Lega Volley Nord

di Luciano Pedullà

03/12/2012

Lega Volley Nord
La serie A femminile inizia ad avere la sua fisionomia e balza subito all’occhio un’anomalia che ormai da molti anni caratterizza la pallavolo rosa. Se i campionati dovessero terminare oggi, il torneo di A1 della prossima stagione sarebbe composto da quattro formazioni del Piemonte e della Lombardia, 2 dell’Emilia Romagna e 1 di Veneto e Marche! Come dire che passato il Rubicone il volley è (con)tratto! In A2 su quattro squadre del sud, due occupano le posizioni di coda e non appaiono in condizione per invertire la rotta. Insomma la pallavolo si gioca quasi solamente al nord: lo stanno dimostrando le ultime stagioni di lotta per la vittoria del campionato, le attuali classifiche dei tornei, le competizioni giovanili ultimamente sempre ad appannaggio di squadre dell’alta Italia, dove le formazioni del meridionali e delle isole sono quasi sempre considerate le cenerentole. E’ una situazione che la nuova Federazione, che nascerà a fine settimana, dovrà cercare di risolvere e che lo spostamento del Club Italia non ha dato equilibrio di sviluppo tra le regioni del nord e quelle oltre il Po. Non è solo una questione tecnica, probabilmente lo è anche dal punto di vista degli investimenti, ma in un torneo come quello di quest’anno, dove la maggior parte delle società ha cercato di risparmiare puntando su giovani e giocatrici locali, appare marcare ancora di più questo divario. Se, per esempio, consideriamo la formazione di Ornavasso che non ha fatto sforzi economici per allestire una formazione competitiva, assolutamente poco modificata dalla squadra che ha vinto lo scorso anno la serie B1, si nota come sembra più facile che le giovani emergano nel contesto del nord, quindi siano più attratte dai loro progetti tecnici, piuttosto che nel meridione, dove pure vi sono molte atlete esordienti e cresciute nell’ambito locale ma che fanno fatica a trovare competitività. Non è certo positivo che la pallavolo italiana perda un territorio così vasto che ha dato ai colori azzurri giocatrici del calibro di Chirichella, Sirressi e De Gennaro, che, chi in un modo chi nell’altro, hanno dovuto emigrare per sviluppare in modo efficace la propria passione diventata poi professione. L’approdo di un girone del mondiale femminile nel 2014 in Puglia potrebbe essere un valido aggancio per lanciare un progetto di diffusione ma soprattutto di specializzazione tecnica affinché possa vedersi la grande pallavolo al sud giocata da atlete di casa diventate protagoniste. A proposito di Federazione è doveroso un plauso alla nostra dirigenza per essere riuscita a infilare le azzurre al prossimo Grand Prix, competizione determinante per qualificare in modo corretto le future giocatrici che dovranno portare avanti le vittorie della Nazionale Femminile. Anche l’anno prossimo quindi l’Italia si potrà confrontare con le migliori compagini mondiali in un torneo allargato, forse troppo, a venti formazioni e che avrà la disputa di uno dei giorni in Italia, splendida occasione di vedere qualche gara internazionale, sperando di poter gustare lo spettacolo dei gironi giocati all’estero con delle belle immagini televisive. Il campionato di A1 vive nell’attesa del derby tra Busto e Villa importante per la classifica. Per prepararsi al meglio le due formazioni lombarde si dedicheranno alle gare di Champions rispettivamente con Galatasaray e Rabita, che all’andata diedero due dispiaceri alle squadre italiane. Busto ora arriva in una condizione migliore ritrovando le performance di Lloyd e l’intesa della stessa con Kozuch. Villa aveva dato un’impressione positiva a Baku e ora potrebbe confermarla anche grazie all’equilibrio che Caprara sta dando a un gruppo ancora privo di un Libero di ruolo, all’esperienza e al sacrificio di Viganò e a una più concreta Klineman. Urbino con il Kazan dovrà confermare i progressi visti nell’ultima gara a Castellanza: con l’arrivo di Radogna la squadra sembra più fiduciosa, ora dovrà diventare anche più precisa.
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