Monica Marulli apre il libro sugli stipendi non pagati

di Monica Marulli

07/07/2011

Monica MarulliMonica Marulli
Monica Marulli
Io sottoscritta Monica Marulli, dopo aver disputato ben 19 campionati di serie”A, presso sodalizi sportivi che hanno tutti attraversato, chi più e chi meno, vicissitudini economiche e che mi hanno sempre imposto a fine anno, con il contributo determinante di persone che avrebbero dovuto operare nel mio esclusivo interesse, una forte contrazione dei miei compensi, e dopo avere ascoltato le scuse più fantasiose ed incredibili con le quali veniva giustificato il mancato pagamento dei miei emolumenti, ho apprezzato moltissimo la decisione assunta dal Presidente della Lega Pallavolo Femminile e dalla FIPAV di approvare, a decorrere dalla stagione sportiva 2011/2012, norme che impediscano alle società di continuare a partecipare ai campionati di serie “A” senza pagare gli stipendi pattuiti all’inizio di ogni campionato. Nella mia “classifica” personale l’esperienza più allucinante che ho vissuto è stata a Santeramo in Colle, liddove la locale società di serie “A” (non ricordo più il nome esatto, visti i continui passaggi di titoli tra le varie società create allo scopo), è stata ammessa a partecipare (tra gli altri) al campionato di pallavolo 2008/2009, durante il quale ho percepito poco più di tre stipendi, nonostante gli ingenti debiti accumulati nella stagioni sportive precedenti. La fine che ha fatto questa società è a tutti nota, come è a tutti nota, purtroppo, la fine che hanno fatto le altre società pugliesi di massima serie. Quanto alla società di Matera, nel corso del campionato 2010/2011 ho percepito una percentuale pari al 40% dei compensi pattuiti ad inizio anno, ovvero una percentuale di gran lunga inferiore a quella minima prevista dall’art. 7, lettera h, del vigente Regolamento Ammissione ai Campionati. Sta di fatto che la società di Matera, nonostante tale debitoria (mi limito a parlare solo della mia), ha richiesto di essere ammessa al prossimo campionato di pallavolo senza nemmeno curarsi di raggiungere un accordo con la sottoscritta. Ho deciso di rendere pubblica la mia situazione in quanto mi auguro vivamente che, almeno questa volta, alle belle parole ad ai bei regolamenti seguano finalmente i fatti, ai quali ultimi è legata la credibilità dell’intero sistema e delle persone che lo rappresentato. Intendiamoci, a me fa piacere che Matera partecipi al prossimo campionato di serie “A/2” (soprattutto per la stima e l’affetto che nutro nei confronti dei suoi tifosi) ma solo ad una condizione e cioè che tale società sia in grado di onorare gli impegni assunti con le proprie atlete e che in futuro altre mie ex colleghe non vengano a trovarsi nelle mie condizioni.
Firmato: un’atleta che ha deciso di appendere le scarpe al chiodo e che è finalmente “libera” di esprimere le proprie opinioni. Monica Marulli.
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