Itas Diatec Trentino e il suo primo tricolore

08/05/2008

TRENTO E IL SUO TIFOSO D'ECCEZIONE: MAURIZIO FONDRIEST
L'ex ciclista: "Che emozione questo titolo"

Tutti lo ricordano per la sua concretezza nei momenti topici delle gare, i chilometri finali.
Al PalaTrento, a tifare Itas, c'era pure l'ex ciclista Maurizio Fondriest, trentino doc nativo di Cles.
C'era per vedere la volata finale del campionato della sua squadra del cuore alla caccia del primo tricolore. Una gara a tappe come quelle a cui Fondriest ha partecipato sulle strade di mezzo mondo. La più emozionante quella del 1988 in Belgio quando Maurizio conquistò il Campionato del Mondo. È il successo che lo porta ad essere uno degli sportivi più amati. Esattamente vent'anni fa. Una ricorrenza che farà saltare nuovamente in sella Maurizio Fondriest il 12 giugno prossimo per un viaggio amarcord a sfondo benefico che lo vedrà partire da Cles per arrivare fino a Roma.
Ma nella sua carriera c'è posto per altri importanti allori, come le due Coppe del Mondo individuali, una Tirreno-Adriatico ed una prestigiosa Milano-Sanremo, nonchè due tappe al Giro d'Italia, solo per citare le affermazioni più significative.
Sono le 21.54 quando Kaziyski attacca l'ultimo pallone della partita, quello dello scudetto. Scoppia la festa e tra le centinaia di tifosi gialloblu in mezzo al campo c'è pure lui. Fondriest si complimenta con i protagonisti, poi due parole con il Presidente Mosna. E' emozionato, lo si vede, perché Trento, la sua città, ha tagliato il traguardo più bello.
"La squadra merita questo titolo - racconta l'ex ciclista - ha disputato un ottimo campionato, dalla prima all'ultima partita. La terza gara della finale è rimasta in equilibrio solamente nel primo parziale. Poi da Nikolov e Kaziyski hanno preso sempre più confidenza con la partita. Poi, nel terzo set, hanno veramente dilagato". Dimostra di essere appassionato di questo sport: "La pallavolo la seguo tanto. Mia figlia pratica questo sport e quindi ho sempre un occhio di riguardo verso quello che succede; da piccolo mi divertivo pure io a giocare, ma solamente a livello scolastico".
Gli occhi di Fondriest sbirciano di tanto in tanto i festeggiamenti dei giocatori, del pubblico, come se rivedesse scene già vissute in prima persona.
"Quello di Trento è un pubblico molto caloroso - continua Fondriest - lo ha dimostrato anche questa sera. Ma quello che noto sempre quando vengo a vedere una partita di pallavolo è lo spirito sportivo di chi è seduto sugli spalti. Tifosi delle due squadre seduti vicini senza forza d'ordine che controlla o divide. Non c'è rivalità, ma solo la volontà di tifare per la propria squadra e questo fa si che sia tutto una grande festa".

Non poteva mancare una battuta su Kaziyski: "Ha qualcosa in più degli altri, forse paga qualcosa in ricezione ma se mettiamo sul piatto della bilancia anche la sua giovane età, non si può che affermare che è il più forte. Ma quello di quest'anno è stato uno scudetto vinto da tutto il gruppo, non dal singolo. Winiarski ha una classe cristallina, Nikolov, anche questa sera, ha dimostrato di avere un braccio pesante. Senza dimenticare gli altri giocatori come Grbic, Birarelli, Jeroncic e Bari."

E' emozionato Maurizio, lo si vede dagli occhi: "Questa sarà una serata che rimarrà nella mente dei trentini per parecchio tempo - si affretta a sottolineare - anzi, di più: è una serata storica. Nello sport di squadra si tratta di una vittoria unica che va ad affiancarsi a quelle conquistate in sport individuali, come possono essere quelle mie o quelle di Moser. Ma ne sono certo. Il primo scudetto dei ragazzi di Mosna rimarrà nella storia".
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