Missione compiuta, Italia in semifinale

06/10/2010

L'esultanza dei giocatori dell'Italia dopo la cionquista della semifinale ai MondialiL'esultanza dei giocatori dell'Italia dopo la cionquista della semifinale ai Mondiali
L'esultanza dei giocatori dell'Italia dopo la cionquista della semifinale ai Mondiali
Ogni manifestazione di pallavolo, ogni Olimpiade, ogni Europeo, ogni Mondiale che ho visto è caratterizzato da un ricordo particolare, che un giorno vi riassumerò. Il Mondiale italiano di quest’anno vivrà nella mia memoria per l’episodio che ho vissuto questa sera rientrando a casa.

TINTI D’AZZURRO. Dopo una giornata vissuta a Bologna per le prove della presentazione del campionato di basket che lunedì mi vedrà nelle visti di conduttore insieme al mio vecchio amico Dan Peterson, ho aperto le porta di casa e chi mi sono ritrovato davanti? Mio figlio Filippo e mio nipote Riccardo vestiti con la maglia dell’Italia, con la bandiera tricolore nella mano destra e il pallone tricolore della Molten nella mano sinistra. Un’immagine bellissima: erano pronti per fare il tifo per l’Italia davanti alla tv durante la partita che stava per iniziare. Gli azzurri si giocavano la qualificazione alla semifinale iridata contro la Francia, e loro erano i primi tifosi della squadra di Andrea Anastasi anche se a distanza. E proprio per questo ho immaginato quante scene di questo tipo di stavano ripetendo nelle case degli appassionati del nostro meraviglioso sport sparsi per il Bel Paese, tutti a fare il tifo per l’Italia esattamente come i diecimila superentusiasti del Palalottomatica.

PERCORSO NETTO. La settima vittoria per l’Italia è arrivata contro la Francia, con qualche patema solo nel terzo set e nella parte iniziale del quarto: poi una cavalcata trionfale ha consentito agli azzurri di staccare il biglietto per la Finale Four contro un'avversaria che non mi ha sinceramente impressionato ma ha confermato di essere come sempre "rognosa". L’errore finale in palleggio del trevigiano Puyol ha scatenato l’entusiasmo del meraviglioso pubblico romano che ha gremito lo storico impianto capitolino: 3-1 per la squadra di Andrea Anastasi contro quella di Philippe Blain, e via alle feste. A vincere è stato un grande gruppo, con straordinarie individualità. Un nome su tutti: capitan Vermiglio, fino a questo momento praticamente perfetto. Intorno a lui ha ruotato una squadra formidabile, con cambi all’altezza dei titolari, e il più giovane di tutti - il libero Marra – all’altezza del grande veterano Mastrangelo, epico per caparbietà e rendimento. “Non mi sembra vero essere tra le prime quattro del mondo, giusto coronamento delle fatiche pazzesche di cinque mesi - ha commentato alla fine Anastasi - i ragazzi si sono superati giocando una bellissima pallavolo. La mia è una squadra molto compatta: abbiamo lavorato moltissimo per costruirla e ci siamo riusciti. Avevo paura di finire a Firenze o a Modena, ma sono orgoglioso di essere restato a Roma. Stiamo già studiando il Brasile, ma adesso dobbiamo pensare a un po’ di riposo, visto che devo recuperare qualche giocatore al meglio”.

SEMIFINALI. Eccoci dunque al momento più importante del Mondiale, le partite che assegneranno il lasciapassare per la finale di domenica. Italia-Brasile e Cuba-Serbia. Se vogliamo essere obiettivi, se vogliamo essere più realisti del re come da anni ci vantiamo di essere, dobbiamo ammettere che fino a questo momento gli azzurri hanno dovuto affrontare un solo grande avversario, ovvero gli Stati Uniti olimpionici. Per il resto tutte avversarie obiettivamente di secondo livello: non è una colpa, è un dato di fatto. E senza dubbio un bel vantaggio. La squadra di Anastasi ha comunque il grande merito di non averle mai sottovalutate, di averle affrontate tutte con il giusto spirito e con la necessaria concentrazione, e di averli battute tutte fino a questo momento. L’unica partita vera – a mio modo di vedere - è stata la sfida con la nazionale stelle e strisce. Quello che conta è comunque che l’Italia sia arrivata alla semifinale, sfida delicatissima e importantissima contro il Brasile campione in carica. "La nostra bestia nera" come l'ha definita Mastrangelo in diretta tv, "un'avversaria che mette sinceramente paura, ma non per questo partiamo battuti" ha invece sottolienato un carichissimo Cristian Savani.

MISSIONE COMPIUTA. lo ct ha assolto finora il compito assegnatogli. Ne avevo parlato alla vigilia che il presidente federale Carlo Magri quando ci siamo trovati al Pirellone di Milano con l’onorevole Formigoni. “Il Nano deve arrivare alle semifinali, poi quelli che verrà, verrà”. Così è stato. E con i fatti il nostro ct si è meritato la riconferma sulla panchina della nazionale, indipendentemente dal quello che accadrà nel prossimo week end. Mi rendo conto che qualcuno arriccerà il naso e dovrà subire questa situazione, ma questa è la (bella) realtà: Anastasi doveva arrivare in semifinale, e in semifinale ci è arrivato. Pertanto deve restare l’allenatore della nazionale (almeno) fino all’Olimpiade di Londra 2012. Sfido chiunque ad affermare il contrario. E lì spero proprio di poter commentare la vittoria a Cinque Cerchi, l’unica soddisfazione che manca agli azzurri, prima di chiudere definitivamente con le telecronache.

LA PROSSIMA AVVERSARIA. L’Italia se la vedrà alle 21.00 di sabato (diretta su Rai 3 in chiaro)in una proibitiva semifinale contro il Brasile campione del Mondo e vice campione d’Olimpia in carica, capace di eliminare nel suo girone la Germania e l’Argentina. La Seleçao rappresenta indiscutibilmente un ostacolo difficilissimo, forse proibitivo , ma… La lunghissima esperienza determinata dalla vita vissuta – anche pallavolistica – mi ha insegnato che di impossibile al mondo non c’è nulla, e pertanto l’Italia non parte assolutamente sconfitta. Anzi, la pressione sarà tutta sul sestetto di Bernardinho, grande favorito della vigilia di questa rassegna mondiale: e la storia mi ha insegnato pure che già una volta il Brasile di Bebeto superfavorito ha perso contro una straordinaria Italia, nella indimenticabile semifinale del Mondiale 1990 al Maracanazinho di Rio de Janeiro. Basta crederci, basta giocare bene, basta scendere in campo convinti di potercela fare, basta non pensare ad altro, ovvero alle loro scelte scriteriate di perdere apposta contro il Bulgaria, alla loro scuse banali addotte per giustificare un comportamento a dir poco antisportivo, alle loro invenzioni di malattie fasulle, alle loro provocazioni sotto rete che di certo non mancheranno (attento Valerio, non cadere nel tranello che già una volta ti ha tirato Bernardinho definendoti un coniglio e facendoti infuriare: tu hai perduto la necessaria lucidità nella finale di Atene, e loro hanno vinto l’oro olimpico). L’Italia è forte tanto quanto il Brasile, questo Anastasi deve infonderlo nella mente e nel cuore di tutti i suoi ragazzi. Un miracolo del resto lo ha già compiuto di recente, all’Europeo del 2007, quando ha guidato a un successo che ha ancora dell’incredibile la Spagna alla manifestazione continentale russa appellandosi soprattutto a quei “cocones” che come non mai dovranno tirare fuori gli azzurri questa volta. Io faccio un tifo sguaiato per loro, cosi come di certo farà tutta l’Italia del volley al Palalottomatica e pure da casa sabato sera.

SERBIA-CUBA. L'altra semifinale iridata è del tutto inattesa (sabato, ore 17.00): dopo che la Serbia ha eliminato nientepopodimenoche la Russia di Daniele Bagnoli, la formazione caraibica ha messo fuori gioco contropronostico la Bulgaria di Silvano Prandi, piegata 30-28 al termine di un tie break al cardiopalma. I cubani sono la grande sorpresa di questo Mondiale, e sono un cliente pericoloso per chiunque, anche se contro il terribile asse Nikola Grbic-Ivan Milijkovic sarà dura assai spuntarla.

TURCHIA. Chiudo con una considerazione: ma quanto è lontano l’Europeo turco chiuso al decimo posto da parte dell’Italia? Tantissimo, alla faccia dei detrattori del ct che adesso cercheranno di salire sul carro dei vincitori, caratteristica delle persone di scarso profilo…

Buon Mondiale a tutti! 
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