Olimpiade, arriviamo!

29/07/2008

La nazionale italiana femminile sogna l'oro olimpicoLa nazionale italiana femminile sogna l'oro olimpico
La nazionale italiana femminile sogna l'oro olimpico
Ancora poche ore e scatta il momento più importante dell’anno, il più atteso, il più prestigioso per uno sportivo: l’Olimpiade. Si giocherà a Pechino, dove ci si augura che i numerosi sogni cullati per tanti anni possano divenire splendida realtà: la pallavolo italiana insegue da troppo tempo l’oro a Cinque Cerchi, e dopo le cocenti e indimenticabili delusioni degli azzurri a Barcellona 92 e ad Atlanta 96 (senza peraltro dimenticare Sydney 2000), questa volta sono le ragazze di Massimo Barbolini ad ambire a ragione al gradino più alto del podio, anche se io insisto nel non sottovalutare i ragazzi di Andrea Anastasi (nonostante un cammino non esaltante nella recente World League vinta a sorpresa dagli Stati Uniti, con il Brasile che ha perso un appuntamento internazionale dopo 6 lunghi anni!).

AZZURRE D’ORO? L’Italdonne può contare su una formazione di primissimo livello, forte sia a livello di individualità che di collettivo, con la mentalità giusta per affrontare il Torneo per eccellenza: dopo il successo all’ultimo Europeo e il cammino trionfale nell’ultima Coppa del Mondo, la squadra di Barbolini parte con i favori del pronostico, inutile nascondersi dietro a un dito, pur nella consapevolezza che le avversarie sono di primissimo livello. Nel panorama internazionale oggi basta un nonnulla per perdere o per vincere, tanto è l’equilibrio che caratterizza le prime del ranking: Italia, Russia, Brasile, Cina, Cuba e Polonia possono vincere ma anche essere protagoniste di un clamoroso flop, dipenderà da tantissimi fattori. Io scommetto che l’Italia si fregerà alla fine di una medaglia, e mi auguro ovviamente possa essere quella del metallo più prestigioso. Il ct ci crede e non ha lasciato nulla di intentato pur di centrare il traguardo più significativo della sua pur eccellente carriera (il prossimo anno tornerà a guidare un club, come vorrebbe?), confermando di essere lungimirante assai portando con sé alla fine due liberi (Cardullo e Croce), garantendosi in tal modo una copertura superlativa in uno dei ruoli più delicati della pallavolo Moderna. L’importante sarà impattare con attenzione il primo girone, che alla prima giornata - sabato 9 agosto - regalerà subito al Capital Indoor Stadium la supersfida con la Russia di Gianni Caprara e Irina Kirillova: vincere al debutto con le campionesse del Mondo significherebbe un abbrivio galvanizzante e benaugurate in vista delle partite tutt’altro che proibitive con Kazakhistan, Algeria e Serbia, prima del gran finale del girone con il temibilissimo Brasile di Zé Roberto, che di recente ha dato alle azzurre una sonora lezione. L’Italia ha comunque un appuntamento con la storia che non vuole e non può lasciarsi sfuggire, un’occasione probabilmente non irripetibile ma di certo ghiottissima. E confermo le mie impressioni nonostante la grande Tai Aguero abbia dovuto lasciare il gruppo prima dell'avventura cinese per accorrere al capezzale della madre morente, rientrando in tal modo a Cuba per la prima volta dopo la fuga che l'aveva portata in Italia (neppure per la morte del padre aveva potuto rientrare nell'isola caraibica): un grande abbraccio alla fuoriclasse dell'Italia, che dovrebbe tornare in tempo per i quarti di finale.

AZZURRI D’ORO? Io credo fermamente anche nella squadra maschile, che quando gioca come sa può competere con chicchessia. Il volley al top è però caratterizzato da un livellamento di valori impressionante, come del resto hanno confermato pure le recenti finali di World League, e pertanto l’Italia dovrà preparare al meglio dettagli tecnico-tattico e soprattutto delicati aspetti di carattere psicologico per evitare brutte sorprese. Il gruppo però è di primissimo livello, completo in ogni reparto, e se la diagonale Vermiglio-Fei renderà come è nelle sue possibilità, nessun traguardo è precluso agli azzurri. Ne è perfettamente consapevole anche Andrea Anastasi, da vecchio volpone qual egli è (gli anni passano per tutti, e anche il Nano ne ha vissute ormai tantissime di esperienze, di belle e di brutte…): sono convinto che farà tesoro anche dell’amarezza olimpica australiana, determinata da una semifinale disgraziata con la Serbia dei fratelli Grbic e di un super Vujevic che ha “relegato” l’Italia alla finale per la medaglia di bronzo. Traguardo che forse questa volta potrebbe essere interpretato come il migliore in assoluto tra quelli potenzialmente raggiungibili, anche se io convinto del fatto che bisogna pensare in grande per raggiungere grandi obiettivi (il che - tradotto - significa che gli azzurri devono e possono nutrire speranze auree…). L’ouverture, delicata, sarà domenica 10 agosto al Beijing Institute of Technology Gymnasium con il Giappone, (da non prendere sottogamba, come peraltro ha insegnato la sfida infinita al torneo di qualificazione, pur essendo questa volta la situazione ben differente); poi gli avversari saranno nell’ordine i temibilissimi Stati Uniti (ma cosa fanno ‘sti qui quando arrivano gli appuntamenti che contano?), il non irresistibile Venezuela, la pericolosa Bulgaria e infine la Cina, che sarà da guardare con attenzione soprattutto in quanto padrona di casa sostenuta da un miliardo di persone. Un girone non proibitivo ma nemmeno facilissimo, che promuoverà le prime quattro squadre ai quarti di finale, giocati a eliminazione diretta. Io ci credo, lo so che ci credono anche il Nano e i suoi meravigliosi ragazzi.

BEACHERS FELICI. Eugenio Amore e Riccardo Lione saranno i due giocatori che rappresenteranno l’Italia nel torneo olimpico di beach volley, un appuntamento succulento da non perdere: delle rassegne a Cinque Cerchi che ho avuto la fortuna di seguire, il torneo ambientato nella suggestiva Bondi Beach di Sydney - in una splendida arena da 25.000 posti appositamente creata in riva all’Oceano - rappresenta per me un’esperienza indimenticabile. Sono felice per Eugenio e soprattutto per Riccardo, di cui conosco da anni la passione autentica per questo sport, quasi maniacale, che lo ha indotto a chiudere anzitempo una buona carriera indoor per dedicarsi full time alla pallavolo da spiaggia. Che in questo caso non è un diminutivo, assolutamente. Auguro loro ogni bene, pur nella consapevolezza che il loro tabellone è duro assai ma anche che hanno già coronato un sogno meraviglioso.

Buona pallavolo e buone Olimpiadi a tutti!

P.S. Complimenti di cuore al mio amico Emanuele Zanini, un allenatore tosto che ha vinto contropronostico l’European League alla guida della poco accreditata Slovacchia. Forse troppo poco considerato in Italia (come conferma il fatto che si trova senza squadra per la prossima stagione), il tecnico di Poggio Rusco si è tolto una grande soddisfazione confermando quelle doti che aveva già messo in luce a Innsbruck, dove aveva vinto il titolo austriaco guadagnandosi anche un posto - poi onorato - in Champions League.

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