Macerata "presta" Martino a Modena

15/09/2011

Matteo Martino Matteo Martino
Matteo Martino
E’ voluto tornare, lo ricordavamo un mesetto fa: torna. Sembrava finire a Belluno (nell’affare Kovar a Macerata); lo cercava Roma (dove forse, Martino, avrebbe continuato per un anno anche a fare beach); ha rifiutato un’avventura polacca (con il team di Bernardi), tornerà sottorete a Modena. Matteo Martino, che solo qualche giorno fa attraverso le pagine di un quotidiano emiliano lanciava primi messaggi d’amore per CasaModena, contribuiva a rendere inequivocabili i segnali di un ‘rendez vous’ che tutti negavano (con il general manager modenese Da Re in testa) e che, invece, era ormai certezza: presentazione ufficiale domani alle 12. Matteo Martino, dopo una estate calda e, in tutti i sensi (visti i suoi recenti trascorsi sulla sabbia e le ‘pepate’ interviste contro il volley indoor), Martino torna a schiacciare con Modena. Con una società che lo aveva cercato a dicembre del 2009, quando i rapporti tra il ventiquattrenne schiacciatore e Macerata era già decisamente deteriorati. In quel periodo la società emiliana negò ogni interessamento; la Lube disse che non era possibile ma, adesso, sono tutti concordi nel confermare quella trattativa. Amen.
E’ solo storia, ormai che però fa da apripista alla conclusione di una improvvisa impennata di mercato ‘figlia’ del ritorno a Canossa del figliol prodigo (si fa per dire) e per Martino, a prescindere, un po’ tutti erano pronti a fare follie. O quasi. Ha vinto la concorrenza Modena, forse l’ultima a mettersi in fila (o magari la prima?), la società che più di altri ha creduto e crede nel rilancio di un vero e proprio talento del volley provando lasciare in un angolo il ‘rovescio della medaglia’, il carattere del giocatore. Modena, alla fine, porta in Emilia il giocatore in prestito ed è contenta; Macerata (che è proprietaria per ancora quattro anni del cartellino di Martino) è contenta perché nelle sue casse sono entrati decine di migliaia di euro. E come nelle belle favole, vissero tutti felici e contenti. Ma sarà vero?
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