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Poker di coppa
Poker di coppa
di Luciano Pedullà
17/12/2012
Busto Arsizio e Piacenza sono le due squadre più in forma del campionato
Busto Arsizio e Piacenza sono le due squadre più in forma del campionato
Tra attese di annunci riguardanti il futuro allenatore della Nazionale Seniores e della situazione che sta esplodendo a Crema, il campionato ha proseguito il suo cammino senza tanti botti. Il più importante probabilmente è stato quello che Modena ha fatto a Torino battendo Chieri. La formazione di Salvagni non è ancora riuscita a mostrare il meglio di se stessa, e pur avendo un calendario favorevole deve stare attenta a non rimanere fuori dalle posizioni utili per accedere ai quarti di Coppa Italia, già conquistati da Busto, Piacenza, Bergamo e Modena. Sabato dovrà vedersela con Urbino, derby personale per il coach delle torinesi che ritorna nelle Marche dove ha lasciato un segno positivo; la squadra allenata da Radogna ha vinto contro Pesaro giocando una gara perfetta nella tattica e nell’atteggiamento e adesso si rilancia per uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Ci sta scivolando invece Crema sempre più coinvolta nella sua complicata vicenda. Domenica le giocatrici hanno palesemente protestato per l’incertezza che propone loro il futuro o quantomeno che lo potrebbe imporre alla società Lombarda. I limiti della pallavolo femminile sono soprattutto questi, anche se non è l’unico torneo ad avere problemi di tale genere, ma trovarsi ogni anno con un campionato che se non è zoppo rischia di diventarlo non può ammaliare certamente sponsor e media. Le situazioni sono sempre le solite: promesse non mantenute e soldi che non arrivano (o non ci sono mai stati), richieste esose da parte dei protagonisti, che non sapendo se riusciranno a percepire tutte le mensilità cercano di recuperarle nei primi due – tre mesi che generalmente sono garantiti. Poi la mancanza di conoscenza da parte dei dirigenti societari a proposito delle giocatrici, italiane e straniere, che comportano spesso delle spese fuori misura quando basterebbe spesso guardare dentro o vicino casa propria per riuscire ad avere squadre interessanti e più competitive. Gli esempi di sport di squadra dove le società che possono permettersi programmi e spese nella norma e che cercano talenti giovani e vogliosi della ribalta, al limite anche all’estero, e le sistemano prestandole a squadre della stessa categoria per far fare loro la dovuta crescita, dovrebbe essere un espediente indispensabile in una stagione che avrebbe potuto diventare l’anno zero o meglio ancora il primo per una gestione programmatica volto alla crescita delle atlete al fianco delle leader. L’estemporaneità con la quale si è agito in questi recenti anni di “vacche magre” avrebbe bisogno di risposte, non è obbligatorie che debbano arrivare da Federazione e Lega, e dovrebbero farlo anche le stesse società attraverso una collaborazione intelligente con i settori giovanili più quotati. Gli esempi di Orago con Villa Cortese e Pro Patria Milano con Busto Arsizio sono troppo poca cosa rispetto alle possibilità che la pallavolo femminile possiede; San Donà, Volleyrò, Curtatone, tanto per citarne alcuni, hanno giocatrici interessanti che avrebbero bisogno di una collocazione e di un programma pluriennale. Invece le domeniche ci propongono spesso atlete d’oltre alpe che arrivano dai Tornei d’Europa di secondo livello e che non figurano meglio di tante italiane poco e mal considerate relegate in panchina o in A2 e B1. Auspichiamo un salvataggio di Crema perché un altro torneo con la giornata di riposo sarebbe difficile da digerire.
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