Macerata finalista, Modena umiliata

di Adelio Pistelli

18/02/2012

Macerata finalista, Modena umiliata
Umiliante. Il primo pensiero è per i tifosi di Modena, per chi, da anni e tanti, siedono in quello che è (giustamente) riconosciuto come il Tempio del Volley. Seduti, stavolta, sulle gradinate del "PalaLottomatica" di Roma, questi splendidi appassionati hanno dovuto prendere atto di un pomeriggio nefasto. I propri eroi presi a pallonate, strattonati dalla potenza agonistica e tecnica di Macerata. Una squadra, questa, che ha sciorinato grande volley per due set, tanta determinazione nel quarto, quando doveva rimettere alcune cose al suo posto al termine di un parziale tre, ricco di errori e discontinuità.
Ecco, a proposito, due dei tanti difetti di Modena nel giorno della grande occasione: ribaltare un pronostico contro avversari che erano arrivati nella Capitale con cerotti e perplessità. Ebbene la pattuglia di Daniele Bagnoli ha fallito su tutta la linea. Ha subito le battute, i muri, l'alternativa tattica di Travica (stavolta lineare e preciso per gran parte del match) e quando ha avuto qualche chance, Martino e compagni hanno sbagliato senza soluzione di continuità.
E di errori ne ha combinati anche la panchina, sempre alla ricerca di un sestetto ideale, mai trovato anche perché Bagnoli ha testardamente insistito su soluzioni alternative che non producevano effetti.
Alle corte: figuraccia, passerella da cancellare cercando di utilizzarla per guardare ancora e meglio dentro una squadra senza spina dorsale e con giocatori, troppo pieni di se, preoccupati di giustificare il proprio errore ma solo con se stessi, magari cercando aiuto proprio nei tifosi che sino all'ultimo (loro sì) hanno creduto in quello che sarebbe stato un autentico miracolo. Un esempio? Martino. Il suo bottino personale regala 33% in ricezione, 39 in attacco, giocatore praticamente inutile erroneamente restato sempre sottorete. E' lui, in definitiva, il simbolo della disfatta nel giorno delle grandi rivalse e delle grandi promesse, della vigilia.
Ultima analisi e riguarda chi ha vinto: Parodi uber alles, (5 muri, 64% offensivo, 73 in ricezione) il valore aggiunto di una Lube che ha pienamente guadagnato la finalissima con una prestazione che, almeno nei due set iniziali ha intimorito (gli avversari) e divertito. "Adesso pensiamo subito alla finale" è stato il generale commento dei maceratesi guardati a vista dell'amministratore unico Giulianelli, con tanto di lunga barba, novità per il dirigente Lube. "E' la mia risposta ai baffi di Mosna (presidente di Trento), speriamo porti bene".
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