L'Italia delle meraviglie è campione d'Europa

19/09/2021

Lo sport sa regalare sensazioni uniche, emozioni forti, delusioni incredibili e gioie immense. Questa estate tinta d’azzurro ne è una conferma, anche pallavolisticamente parlando: la nazionale maschile e quella femminile sono state eliminate nei quarti di finale all’Olimpiade di Tokyo, e nel breve volgere di un mese sono salite entrambe sul tetto d’Europa. Un doppio risultato di prestigio centrato per la prima volta nella storia che ci rende tutti orgogliosi nobilitando la nostra pallavolo e confermando quanto spesso sia impossibile fare pronostici.

BRAVI, BRAVISSIMI. Gli azzurri hanno vissuto un Europeo da antologia chiudendo imbattuti per la prima volta questa manifestazione: 9 partite e altrettante vittorie, sempre con il sorriso sulle labbra, sempre con gli occhi della tigre, sempre con la voglia di divertirsi e nel contempo con dentro il sacro fuoco che conduce alla vittoria. E soprattutto sempre con lucidità e con umiltà, virtù rara. Fefè De Giorgi, l’uomo del miracolo, ha dato una precisa identità a un gruppo rifondato pressochè completamente, infarcendolo di ben 8 debuttanti a una manifestazione così importante come quella continentale: ha avuto coraggio, maestria, fantasia tattica. E alla fine ha vinto, con merito, tra lo stupore di tutti e con l’ammirazione di tutti. Sì, perché dobbiamo ammetterlo: che avrebbe immaginato alla viglia dell’Europeo che l’Italia avrebbe potuto non dico vincere, ma anche competere per una medaglia? A volte però la realtà va ben oltre la fantasia, e proprio per questo stavolta la soddisfazione è ancora più grande.

CUORE IMMENSO. La finale, incerta e intesa, è stato lo specchio dell’Europeo. Anzi, nell’atto conclusivo di Katowice abbiamo avuto tutti la certezza che questa era diventata come d’incanto in pochissimo tempo una Squadra vera, capace di superare ogni difficoltà risolvendo situazioni avvero complicate contro un avversario che ha confermato la sua forza. Del resto non può essere un caso se la Slovenia ha giocato la terza finale nelle ultime quattro edizioni dell’Europeo… Anche sotto 2-1, l’Italia ha comunque continuato a crederci, il ct ha avuto il coraggio di gettare nella mischia Yuri Romanò al posto di Pinali, peraltro protagonista di un Europeo da incorniciare, e con due mancini in campo (Romanò e Michielletto) ha cambiato gli equilibri e le prospettive, prima impattando la situazione sul 2 pari e poi aggiudicandosi il tie brek per 15-11 (dopo avere iniziato il quinto set sotto 3-0). E proprio le lacrime di Romanò durante la festa mi hanno colpito moltissimo, visto che durante le partite pare non cambiare mai espressione, che si tratti di una partita di A2 o di una finale internazionale. Questa Italia ha dimostrato di avere un cuore e di poter guardare al futuro con ottimismo. Con un grande punto di domanda: su chi punterà in futuro De Giorgi?

GRANDE VITTORIA. In Polonia abbiamo assistito a un autentico trionfo azzurro che ha finalmente riportato la nazionale maschile sul gradino più alto del podio dopo ben 16 anni: l’ultima volta era accaduto all’Europeo di Roma nel 2005, quando gli azzurri avevano battuto la Russia in finale con Alberto Cisolla premiato mvp. Questa volta il riconoscimento di miglior giocatore in assoluto è andato a Simone Giannelli, meraviglioso capitano dell’Italia, uno che gioca con la saggezza e la lucidità del veterano nonostante abbia solo 24 anni, un meraviglioso palleggiatore predestinato che con Fefè - uno che di palleggiatori se ne intende assai - ha fatto un indubbio salto di qualità. Intorno a lui ha ruotato una squadra eccellente, da Alessandro Michelietto a Daniele Lavia, sempre puntuali e pericolosi in attacco, da Simone Anzani Gianluca Galassi, centrali sempre presenti, da Giulio Pinali a Fabio Balaso, che con una straordinaria difesa sul finale del secondo set sul primo tempo di Pajenk ha dato secondo me l’inerzia decisiva al match (è stata la famosa palla che ha fatto la differenza quando la situazione era in equilibrio…). A vincere è stato comunque il gruppo, guidato da un grande allenatore che ha confermato indubbie qualità realizzano il suo autentico capolavoro,

LA FESTA DEL VOLLEY. Davanti ai 10.000 spettatori presenti alla Spodek Arena di Katowice la premiazione ha regalato sorrisi per tutti, con le tre squadre sul podio che si sono divertite e hanno divertito. Sia la Polonia, terza dopo aver battuto 3-0 la Serbia campione in carica (adesso cambierà la guida dei campioni del mondo con Vital Heynen sostituito forse da Nikola Grbic) sia la Slovenia di Alberto Giuliani, uno altro bravo davvero. E’ stato toccante per chi ama il volley rivedere il tricolore issato più in alto di tutti per il settimo oro europeo della storia azzurra, applaudire i ragazzi che cantavano a squarciagola l’Inno di Mameli, vedere facce sorridenti di giocatori, staff tecnico, dirigenti e tifosi al seguito. Per questo motivo dobbiamo riservare un’infinita standing ovation a questi splendidi ragazzi, ringraziandoli per averci regalato una gioia tanto grande, quanto inattesa. E proprio per questa ancora più intensa.

Buona pallavolo e buona vita a tutti!

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