Le precisazioni di Forlì

08/10/2011

Le giocatrici di ForlìLe giocatrici di Forlì
Le giocatrici di Forlì
La Società Dilettantistica Volley 2002 Forlì, in persona del Presidente legale rappresentante Edoardo Crosta, assistito dall'avv. Enrico Lubrano, con riferimento
alle dichiarazioni del Presidente della Lega di Serie A Femminile, On. Mauro Fabris, in data 7 ottobre 2011, riportate sul sito della Lega Volley Femminile (http://www.legavolleyfemminile.it/NewsLeggi.asp?tipo=2&ID=35014), aventi il seguente tenore testuale: "Devo però rilevare che tutta la condotta in questa vicenda della società Volley 2002 Forlì mi è sempre apparsa più rivolta a provocare il massimo danno ai campionati 2011/12 che a tutelare i legittimi interessi del club. La Volley 2002 Forlì aveva tutto il tempo nei mesi scorsi per assumere una linea di giudizio tesa ad evitare il ricorrere all'arma inusuale per il movimento sportivo della giustizia ordinaria che naturalmente deve avere il tempo per comprendere e giudicare le decisioni assunte dagli organi di governo e di giustizia sportiva",
Precisa quanto segue:
1) la Società Forlì ha presentato ricorso al TAR Lazio nella mattinata del 6 ottobre 2011, con la massima urgenza, a sole 36 ore dall'emanazione della decisione negativa dell'Alta Corte di Giustizia Sportiva presso il CONI;
2) è stato soltanto il comportamento delle Istituzioni sportive della Pallavolo a determinare la necessità per Forlì di esperire due giudizi innanzi alla Alta Corte di Giustizia (allungando inevitabilmente i tempi di tale grado di giudizio, ulteriormente ritardato dal rinvio dell'udienza dal 2 al 14 settembre per ragioni organizzative dell'Alta Corte), avendo le stesse Istituzioni della Pallavolo (Lega e Federazione) comunicato due diverse versioni del provvedimento assunto dal Consiglio Federale della FIPAV in data 19 luglio 2011, di ripescaggio della Società Piacenza (che era già stata ripescata in Serie A1 per la stagione 2010-2011) anche per la stagione 2011-2012, in deroga all'art. 11, comma 4, del Regolamento Gare FIPAV (divieto di ripescaggio della medesima società per due stagioni consecutive); in particolare:
A) una prima versione del provvedimento è stata comunicata alla Società Forlì in data 22 luglio 2011 dal Segretario Generale della Lega Pallavolo Femminile, in esito alla richiesta di accesso formulata dalla Società Forlì' Volley: tale prima versione del provvedimento presentava un contenuto privo di ogni motivazione sulle eccezionali ragioni che avevano determinato la decisione del Consiglio Federale di ripescare Piacenza in deroga al divieto di doppio ripescaggio; avverso tale prima versione del provvedimento la Società Forlì ha presentato un primo ricorso innanzi alla Alta Corte di Giustizia del CONI;
B) una seconda versione del provvedimento è stata comunicata alla Società Forlì soltanto in data 26 agosto 2011 (a 38 giorni dall'emanazione del provvedimento stesso) dall'Avvocato della FIPAV costituito nel giudizio innanzi alla Alta Corte di Giustizia del CONI: tale seconda versione del provvedimento presentava un contenuto del tutto diverso dalla prima versione, contenente una lunga motivazione sulle eccezionali ragioni che avevano determinato la decisione del Consiglio Federale di ripescare Piacenza in deroga al divieto di doppio ripescaggio, ragioni indicate nell'esigenza, nello stato di attuale crisi economica, di privilegiare Società più solide dal punto di vista finanziario e sulla base della presunzione di maggiore solidità finanziaria di una società proveniente dalla Serie A1 (Piacenza) rispetto ad una società proveniente dalla Serie A2 (Forlì); avverso tale seconda versione del provvedimento la Società Forlì ha dovuto presentare un secondo ricorso innanzi alla Alta Corte di Giustizia del CONI (non prevedendo il Regolamento dell'Alta Corte l'istituto dei motivi aggiunti), da questa deciso con decisione in data 4 ottobre 2011;
3) alla luce di quanto sopra oggettivamente chiarito in fatto – al di là di ogni valutazione in diritto sulla legittimità della comunicazione di una seconda versione del medesimo provvedimento a distanza di 38 giorni dalla sua emanazione e con un contenuto del tutto diverso da quello inviato a Forlì dal Segretario Generale della Lega 35 giorni prima, sulla legittimità di un provvedimento emanato in deroga al divieto di doppio ripescaggio e giustificato in base all'esigenza di privilegiare società più solide dal punto di vista finanziario, nonché in base a presunzioni in astratto non comprovate in concreto (presunta maggiore solidità finanziaria di società proveniente dalla Serie A1 rispetto a società proveniente dalla Serie A2), anziché ad elementi di fatto facilmente riscontrabili (confronto tra la solidità finanziaria di Piacenza e di Forlì, dati tutti in possesso della Federazione), valutazioni di legittimità che dovranno essere poste in essere dal TAR Lazio alla Camera di Consiglio del prossimo 12 ottobre – si rileva come la Società Forlì:
A) per quanto riguarda le proprie facoltà, ha soltanto esercitato il proprio diritto costituzionalmente garantito di presentare ricorso al TAR Lazio (ai sensi del combinato disposto degli artt. 24, 103 e 113 della Costituzione, nonché degli artt. 1 e 3 della legge n. 280/2003), essendo il ricorso alla giustizia ordinaria un diritto costituzionalmente garantito e non certo "un'arma inusuale per il movimento sportivo";
B) per quanto riguarda la tempistica, ha presentato il ricorso al TAR Lazio con la massima urgenza (a sole 36 ore dall'emanazione della decisione della Alta Corte di Giustizia sul proprio secondo ricorso, quello avverso la seconda versione del provvedimento del 19 luglio 2011);
C) per quanto riguarda la propria condotta processuale, ha presentato un ricorso finalizzato esclusivamente a tutelare i propri interessi (e non certo al fine di danneggiare gli interessi del movimento della pallavolo);
D) per quanto riguarda i contenuti della propria azione, ha presentato un ricorso corredato di tutti gli elementi di fatto e di diritto (28 pagine), in modo da consentire al Giudice Amministrativo di potere, quanto meglio possibile, "comprendere e giudicare le decisioni assunte dagli organi di governo e di giustizia sportiva".
Con ogni conseguenza di legge. Con riserva di tutelare i propri interessi nelle sedi opportune.
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