La settimana Special Olympics della pallavolo

15/02/2018

La settimana Special Olympics della pallavolo
Torna la settimana Special Olympics della pallavolo, giunta quest’anno alla III edizione.
Si tratta di un evento, nato dal desiderio di promuovere questo sport nelle scuole, coinvolgendo nella stessa squadra giovani atleti con e senza disabilità intellettive. Lo sport unificato è, da sempre e in ogni disciplina, lo strumento essenziale per creare opportunità di crescita in una società sempre più aperta ed inclusiva. 
Nel corso di questa settimana si organizzano in tutta Italia tornei di pallavolo unificata interni alle scuole o tra istituti limitrofi, percorsi di avviamento alla pratica della pallavolo, esibizioni e partite tra Team Special Olympics presenti sul territorio e Team Scolastici.
Tornei, partite amichevoli, allenamenti con squadre giovanili, incontri tra scolaresche e atleti, scese in campo ad inizio match in gare di rilievo e ancora partecipazioni a partite di campionati Fipav in veste di tifosi. Sono queste le iniziative che rendono protagonista l’inclusione e gli atleti Special Olympics nella volley week.
La settimana della pallavolo è anche una chiamata all’azione rivolta a quei team che ancora non praticano questa disciplina: possono cogliere l’occasione per sperimentarla per la prima volta.
Gli esercizi per prendere confidenza con bagher e palleggi sono a disposizione su beacoach.it.
Eugenia Mensi, atleta partner, giocatrice Under14 Volare Volley Rossa: “In occasione della Settimana della pallavolo Special Olympics abbiamo avuto l’occasione di incontrare di nuovo la squadra di pallavolo unificata ADSO Savona e di conoscere altri atleti Special Olympics del team Eunike. E’ stato un bel pomeriggio di gioco insieme! La cosa che senz’altro mi ha colpito di più è stato capire che alcune persone per poter giocare a pallavolo si impegnano il doppio di quanto a volte facciamo noi… Si vede proprio che ci tengono tantissimo ad imparare e che hanno un grande spirito di squadra. Io e le mie compagne abbiamo capito che anche noi dovremmo cercare di aiutarci maggiormente in campo e di sostenerci l’un l’altra, proprio come abbiamo visto fare negli atleti Special Olympics.
Grazie dell’esempio“.
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