Leon, il beniamino della famiglia del volley

04/10/2010

Wilfredo LeonWilfredo Leon
Wilfredo Leon
Il cubano Wilfredo Leon è il più giovane tra i 336 atleti che stanno prendendo parte al Mondiale. Un record che non sembra impressionare il giovane schiacciatore, titolare nella formazione d’apertura dell’allenatore Orlando Samuels Blackwood.
“Ho iniziato a giocare nella nazionale da quando avevo 14 anni”, commenta Wilfredo, che ha compiuto 17 anni lo scorso 31 luglio. “A 7 anni giocavo nel cosiddetto centro Sportivo di Cuba, un luogo in cui giocano bambini della stessa età ed è lì dove gli scouts vanno di solito a trovare possibili giocatori per i diversi sport. E’così che sono stato trovato ed in qualche modo scoperto. Da quel momento ho iniziato ad allenarmi molto perché so che solo il migliore può riuscire”, racconta il ragazzo di Santiago di Cuba conosciuto nel mondo della pallavolo come “il re Leone”.
Leon ripercorre con la mente quei giorni in cui fu selezionato per la squadra maschile all’età di 13 anni e solo un paio di mesi dopo fu invitato ad allenarsi con la squadra senior.
Leon non nasconde il suo essere orgoglioso di giocare nella squadra nazionale cubana, una delle squadre con più medaglie ed una lunga lista di successi.
A Cuba ci alleniamo 8 ore al giorno, c’è un campionato che dura solo un mese e non ci sono club privati. Si scontrano le squadre delle diverse regioni”, dice Leon.
L’occasione più divertente della sua breve ma già brillante carriera è avvenuta durante la cosiddetta ‘sfida tra le regioni’. “Due anni fa la mia regione non mi ha voluto nella squadra perché mi ritenevano troppo giovane per giocare nel campionato”, dice divertito. “Perciò io ho giocato in un’altra squadra che alla fine ha vinto il titolo”.
Sicuramente c’è una gran differenza tra campionato regionale ed il mondiale in Italia.
“Ciò che amo dell’Italia è che la pallavolo è amata ed è seguita dai fans. C’è anche un gran rispetto per i giocatori”, aggiunge il cubano.
“Ieri, per esempio, ho dovuto dire di no ad una ragazza che voleva la mia T-shirt. Ho dovuto spiegarle che ho bisogno della mia maglietta fino alla fine del Campionato. Invece di arrabbiarsi, mi ha sorriso e mi ha detto che ero comunque bravo”.
In questa visita in Italia, Leon è stato concentrato esclusivamente a giocare pallavolo cercando di aiutare il tuo team a finire sul podio.
“E’ un peccato che non ho avuto tempo di vedere molto dell’Italia, oltre che i campi da gioco - dice Leon - “E’ un bel Paese, ricco di storia e con un popolo meraviglioso”. (Intervista tratta dal sito FIVB).
Sigla.com - Internet Partner