Masciarelli, il camaleonte

di Adelio Pistelli

02/01/2010

 Roberto Masciarelli Roberto Masciarelli
Roberto Masciarelli
E adesso farà il procuratore. Roberto Masciarelli per il 2010 si regalerà una intrigante novità’ come lui stesso ha definito quella che è, indubbiamente, una precisa svolta professionale. 
A quarantasette anni apre una parentesi che, forse, non immaginava mai di aprire. Forse. Un grande passato da protagonista sottorete con diversi club (Coppe dei campioni, coppe Italia, scudetto) e, con la nazionale (Europeo ’89, Mondiale ’90), alias soddisfazioni a iosa in una ventina d’anni di muri e schiacciate, in giro per l’Italia e nel mondo ma giocando una pallavolo che non c’è più.
Poi, quasi improvvisamente, era arrivata anche la prima panchina. A Macerata (dove vincerà la Champions League 2002) ed era sembrato quasi una naturale conseguenza, dopo la milizia Lube da giocatore e direttore sportivo della società marchigiana. "E per certi versi mi sento ancora un tecnico, mestiere che mi ha fatto capire tante cose. Però, gradualmente, ho iniziato a guardare al ‘nuovo’ mondo professionale con una diversa ottica. Molto lo devo ad Annarita Sensini (esperta presenza del mondo procuratori, ndr) e girovagando un po’ con lei, ho pensato che valeva la pena provarci. Ci provo, perché sono anche convinto che ci sia bisogno di una ventata di novità in un mondo che da troppo tempo non ne ha mai fatte registrare".
Ieri l’altro grande giocatore, ieri preparato allenatore ma ancor prima fiscale direttore sportivo con l’inevitabile e giornaliero contatto con chi, per mestiere, gestisce e programma continuamente l’attività professionale di un
assistito. "Erano anni diversi dagli attuali – ricorda Masciarelli – ma, aggiungerei una cosa importante: lavoravo per la Lube ed era tutto più facile, per una serie di motivi". Il passato che aiuta, comunque. "Sicuramente ma in questo momento sono soprattutto interessato ad imparare, a crescere. Sono, come si dice, un procuratore apprendista ma sono comunque convinto che si deve agire in maniera diversa perché diversi sono i problemi e le esigenze, a confronto di quando ero direttore sportivo e discutevo di questo o quel giocatore con
questo o quel procuratore. Non è cambiata, invece, la filosofia del paziente e certosino lavoro per un settore in continua evoluzione".
Farà il procuratore ma non ha smesso di giocare (‘Penso che ormai sia veramente arrivato il momento di smetterla. E’ dura, accidenti se è dura.’) se è vero come è vero che continua a vincere con la nazionale ‘Over 40’ insieme a compagni-campioni che tanto hanno dato alla pallavolo di casa nostra. Farà il procuratore, da mesi gira in lungo e in largo per conoscere, scoprire e crescere in un mondo che nasconde sempre delle sorprese.
E sia, ma Masciarelli tornerà mai ad allenare? "Mai dire mai però adesso ho la voglia e l’opportunità di guardare il volley in maniera diversa. Tutto ciò mi stimola molto".
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