Perchè tante giocatrici, giocatori ed allenatori sono attratti dalla Turchia?

di Giovanni Guidetti

27/05/2010

Giovanni GuidettiGiovanni Guidetti
Giovanni Guidetti
Il mio caro amico Lorenzo mi ha fatto una domanda: "Ma perchè tante giocatrici, giocatori ed allenatori sono attratti dalla Turchia"? In effetti quello che sta succedendo in questi ultimi due-tre anni nel campionati turchi (entrambe, anche se più in quello femminile che in quello maschile), è davvero sorpendente. Sembra di vedere il campionato italiano di una decina di anni fa quando nel nostro paese giocavano tutte le atlete più forti del mondo. Aguero, Mammadova, Francia, Grun, Osmokrovoc,Nicolic, Poljak, Barazza,Del Core, Gamova....e sicuro ne ho dimenticata qualcuno, tutte hanno giocato o giocheranno in Turchia. Tutte dicono di sì al richiamo turco, perchè? Ovviamente gli ingaggi la fanno da padrone. Tutte le principali squadre turche hanno alle spalle grossi sponsor come banche, assicurazioni, aziende farmaceutiche, ospedali, compagnie telefoniche. Per non parlare dei grossi club di calcio come Fenerbche, Galatasaray, Besiktas (l'Inter, il Milan e la Juve ottomani), che hanno anche una squadra in tutte le principali discipline sportive e ovviamente anche nella pallavolo e sapete bene quanto denaro gira in squadre di calcio di alto livello.
Tutto questo per spiegare perchè gli ingaggi sono mediamente il doppio rispetto al campionato italiano e, cosa più importante, i contratti vengono rispettati in toto e con una puntualità svizzera. Anche perchè nel campionato turco c'è una clausola molto importante riguardo al ritardo nei mancati pagamenti: se entro la fine di maggio una squadra non ha rispettato tutti i pagamenti a tutte le giocatrici e allenatori, non ha il diritto di iscriversi al campionato successivo.
Aggiungete al fattore economico il fatto che le principali squadre turche sono di Istanbul: 7 su 12 nel campionato femminile e 4 su 5 in quello maschile. Io ci ho vissuto due anni, ad Istanbul, e non vedo l'ora che sia novembre per tornarci: una metropoli straordinaria da 18 milioni di persone, che offre tutto quello che si puo' trovare a Londra, New York o Parigi: shopping, storia, divertimenti, ristoranti, qualità della vita, strutture di ogni tipo.
Senza contare che a differenza del campionato russo la trasferta più lunga in aereo è di 45 minuti e nelle partite dentro ad Istanbul ci si va con la macchina propria.
I club sono organizzati benissimo, come i migliori club nostrani, e il livello del campionato ovviamente sta crescendo sempre di più e non ha nulla da invidiare a quello italiano se si considerano le prime 4 squadre. E' vero che il livello del campionato scende di gran lunga se consideriamo le compagini dal quinto al 12° posto, ma anche questo a volte va ad ifluenzare la scelta della Turchia perchè significa, per un atleta soprattutto, la possibilità di potersi gestire al meglio per gli impegni più importanti e quindi poter lavorare la maggior parte del tempo con grande serenità e senza pressioni.
Dimenticavo che, anche questo a differenza dell'Italia, c'è un grande rispetto per la figura dell'allenatore e questo lo si vede dagli ingaggi degli allentori stessi (ovviamente non le cifre delle giocatrici ma quasi il doppio rispetto a chi lavora in Italia) e dal fatto che le grandi squadre si affidano soltanto ad allenatori di grande esperienza, e questo è un altro punto a favore di un'atleta che sceglie la Turchia perchè sa che andrà ad allenarsi bene a differenza, per esempio, di quanto succede in Russia (nel campionato femminile soprattutto dove non ci sono tecnici stranieri) dove il livello dell'allenamento è bassissimo.
Direi che non ho dimenticato niente, queste, caro Lorenzo, sono a mio avviso le principali ragioni per cui tante atlete/i scelgono Istanbul, o la Turchia in generale, come prossima destinazione pallavolistica.
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