Tutto è iniziato una vita fa dal palasport che vedete in questa foto: il primo ottobre del 1989 la nazionale maschile ha vinto il suo primo, inaspettato, meritato, entusiasmante oro agli Europei battendo in finale la Svezia per 3-1. Un trionfo che ha segnato la storia. Tornare alla Globe Arena di Stoccolma 37 anni dopo quel momento indimenticabile che ha cambiato la vita a tutti quelli che si occupavano di pallavolo, non solo a Julio Velasco e ai giocatori, mi ha fatto venire i brividi: mille ricordi sono riaffiorati nel cuore e nella mente, con lo sguardo rivolto alla rassegna contintale che va in scena da giovedì in Italia. Gli azzurri, dopo il debutto nella suggestiva Piazza del Plebiscito di Napoli contro la Svezia guidata da Gido Vermeulen, affronterà a Modena la Grecia sabato, la Slovacchia domenica, la Repubblica Ceca martedì 15 per chiudere la prima fase giovedì 17 contro la Slovenia. Un cammino non facilissimo ma neppure proibitivo per la squadra di Fefè De Giorgi, che insegue il successo dopo l’argento del 2023 a Roma (quando ha perso la finale 3-0 con la Polonia) e che per salire sul podio deve necessariamente poter contare sulle gesta di un ritrovato Alessandro Michieletto. A EuroVolley 2026 prendono parte 24 formazioni suddivise in 4 Pool da 6 squadre ciascuna. Pool B: Bulgaria, Macedonia del Nord, Polonia, Ucraina, Portogallo e Israele. Pool C: Finlandia, Estonia, Serbia, Belgio, Olanda, Danimarca. Pool D: Romania, Lettonia, Francia, Germania, Turchia, Svizzera. Al termine della prima fase si disputeranno gli ottavi di finale cui si qualificano le prime 4 formazioni di ogni Pool; a seguire i quarti, e infine le semifinali e le finali in programma al Forum di Assago venerdì 25 (l’Italia giocherebbe la prima sfida alle 17.00) e sabato 26. Che lo spettacolo abbia inizio e che la buona sorte si ricordi degli azzurri.
TROPPE CRITICHE. Non voglio fare certo il paladino di Julio Velasco, e non solo perché non ha certo bisogno di difensori d’ufficio, ma quello che sto leggendo in questi giorni sui social rappresenta un’autentica follia pallavolistica. Mettere in discussione le infinite qualità del ct della nazionale femminile per un errore di gestione tattica nel secondo set della finale dell’Europeo poi persa 3-2 con la Turchia non ha alcun senso. Nella vita, anche di ama questo sport, ci vuole equilibrio: non si può esaltarsi (ed esaltare) quando la squadra vince e criticare con ingiustificata esagerazione per la prima vera sconfitta di questo triennio di successi incredibili, compreso un Mondiale (!) e l’Olimpiade di Parigi (!!!!!). Senza dimenticare che l’Italia ha comunque conquistato l’argento contro un’avversaria di livello assoluto in condizioni ambientali tutt’altro che semplici, con i tifosi turchi che ne hanno combinate di tutti i colori. Proprio per questo motivo ho anche deciso di pubblicare le riflessioni su Facebook di Moky De Gennaro, non certo l’ultima arrivata, su questa situazione. Che, devo ammetterlo, mi ha amareggiato per la mancanza di equilibrio che l’ha determinata.
WORK SHOP PER ALLENATORI. Segnatevi la data in agenda: domenica 27 settembre. Il giorno successivo alla finale dell’Europeo maschile, al centro Pavesi di Milano torna l’attesissimo work shop per allenatori. E quest’anno a tenere le lezioni ci saranno due grandissimi tecnici, i due vincitori dell’ultima Champions League: Angelo Lorenzetti che ha sollevato al cielo la maschile con Perugia e Giovanni Guidetti (tecnico tra l’altro anche della nazionale canadese capace di centrare la qualificazione per la prossima Olimpiade di Los Angeles imponendosi 3-1 sulla Repubblica Dominicana nella finale del Norceca!) che ha trionfato con Istanbul. Una giornata assolutamente da non perdere!!!!
Buona pallavolo a tutti!