La pubblicità è l’anima del commercio

di Luciano Pedullà

19/02/2011

Bertoli, Dallari e Zorzi, quest'ultimo con la lavagna tecnica su Sky SportBertoli, Dallari e Zorzi, quest'ultimo con la lavagna tecnica su Sky Sport
Bertoli, Dallari e Zorzi, quest'ultimo con la lavagna tecnica su Sky Sport
Il ritorno di Gioli in Italia dopo due anni in Russia, la sterile polemica tra Busto e la Lega femminile per il posticipo dell’ultimo turno di campionato, l’abbandono di Benetton dalla pallavolo, l’arrivo di Rinieri a Perugia, dopo un breve periodo in Polonia: è stata una settimana di piccoli movimenti ma che non hanno caratterizzato e spostato l’interesse del campionato. Forse la notizia più interessante è quella che arriva dalla Sisley, importante perché dopo un periodo di grandi abbandoni, dapprima di giocatrici, media, adesso anche di sponsor che per tante stagioni hanno affiancato e sostenuto il nostro sport, e sembrano meno interessati, a favore di attività che hanno forse maggiore appeal ma minore seguito. Certo, il servizio televisivo sta dando una grossa mano, più che al rugby, a oscurare la pallavolo, che sta perdendo i telespettatori giovani, appassionato di calcio, ma che seguendo i canali a pagamento, riusciva saltuariamente a sintonizzarsi anche sulle gare di pallavolo. Le partite alle quali assistiamo tutti i sabato sera, solo noi appassionati e dell’ambiente, non offrono certo la qualità delle gare viste in passato: commenti tecnici qualificati, ma spesso troppo inutilmente umoristici, time out non tempestivamente ascoltati, riprese e ferma immagine non all’altezza di una televisione internazionale: provate ad andare a vedere le immagini della tv polacca! La pallavolo ha bisogno della televisione, soprattutto in un momento come questo nel quale gli investimenti diminuiscono, la qualità tecnica ha avuto un brusco rallentamento, nel maschile ma anche nel femminile, ma il valore agonistico per il pubblico aumenta, con il crescere dell’imprevedibilità del risultato e della combattività degli interpreti in campo: ci vuole maggiore visibilità e più qualità. Le partite dovrebbero essere destinate in spazi nei quali i ragazzi possano guardarle con interesse, la sovrapposizione di sabato con il football fa perdere audience; le analisi tecniche dovrebbero essere realizzate per dare maggiori indicazioni riguardo alla spettacolarità di un gesto o di un’azione, con interventi da bordo campo, come per il calcio, e spiegazioni grafiche delle analisi statistiche, punto di riferimento della pallavolo prima che di altri sport. La lavagna di Zorzi ha rappresentato un intervento magistralmente interessante per quanti non hanno dimestichezza con l’attività del volley: che fine ha fatto, e con lei anche il magico Andrea?. La Coppa Italia femminile, in questo senso, potrebbe diventare un’importante opportunità per recuperare il tempo che è andato perso dopo la pubblicizzazione mediatica e i (ne)fasti del mondiale, troppo velocemente dimenticato dalla Italia sportiva. La conclusione del girone di andata di serie A1 femminile ha messo di fronte per i quarti di finale della Coppa Nazionale le attuali otto migliori formazioni del torneo, regalando gare interessanti e soprattutto promettendo quattro meritevoli e valide finaliste che, comunque e dovunque dovessero incrociarsi per la Final Four, proporrebbero una attività emozionante. Quella dovrà essere una brillante occasione di rilancio televisivo: la pallavolo rischia di perdere interesse e, conseguentemente, di essere dimenticata, in primo luogo da giornali e imprenditori. Non me lo auguro, ovviamente, ma credo che sia questo il momento giusto per operare un cambio di marcia, avvicinando le persone più qualificate, per coinvolgere maggiormente tv nazionale, private, locali ed altre in una pubblicizzazione di qualità delle partite e dei suoi protagonisti. Ce l’abbiamo fatta in passato ad avere grande attenzione e spettacolarità, anche in momenti nei quali sembrava che vittorie di altre discipline potevano oscurare l’interesse verso il volley, perché non dovremmo riuscirci adesso che lo sport italiano non ha una attività leader e vincente su tutti i fronti, ma nel quale la pallavolo, a livello internazionale con Pesaro, Trento e Cuneo, non ha ancora abdicato?
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