolta no. Non andremo alla finali di Sofia? Poco importa. E mentre Italia 2 (e non per sua colpa) balbettava volley in Francia, in Corea , lungo la Penisola come abbagliati dal ‘profeta’, tutti in attesa solo dei Giochi londinesi dove (speriamo) rilanceremo definitivamente la nostra immagine. La World League? Se ne riparla nel 2013. No, scusate, dimenticavamo. Domani l’Italvolley vola negli Stati Uniti per l’ultimo fine settimana di qualificazione e stavolta sarà team al gran completo. Ma sarà una Italia eliminata dalla World League e allora, da venerdì a Dallas, saranno solo una sorta di importanti amichevoli in prospettiva olimpica. Bene. Ma lo stile è un’altra cosa.
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