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Jan Stokr il gigante senza freni
Jan Stokr il gigante senza freni
di Adelio Pistelli
30/09/2010
Jan Stokr a sinistra con la Rep. Ceca
Jan Stokr a sinistra con la Rep. Ceca
42% in attacco, 3 ace, 1 muro: è il biglietto da visita di
Jan Stokr
. “
Giochiamo senza pressione, ci stiamo divertendo”
ha detto l’opposto della Repubblica Ceca, autentico protagonista del kappao inflitto con soli tre… pugni ai campioni olimpici degli Stati Uniti.
"Abbiano la testa libera, dopo la grande vittoria con la Bulgaria nel girone iniziale del mondiale, abbiamo fatto una grande festa e poi ci siamo detti: andiamo ad Ancona per continuare a sorridere, senza impegni di classifica”
. Il trampolino di lancio di una delle sorprese del mondiale 2010 guidato da questo gigante senza freni, si chiama Bulgaria ovvero la squadra che da tempo e tanto toglievo il sonno agli uomini di Jan Svoboda. Poi a Torino solo qual che giorno fa… “
Dopo nove anni siamo riusciti a rompere una maledizione
– sorride il 206 centimetri ceco -.
Dal 2001 dovunque andavamo e in qualsiasi torneo internazionale trovavamo i bulgari, era amarezza continua. Vinto con loro, questo mondiale, per la Repubblica Ceca è diventato un altro mondiale”.
Passerella dell’Est nella prima gara del girone di Ancona, con Stokr, appunto, capo fila di un team che ha giocato una buonissima pallavolo, con il primo set vicino alla perfezione in tutti i fondamentali. ”
Dipendeva molto dai primi palloni – racconta il ventisettenne opposto – e poi, difendendo, murando, con una buonissima regia siamo riusciti a gestire il match al meglio. Però, lo vorrei ripetere: siamo nelle migliori condizioni, adesso. Nessun problema, se qualcosa non funziona ci aiutiamo e via a pensare solo al pallone successivo”.
Parla di felicità, lui è la pubblicità vincente di questo sentimento che accompagna la Repubblica Ceca. E per Stokr sarà anche un dopo mondiale importante: durante l’estate ha lasciato Perugia per andare a Trento. “
Non è stata una scelta semplice
– confessa -.
Dopo quattro anni in Umbria, salutare la città, i tanti amici non è stato semplice. Io e mia moglie Susan ci siamo trovati benissimo e andar via non era facile. Però dopo l’esperienza a Cagliari, dopo Perugia, avevo davanti la grande occasione professionale che, spero, mi lancerà definitivamente. A Trento farò la Champions, ci sarà il campionato del mondo per club, lotteremo per lo scudetto: sarà bellissimo. Non vedo l’ora, so che andrà tutto per il meglio”.
“Però, adesso
– conclude –
devo solo pensare al Camerun, la partita successiva a quella vinta con gli Usa. Una sfida alla volta, insomma senza pressioni, tranquillamente. Mi concedo solo una telefonata a casa. Per salutare i miei e lanciare un bacio al piccolo Jan junior arrivato solo due mesi fa”.
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