La V-Premier League: roba da uomini duri

di Paolo Montagnani

03/01/2013

Muro del SuntoryMuro del Suntory
Muro del Suntory
Auguro a tutti un 2013 pieno di salute, perchè come mi disse una volta il professor Prandi, "se c'è la salute... tutto il resto è "vita"!.
Nella precedente puntata vi parlavo della V-League e di come sia un po' difficile da interpretare e da giocare. Intanto c'è da dire che non ci sono giocatori giovanissimi perchè si arriva a giocare nelle squadre professionistiche solo dopo aver finito gli studi unversitari, quindi a ventitre o ventiquattro anni, quando ormai il percorso di crescita fisico-tecnico è completato. Solo pochi atleti decidono di interrompere gli studi per passare direttamente alle squadre della Premier League. Come si gioca? Il campionato giapponese è di medio livello con quattro squadre di caratura superiore (compresa la mia,meno male) e altre quattro squadre che affidano le proprie fortune ai propri stranieri e poco altro.
Tutte le squadre pensano ad attaccare, giocando il più "veloce" possibile. "Veloce", questa parola compare spesso, troppo spesso nei commenti degli allenatori, dei giornalisti e in generale degli addetti ai lavori, come se fosse la cosa più importante della loro pallavolo. Quando all'inizio domandavo informazioni ai miei collaboratori sulle squadre avversarie la loro risposta era... "quella squadra è forte perchè gioca molto veloce , mentre quella è abbastanza scarsa perchè non gioca veloce e non gioca combinazioni....". Tutto qui. E in effetti tutte le squadre sono impostate sull'attacco e lo fanno tutte in maniera decente. Panasonic (complimenti per la recente vittora nella Coppa dell'Imperatore) è in effetti la squadra da battere, perchè oltre ad avere il miglior palleggiatore, Usami, (che tra pochi mesi si ritirerà per passare all'insegnamento) ha anche Shimizu, che è il giocatore giapponese più forte e l'unico in grado di fare la differenza. Avere un opposto giapponese di livello consente a questa squadra di schierare un posto 4 forte come Joao Paulo Tavares, che insieme a Fukuzawa, altro giocatore forte della nazionale, formano un trio di attacco formidabile per questo campionato. In più, il carico di lavoro per questi attaccanti è abbastanza distribuito, e questo aiuta sicuramente visto che, come vi avevo detto, qui il sabato si "zompa" un bel pò per vincere e il giorno dopo, la domenica, verso mezzogiorno... ANCHE!!.
Poche volte si parla degli altri fondamentali e quasi mai del muro. Già, il muro. Qui è un optional, sia per altezza di intervento, che come organizzazione di squadra. I giocatori giapponesi lo fanno malino individualmente e molte squadre hanno anche una organizzazione superficiale. Non considerando i giocatori stranieri che hanno buone qualità a muro, solo un giocatore dimostra un talento ottimo in questo fondamentale, Tomimatsu, centrale del Toray, sulle quali buone mani, i miei giocatori vanno a sbattere troppo spesso.
Tra l'altro negli studi che ho fatto sulla pallavolo giapponese (studiando il volley che si gioca nelle università, nelle high school e nel campionato cadetto), ho anche trovato alcuni libri di tecnica, dove ho notato che il muro viene proprio insegnato in maniera sbagliata. Quindi poche sorprese se poi i muri sono pochi. Con un pizzico di orgoglio, posso dire che Suntory, la mia squadra, è la squadra che sta facendo meglio nella fase muro/difesa e questo grazie all'aver lavorato molto su quest'aspetto, spostando l'attenzione proprio su quest'aspetto del gioco. Si batte con pochi errori, ma ci sono pochi battitori in salto veramente violenti (Shimizu, Koshikawa, Pepic, Wallace, Fukuzawa, Omrcen e Gradinarov, la migliore squadra in battuta è Suntory, grazie a tre battitori in salto e tre float, con buone velocità e pochi errori, ma soprattutto con una percentuale di messa in difficoltà alta). Di contro, la qualità della ricezione è ottima e mettere in crisi una squadra è abbastanza difficile. I liberi in ricezione sono quasi tutti "intoccabili" e sono tutti bravissimi in difesa, veramente un "pulmann" di liberi, quasi tutti uguali che tirano su di tutto, degli aspirapolveri umani, tra cui spicca Nagano, libero Panasonic e della Nazionale, per completezza ed esperienza.
Queste sono alcune indicazioni su come giocano le squadre nella V-League, ma da chi sono gestite queste squadre? Dai Kantoku, termine che indica una figura oltre il capo allenatore, ma che in realtà è il nostro Head Coach. Ne parleremo nella prossima puntata, così da inimicarmi subito i colleghi del Sol Levante, sperando che nel frattempo la JVA abbia deciso chi sarà il prossimo allenatore della Nazionale Giapponese.
A presto, amici, buon Anno!
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