Junior League stretta per Giannelli

di Adelio Pistelli

25/05/2014

Simone Giannelli e Massimo RighiSimone Giannelli e Massimo Righi
Simone Giannelli e Massimo Righi
Ha vinto Trento, viva Trento. Ma forse era tutto scritto. Troppo forti i ragazzotti di Conci, padroni della finale contro Macerata. Una finale senza particolari sussulti, tra due squadre diverse, proprio come la finale della Junior League 2013 quando la Macerata dei Randazzo, dei Tartaglione dei Partenio si rivelo quasi proibitiva per Trento. Come è sembrato Trento nella finale di ieri, a Loreto. Bene, in tutte e due le finali ha giocato (e sempre nella maniera più bella) Simone Giannelli. Adesso basta. Ha diciotto anni, forse, chissà, potrebbe rientrare anche per la Junior League 2015 ma basta, per favore: Simone deve andare sottorete ormai per avvenimenti più coinvolgenti e accattivanti. Basta vederlo con i suoi coetanei o magari qualcuno anche più piccolo; Basta vederlo giocare su palcoscenici per lui decisamente limitativi. Il palleggiatore, schiacciatore, muratore di Trento (e si perché durante la finale di ieri ha divertito in tutti questi fondamentali) merita decisamente una vetrina più ampia e migliore. D'accordo, ha avuto in un recente passato, una prima veloce passerella con la prima squadra; durante l'ultima A1 era in elenco del team trentino anche se poi ha passato la stagione a palleggiare solo e sempre con chi gli è, ormai, troppo lontano a livello tecnico e agonistico. Simone merita di fare un bel salto di qualità e la stagione che verrà potrebbe diventare il definitivo trampolino di lancio. Non sappiamo quali progetti tecnici hanno in testa a casa trentina per l'A1 che verrà. Però, dopo averlo visto giocare anche in questa predestinata (per Trento, appunto) Junior League, dopo averlo visto ritirare l'ennesimo premio, stavolta come miglior giocatore della finale, pensiamo sia arrivato davvero il momento di lanciarlo in campionati più concreti e ricco di grande fascino. Del resto, in anni diversi, magari quando la pallavolo non era la pallavolo di adesso, c'era chi a diciotto/diciannove anni era costantemente protagonista lungo lo stivale del volley di serie A. Non sappiamo, lo ripetiamo, cosa hanno in testa nella stanza dei bottoni trentini, in prospettiva campionato. Ma Simone deve giocare ai livelli che merita. E' bravo, la sua superiorità tecnica che emerge davanti ai pari età, il modo come sta sottorete, la gestione del gioco, la sua lucidità sono segnali che lo stanno spingendo a... superare il Rubicone. E' un talento, lo sanno un po' tutti da anni ma adesso deve dimostrarlo contro chi, di fatto, è magari più bravo e più esperto. Solo in questo modo continuerà a crescere e migliorare il suo inequivocabile bagaglio tecnico e diventare definitivo patrimonio dell' Itavolley.
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