L'amarezza costruttiva di Zanini

11/03/2012

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Il tecnico dei brianzoli prende carta e penna per parlare della sua squalifica, conseguenza "dell'ingiusto" cartellino giallo ricevuto nell'ultimo incontro casalingo con Macerata. Rabbia, frustrazione ed amarezza i sentimenti che prova il tecnico dell'Acqua Paradiso obbligato oggi alla tribuna nel giorno del ritorno in Umbria da ex tecnico di San Giustino, nel giorno di una delicata trasferta per la sua attuale formazione. Zanini, fermato per una giornata per somma di ammonizioni (2 nella stagione in corso), scrive le sue considerazioni-imprerssioni: sull'attualità e in prospettiva. Va letto, con interesse.
“La gara [che si è svolta sotto l'occhio delle telecamere RAI], è parsa fin da subito nervosa e 'sentita', poiché da entrambe le parti c'era molto in gioco. Dopo che l'Acqua Paradiso si era aggiudicata il primo set (25-19), nel 2° set, sul punteggio di 21 – 22, su attacco di Conte, il guardalinee e il secondo arbitro Fabrizio Padoan segnalano un tocco NETTO ed EVIDENTE (visto da tutti i presenti...e documentato dalle immagini televisive...) di Parodi, ma la comunicazione viene non vista o ignorata dal direttore di gara Daniele Zucca, che quindi segna out l'attacco del giocatore argentino e dà il punto agli avversari. Tutta la panchina di Monza a quel punto si è alzata in piedi, e i giocatori nel settore delle riserve sono usciti dalla loro area, talmente assurda risultava la decisione del 1° arbitro. A quel punto, il direttore di gara, anziché guardare (da regolamento e con un po' di umiltà....) il proprio collaboratore, immediatamente, ha estratto il cartellino giallo, non specificando né esplicitando a chi fosse rivolto: c'è chi ha pensato che fosse all'indirizzo di Conte [come segnalato dalla telecronaca RAI], chi (come la maggior parte dei presenti) al capitano in campo Forni, nessuno aveva capito che fosse stato dato al sottoscritto, e solo nel referto di fine gara è stato chiarito chi fosse stato ammonito. Al termine di questa lunga interruzione di gioco, dopo aver dato a Macerata il punto a seguito dell'ammonizione, paradossalmente il 1° direttore di gara si consultava con il suo collaboratore e si rendeva conto dell’errore commesso e solo allora restituiva il 'maltolto' ma non il giallo e quello che da regolamento comporta, quindi il gioco riprendeva sul 21-23, con il servizio a Macerata, anziché con il punteggio di 21-22 ed il servizio a Monza”.
L'allenatore arancio blu puntualizza che: “Per tutta la durata della partita con Macerata, non ho mai mancato di rispetto, in alcun modo, ai 2 direttori di gara e nello specifico dopo l’episodio sopra citato, ho emplicemente fatto notare al secondo arbitro di comunicare al primo il tocco netto di Parodi, dato che lui ed il giudice di linea lo avevano visto. Penso siano altri gli atteggiamenti che andrebbero sanzionati. Le immagini comunque sono a disposizione di tutti!"
Racconta ancora il tecnico: “Dopo poche azioni di gioco, con il punteggio sul 23-23, il direttore di gara è di nuovo protagonista di un'altra decisione sconcertante (per ammissione degli stessi atleti e dirigenti della squadra avversaria) e non segnala un fallo MACROSCOPICO in palleggio a una mano di Travica e consegna così il punto a Macerata 23-24, anziché 24-23, negando la possibilità a Monza di avere il set point per l’eventuale 2-0. Penso sia superfluo sottolineare l'importanza dell'inerzia positiva (vantaggio di 2 set a 0...) che si crea con grande dispendio energetico, e che molto spesso indirizza l'esito di una sfida”.
Il tecnico mantovano invita tutti a una più profonda riflessione che vuole sottolineare un'anomalia che è tipica di questo sport: “Oggi, un provvedimento disciplinare (cartellino giallo) a carico di un tecnico o di un dirigente seduto sulla panchina, giusto o sbagliato che sia, incide sul risultato sportivo. È una cosa che trovo antisportiva ed irriguardosa nei confronti degli atleti che in campo danno anima e corpo per conquistare ogni singolo punto”.

E rincara la dose: “I regolamenti sono vecchi, si possono e si devono cambiare”.
Meglio l'espulsione del tecnico per un set o per il resto della gara, se il suo comportamento è ritenuto non idoneo: questo preferirebbe Zanini, piuttosto che un punto in grado, com'è capitato mercoledì, di pesare in maniera sostanziale sull'esito del set e/o dell’incontro. Ma aggiunge anche: “Sono in serie A da 15 anni, e pur riconoscendo le eccellenze che contraddistinguono la categoria arbitrale italiana, con stima e capacità riconosciute anche a livello Internazionale, continuo a vedere che alcuni arbitri commettono degli errori MACROSCOPICI che a volte sono inspiegabili. I giudici di linea hanno bisogno di aiuto, che può arrivare solo dalla tecnologia: alcune situazioni di gioco sono obiettivamente difficili da valutare in tempo reale, la velocità della palla e degli uomini in campo è elevatissima e le variabili sono innumerevoli (anche se mercoledì a Monza erano episodi palesi e senza giustificazione alcuna...questo è bene ricordarlo). Comunque i tempi sono maturi, bisogna iniziare a usufruire della tecnologia per poter permettere ai giudici di gara di prendere serenamente le decisioni più opportune. Vedasi il super slow motion per le finali di World League a Danzica e in occasione delle prossime finali di Champions League 2012 a Lodz. “Errare è umano, sbagliamo noi tecnici, sbagliano i giocatori, e sbagliano gli arbitri, l’importante è che ognuno riconosca i propri errori e si assuma le proprie responsabilità, e non le faccia ricadere sugli altri. Quando una persona riconosce i propri errori è già a buon punto per cercare di porvi rimedio...in questa circostanza a pagare ed essere danneggiati per gli errori arbitrali commessi siamo stati solo noi : Il club Acqua Paradiso Monza Brianza, i giocatori, ed il sottoscritto. Vi sembra giusto? Allora il mio è un appello rivolto a tutti: Federazione, Lega, Club, Classe Arbitrale, Dirigenti, Tecnici ed Atleti: disponibilità e cambiamento possono rendere il nostro sport più 'giusto' ed al tempo stesso più 'spettacolare', occorre però essere aperti ai cambiamenti ed alle innovazioni. Tutto si evolve, e trincerarsi in regolamenti e tecnologie vetuste non serve a nessuno. Mi auguro che queste mie considerazioni vengano percepite come 'critiche costruttive', che, sommate alle ultime innovazioni tecnologiche ed alla variazione dei regolamenti, ci offrano una pallavolo migliore di quella che abbiamo oggi”.
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