JPII GAMES - Il Club Italia a Gerusalemme ha giocato il triangolare per la Pace

25/04/2010

JPII GAMES - Il Club Italia a Gerusalemme ha giocato il triangolare per la Pace
Una giornata davvero particolare che le ragazze del Club Italia non si scorderanno facilmente. Organizzata dal Centro Sportivo Italiano e dall’Opera Romana Pellegrinaggio si è corsa oggi la settima maratona della Pace, che ha vissuto un momento particolare, per alcuni versi storico che non era mai accaduto prima, come quello che si è visto al muro che divide Israele dal Territorio Palestinese, quando si sono affrontate in un mini triangolare di pallavolo femminile, che ha spezzato la corsa in due, una rappresentativa israeliana e una palestinese, assieme alle ragazze italiane del Club Italia. Tre gare forse di nessun valore tecnico, ma un fatto davvero indimenticabile qualcosa di assolutamente dirompente fra due entità che di fatto non hanno rapporti, meno che meno politici, ma neppure sportivi. È vero non erano nazionali, non avevano divise ufficiali né bandiere, ma visti i (non) rapporti esistenti fra israeliani e palestinesi è un qualcosa che verrà ricordato molto a lungo, soprattutto in questi luoghi. Non vogliamo essere troppo retorici, ma è una di quelle cose che soltanto lo sport riesce a fare come hanno sottolineato i politici (fra cui anche il presidente del Coni, Gianni Petrucci, oltre a notabili palestinesi e israeliani) che hanno fatto da contorno a questa corsa non competitiva che ha la particolarità non secondaria di passare attraverso un confine normalmente è piuttosto complicato, definito da un muro in cemento armato alto 8 metri. Che questa iniziativa che da quest’anno si chiama JPII Games stia raccogliendo molti degli obiettivi che si è posta alla sua nascita, paradossalmente lo conferma la dimostrazione di protesta inscenata fuori allocale che ha ospitato la cena ufficiale della vigilia. Proteste palestinesi per questo “muro” che logicamente non piace, che manifestazioni come questa mirano a “buttare” giù.
Il presidente federale Carlo Magri, presente a Gerusalemme a capo della delegazione della Federazione Italiana Pallavolo, ha così espresso le sue sensazioni, dopo questa giornata indimenticabille: “E’ stata un’esperienza molto emozionante anche dal punto di vista personale. A volte si hanno sensazioni positive che restano deluse, invece questa volta le attese sono state superate. Molte volte c’è un po’ di demagogia quando si parla di sport e pace, ma in questo caso ho visto molte sensazioni vere. Sono orgoglioso che il volley sia al fianco di questa manifestazione (un plauso al Csi che l’ha organizzata). E se le premesse sono quelle che ho sentito, assicuro la nostra partecipazione con un’altra squadra anche il prossimo anno”.
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