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Perugia-Macerata: tutto da rifare ma....
Perugia-Macerata: tutto da rifare ma....
di Adelio Pistelli
28/04/2014
E lo chiamano sport minore… Chi non ha visto gara-due di finale scudetto, a Perugia, faccia qualcosa. Recuperi una registrazione e se proprio non ci riesce se la faccia raccontare perché al PalaEvangelisti è successo qualcosa di importante. D’accordo, la Kovac band ha rimesso le cose al proprio posto (pari nella serie tricolore) ma dietro il successo degli umbri, c’è nascosta tanta, tantissima determinazione, forse l’arma in più per tentare di arrivare ad un traguardo del tutto inatteso al via della stagione. Perugia lo sa. E’ consapevole di avere qualcosa in meno di Macerata a livello tecnico. Perugia sa che deve raddoppiare sempre il suo naturale modo di andare sottorete, per cercare di portare per le lunghe le sue sfide scudetto. E allora, animo, cattiveria agonistica, provando a non far cadere un pallone, lasciando poi alla coppia Petric-Atanasijevic il compito di fare danni nel campo avversario. A proposito: il giovane Aleksandar (Atanasijevic) sta diventando il leggendario portacolori dei perugini. Il suo modo di giocare un match, se per certi versi lo rende un simpatico rompiscatole, dall’altro è decisamente il terminale di un team che regala sempre più emozioni al pubblico amico sempre più coinvolto e innamorato del suo tema e del suo terminator. E però… Però vale la pena ricordare ai pochi che, forse, non se ne sono accorti che il serbo Kovac, tecnico dei perugini, ha un altro giocatore che definire indispensabile è riduttivo: il serbo Nemanja Petric. E’ stato lui a far deviare il corso di una partita che, adesso,nasconde tante meravigliose prospettive per la squadra del vulcanico presidente Sirci e che mette decisamente nei guai la Lube. Già, Macerata: deve battersi il petto per quel suo modo di gestire un match sempre più da stralunata Odissea. Fa e disfa, un comportamento tecnico che sta diventando deleterio e che sta creando più di una perplessità sulla tenuta mentale dei giovanotti Lube. Giuliani, l’allenatore, ha il merito di aver gestito cinque set con soluzioni tattiche che stavano producendo sconquassi nella scacchiera perugina ma, adesso, deve trovare anche e soprattutto la soluzione, forse, al problema più grande: i ‘buchi’ tecnici e mentali dei suoi che hanno il devastante effetto di rimettere in partita gli avversari.
Che, va detto, sono straordinariamente lucidi, a dispetto di un ruolino di marcia ultimo impressionate: ieri Perugia ha giocato il sesto tie break consecutivo negli ultimi quindici giorni. Alle corte: andrà per le lunghe e forse sarà proprio la tenuta mentale a fare la differenza. Ultima cosa, messaggio ai naviganti… arbitrali: intervenite signori, intervenite. E’ un favore che va fatto a tutto il movimento, alla gente che ama la pallavolo, a chi lavora in palestra, a chi vince e chi perde. La prestazione di Luca Sobrero (primo arbitro) è stata semplicemente catastrofica. Il fischietto ligure è stato disarmante nei suoi puerili errori che rendono increduli e che hanno rischiato di alimentare proteste e polemiche oltre a quelle inevitabilmente maturate. Ed è ancora più difficile riuscire a capire il perché di questa designazioni durante le sfide più importanti della stagione. E’ stato fatto un grande passo avanti (ricordate marito e moglie di Perugia arbitrare il derby umbro con Città di Castello?) ed il movimento è pronto da tempo, a direzioni anche da parte di arbitri legati alle squadre che lottano per lo scudetto. Ci sono ancora due teoriche sfide. Meditate gente, meditate.
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