Piacenza conquista la qualificazione alla Challenge Cup

21/04/2012

L'esultanza di Marra, Nikolov e ZlatanovL'esultanza di Marra, Nikolov e Zlatanov
L'esultanza di Marra, Nikolov e Zlatanov
Play Off Challenge Cup
SISLEY BELLUNO - COPRA ELIOR PIACENZA 0-3 (22-25, 21-25, 20-25)
SISLEY BELLUNO: Abdelaziz, Fei 18, Horstink 5, Farina (L), Kohut 6, De Togni 5, Suxho 2, Antonov 1, Ogurcak 9. N.e. Szabò, Dolfo, Curti, Sorato. All. Roberto Piazza.
COPRA ELIOR PIACENZA: Marretta (L), Marra (L), Papi 8, Zhekov 2, Nikolov 17, Zlatanov 20, Holt 7, Tencati 3. N.e. Kral, Sidibé, Massari, Kampa, Penchev. All. Luca Monti.
ARBITRI: Daniele Rapisarda e Nunzio Caltabiano. NOTE - Spettatori 1080, incasso 6530, durata set: 26', 24', 23'; tot: 73'.

Va in scena l’epilogo di una storia straordinaria, quella della Sisley Volley prima di Treviso e nell’ultimo anno di Belluno, che ha scritto pagine che resteranno scolpite nella memoria di chi è vicino allo sport e alla pallavolo in particolare. 25 anni di un marchio che e’ stato il simbolo in tutto il mondo della squadra di club più amata, quella che è stata capace di vincere 9 Scudetti, 5 Coppe Campioni, una marea di altri trofei e che ha visto i più grandi campioni della pallavolo mondiale indossare questa maglia. Con amarezza e tanta struggente emozione si gioca oggi alla Spes Arena di Belluno l’ultimo match della storia Sisley, una gara contro la Copra Elior Piacenza che vale la qualificazione alla Challenge Cup.

Primo set con Piacenza sempre avanti, 5-8, poi 10-16 grazie al grande ex Samuele Papi e a Nikolov. Belluno si riavvicina con il solito Fei (17-18), ma non basta, il capitano della Sisley è troppo solo e gli ospiti chiudono abbastanza agevolmente proprio con un mani e fuori di Papi (22-25). Nel secondo set equilibrio iniziale, poi ancora i piacentini avanti 3-6 contro una Sisley che fatica a trovare continuità, ma può contare su un Fei veramente carico che fa un po’ di tutto e porta avanti la sua squadra. I muri di Kohut e un “giallo” a Zlatanov mandano i padroni di casa avanti 14-10, poi 16-12 al tempo tecnico. La rimonta degli ospiti porta la firma proprio di Zlatanov, è suo l’ace del 17 pari. Poi due punti di Holt scavano il break (18-20) che la Sisley non riesce più a recuperare: capitan Zlatanov firma il 21-25 e Piacenza va avanti 2 set a 0. Tentativo di allungo Sisley (4-0) nel terzo set, rispondono i muri di Tencati (4-3) ed è ancora equilibrio fino al doppio errore di Fei che manda avanti la Copra 7-10. Belluno ci prova, ma è fallosa e innervosita da alcune chiamate arbitrali e lascia Piacenza volare 13-18. L’epopea orogranata si chiude con un mesto 0-3 (20-25 l’ultimo set) e Piacenza festeggia meritatamente l’accesso in Europa.

Roberto Piazza (allenatore Sisley Belluno): “Fa parte della vita che le cose inizino e finiscano, purtroppo oggi finisce questa bellissima storia, ma bisogna farsene una ragione anche se l’assenza della Sisley dalla pallavolo sarà una grande perdita. Io devo ringraziare questo club per i tanti anni passati insieme, per le esperienze e per le opportunità che mi ha dato, non le dimenticherò mai. La gara di oggi? Abbiamo fatto gli errori che ci hanno limitato in altre occasioni quest’anno, non avendo la forza di colpire come andava fatto nei momenti chiave. Nel terzo set poi alcune chiamate dubbie ci hanno messo fuori gara e Piacenza, di certo più motivata di noi per il risultato di oggi, ha vinto meritatamente”.

Luca Monti (allenatore Copra Elior Piacenza): “Oggi per noi è un giorno felice, per me personalmente e per il club: se pensiamo a dove era questa squadra qualche mese fa e che oggi invece festeggiamo l’accesso in Europa direi che abbiamo fatto una cosa eccezionale e ne vado orgoglioso con i miei giocatori. Per il volley invece è un giorno triste, è l’ultima volta di un club storico come la Sisley e non possiamo che rammaricarcene tutti noi che amiamo questo sport, per quello che è stata questa gloriosa società. La gara di oggi l’abbiamo giocata molto bene, cattivi e grintosi specie dopo il cartellino giallo a Zlatanov nel secondo set, probabilmente le nostre motivazioni erano superiori alle loro, ma non è stato ugualmente facile vincere”.
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