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Offesa al volley

di Adelio Pistelli

02/10/2010

Offesa al volley
Perdere cercare di giustificare una prestazione, si fa per dire, che ha lasciato increduli. Tutto previsto? Forse ma per come Bulgaria e Brasile sono andati sottorete, sarebbe giusto arrivare al nocciolo della questione e magari intervenire pesantemente prima che lo scandalo di Ancona passio velocemente in secondo piano. Al PalaRossini giù una valanga di fischi verso chi ha offeso il valore dello sport, verso chi non ha avuto rispetto per più di seimila persone arrivate al PalaRossini per seguire da vicini gli eroi del volley. Invece una Regione che da sempre si è fatta conoscere ed apprezzare per la sua competenza e per quanto ha sempre dato alla pallavolo, è stata palesemente presa in giro in barba a proclami, a dichiarazioni che hanno accompagnato alla sfide del ridicolo Brasile-Bulgaria. Un esempio? La dichiarazione del tecnico dei campioni del mondo, Bernardinho solo poche ore prima del via ad Ancona: “Abbiamo perso con Cuba (a Verona, nel girone iniziale del mondiale, ndr) perché loro hanno giocato meglio – ha detto -. Mi piacerebbe incontrarla di nuovo e subito per cancellare quello stop”. L’occasione era lì, dietro l’angolo: vincere la Pool di Ancona e viaggiare verso Firenze dove arriveranno proprio i cubani. E invece le chiacchiere non fanno frittelle e come era accaduto alle Olimpiadi di Atene 2004, ancora una volta i brasiliani hanno preso in giro il mondo del volley guardando solo a meri interessi. Ma le colpe vanno divise in parti uguali e qui entra di getto anche la Bulgaria, sottorete
con le riserve, sprovvedute, incapaci di nascondere almeno un po’ la vergognosa prestazione maturata a tavolino e non solo quello bulgaro. Parafrasando un politico attualmente in minoranza abbiamo visto giocare (pardon offendere) gli ‘stupratori della pallavolo’. Sarebbe interessante, adesso, conoscere il vero pensiero di Silvano Prandi, tecnico italiano della Bulgaria. Ha fatto il possibile per perdere (le scelte iniziali sono indifendibili), cercando così di evitare un girone di ferro di Firenze. Però, suo malgrado, ha vinto e come dopo
gara ha confessato:”Avevo un paio di giocatori titolari in brutte condizioni ed ho scelto alternative”. Il collega brasiliano? Stesso copione: “Il regista titolare Bruno aveva la febbre, il secondo palleggiatore è reduce dall’
ospedale, Murilo aveva guai ad un polpaccio ed ho scelto di cambiare la squadra. Ma non ho mai chiesto di giocare per perdere”. Giustificazioni scontate, frasi di circostanza e poi la frase ormai di moda: “La Fivb ha capito ormai che la formula di questo mondiale è assurda. Sono amareggiato, dispiaciuto per il pubblico mail sistema è questo e purtroppo sono situazione che si possono verificare”. Una commedia dell’assurdo, come dopo gara della vergogna.
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