Ivan Zaytzev, un ventiduenne "grande"

di Adelio Pistelli

30/06/2011

Ivan ZaytsevIvan Zaytsev
Ivan Zaytsev
Ventidue anni, tante cose da raccontare. Ventidue anni e già davanti a primi significativi bilanci. Ivan Zaytsev sa di avere anche prospettive illuminanti ma preferisce guardare all'attualità, facendo tesoro di quanto gli è già accaduto. "E' successo tanto, soprattutto negli ultimi dodici mesi. E quanto sta accadendo è l'onda lunga di un periodo significativo e gratificante". Una delle certezze della nuova Italvolley regala pillole di spensieratezza mentre i suoi compagni sudano sottorete. Una borsa del ghiaccio su una caviglia non è segnale preoccupante, però. "No, nulla di grave. La seconda sfida con Cuba la gioco sicuramente. Mi hanno fermato ma solo per precauzione, nulla più".
Il sor Giovanni (traduzione italiana di Ivan) ci sarà e, se volete, il "problemino" alla caviglia che ha fatto compagnia allo schiacciatore nella gara-uno di Parma, alla fine, era conosciuto solo dallo staff azzurro. Vederlo saltare, murare, schiacciare con feroce determinazione come è successo sul finire del terzo set ("era ora, i primi due parziali non avevo fatto molto") ha fatto maturare, infatti, solo i "soliti" consensi che accompagnano Zaytsev da mesi, a questa parte.
"E ripeto, mesi importanti che mi hanno aiutato a crescere, a costruire qualcosa di prezioso. Il molto lavoro della scorsa estate poi la fiducia di Anastasi alla vigilia dell?ultimo mondiale; la successiva annata agonistica con la M.Roma, dove ho trovato sempre più spazi, quindi l?immediato feeling con Mauro (Berruto, ndr). Tutte splendide circostanze che sono andate in sinergia e che mi stanno aiutando in questa nuova avventura di World League".
Ultimi dodici mesi nel mirino ma, Giovanni-Ivan ha tanto da raccontare anche andando a ritroso, appunto. Subito palleggiatore (a diciassette anni, con Perugia, esordio in Champions a Belgorod) come naturale conseguenza di un papà fenomeno in quel ruolo; il beach volley, con un titolo italiano vinto a vent'anni. "Esperienze, meravigliose, arrivate al momento giusto. E ritengo siano state vicissitudini che andavano fatte. Per esempio, la pallavolo in spiaggia. E' vero, in quella occasione feci delle precise scelte ma credo fosse giusto così. E se potessi tornare in dietro, rifarei tutto".
Lo rifarebbe ma adesso non ha più tempo per i ricordi, anche i più recenti. Il sor Giovanni, adesso, ha voglia soprattutto di capire cosa accadrà da qui ad una settimana, a Danzica. La settimana prossima, in Polonia, sono programmate le finali di World League alle quali l'Italvolley arriva a passo di corsa. Però...
"Però, adesso viene veramente il bello. Sono curioso, anzi siamo curiosi, di capire sino in fondo quanto valiamo, dove possiamo arrivare. Ci aspettano partite importanti, contro avversari molto quotati. Sì, non vedo l'ora. E comunque siamo tutti convinti di attraversare un momento particolarmente felice. L'ultima sfida con Cuba ha elevato decisamente la nostra consapevolezza, per come abbiamo giocato, per l'atteggiamento che abbiamo portato sottorete. Però, prima di pensare a Danzica, vale la pena chiudere al meglio questo favoloso girone, non trovate". 
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