Mon Ch(i)eri

di Luciano Pedullà

23/05/2011

Il muro di Antonina ZetovaIl muro di Antonina Zetova
Il muro di Antonina Zetova
Mentre le semifinali di A1 vanno alla quarta partita, l’A2 ha dato il suo ultimo responso definitivo: Chieri ritorna in A1 dopo due anni di purgatorio. La vittoria della formazione torinese è stata abbastanza netta con tre vittorie su altrettante gare, le prime due abbastanza combattute e la terza che ha dimostrato grande superiorità della formazione piemontese. La società torinese torna con merito nell’olimpo della pallavolo, dopo un campionato di grande livello che ha visto molti protagonisti in campo e fuori. Zetova è stata la trascinatrice del gruppo con una media di sei punti a set, nonostante abbia dovuto giocare anche alcune partite come palleggiatrice! La forte schiacciatrice Bulgara, 38 anni tra poco, riesce ad essere ancora una grande giocatrice dovunque la metti in campo: merito della sua grande professionalità, del suo spirito giovanile e della sua competenza. E’ un’atleta che ha una conoscenza incredibile della pallavolo e delle avversarie e che le affronta sempre con notevoli capacità e garanzie tattiche. Anche Francesca Giogoli merita di essere citata, alla sua seconda promozione ai play off in due anni; si potrebbe eccepire che la palleggiatrice non mette la palla per terra, ma è pur vero che senza un’ottima regista della squadra, e mancando un punto di riferimento tecnico nelle alzate che devono essere precise prima che imprevedibili, diventa difficile per gli attaccanti essere determinanti oltre che, ovviamente efficaci. Francesca, che ha avuto anche un passato gratificante con le nazionali giovanili, merita di essere interprete principale nel torneo di A1 e di potersi esprimere in tal senso, ritornando nel massimo campionato dopo le stagioni con Reggio Emilia, Jesi e Altamura durante le quali non ha potuto godere della meritata considerazione. Ma il volto di questa promozione è quello di Alessandro Beltrami giovane allenatore della squadra, al suo esordio su una panchina importante dopo tanti anni di gavetta e apprendistato. Ho sentito dire, più con invidia che competenza, che Il compito per il tecnico omegnese era facile, con una squadra ricca di campionesse e talenti. Chi prepara con grande dedizione la squadra, tutti i giorni con ricco impegno in palestra, deve sapere gestire campionesse con prestigioso passato, giocatrici di indubbie conoscenza tecnico – tattiche e l’ambiente, che è passato attraverso la formazioni di grandi tecnici e dirigenti e che ha conosciuto successi e trofei anche a livello europeo. Beltrami l’ha fatto sapientemente, grazie ad una grande perizia pallavolistica, altrettanta capacità di conduzione della squadra, passione, sensibilità, dedizione al lavoro; ha guidato situazioni difficile con impeto e atteggiamento sempre positivo, ha studiato qualunque avversario con impegno maniacale, per arrivare all’obbiettivo che gli era stato richiesto senza nessun piagnisteo, neanche quando si è trovato ad affrontare alcuni periodi del campionato senza disporre della palleggiatrice in campo e senza alcuni dei suoi migliori giocatrici, già dall’inizio della stagione. Chieri doveva essere promossa e se ciò non fosse successo, l’allenatore sarebbe stato, probabilmente, il reo dell’insuccesso torinese: ha vinto con una squadra forte e quindi ha solamente fatto il suo dovere. Vincere quando puoi solo vincere, però, non è facile e ci riesci soltanto quando coinvolgi squadra e società sui tuoi obiettivi di crescita, assumendoti la responsabilità delle difficoltà prima che del valore dei risultati. Così è stato per Alessandro, cresciuto con il basket da atleta, poi come scoutman e, passando da squadre giovanili, da fare l’assistente e infine da tecnico di una B2. Ora l’apoteosi che dimostra ancora una volta che per essere allenatori capaci non bisogna essere stati grandi giocatori, che l’impegno conta più dei titoli e che la passione vale quanto l’esperienza. Mon cherì Alessandro: la pallavolo non può che essere orgogliosa del tuo risultato, per quello che hai fatto e per come lo hai raggiunto. Ora rituffiamoci nei play off di A1 aspettando, magari, qualche altra sorpresa.
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