Potenza Picena in A, il valore di una promessa

di Adelio Pistelli

29/08/2012

Potenza Picena in A, il valore di una promessa
Si sta mobilitando una intera cittadina anche se il 14 ottobre è ancora decisamente lontano. Però, quel giorno, saranno tutti sottorete. Metaforicamente, ci sarà tutta Potenza Picena a tifare per il team che giocherà il primo storico match di serie A (contro Atripalda) davanti al pubblico amico. E quel 14 ottobre (seconda giornata dopo l’esordio a Sora) sarà festa grande per i sedicimila abitanti di una cittadina arrivata per la prima volta nel secondo campionato di volley più importante. E, in tanti, avranno anche un pensiero in più per Francesco Agostini e Roberto Boccanera, due dirigenti della Potenza Picena volley, deceduti giusto trenta anni fa.
La società aveva appena tre anni di vita. I sacrifici e le tante difficoltà da superare per dare vita ad un una realtà pallavolistica in grado di rappresentare Potenza Picena e tutto il territorio circostante. Il tragico incidente stradale, che costerà la vita a Agostini e Boccanera, mentre stavano andando ad una riunione della Fipav provinciale, avrebbe potuto azzerare ogni iniziativa societaria. Invece rabbia e commozione sono state ‘armi’ psicologiche in più che hanno aiutato Potenza Picena nella graduale ma significativa crescita sportiva.
Ed il destino ha voluto che la piccola cittadina in provincia di Macerata festeggiasse la storica promozione in serie A giusto trent’anni dopo la tragedia dei suoi primi dirigenti. Oggi, come allora c’erano Andrea Rinaldelli e Carlo Muzi, attualmente presidente e vice che dopo il mortale incidente dei due amici dirigenti, fecero solenne promessa di portare in alto il volley di Potenza Picena. E dopo aver faticosamente centrato la B1 nel 2004, ecco concretizzato il sogno prima dell’estate: serie A.
Un trionfo che ha fatto felice una Provincia e tutte le Marche, Una Regione da sempre ‘bacino’ di grande pallavolo con contorno di un movimento senza soluzione di continuità in tutte le sue quattro provincie. Una Regione che continua a stupire per la sua costante presenza ai livelli più importanti del volley nazionale anche e soprattutto con i centri più piccoli. Come Potenza Picena, che a metà dell’ottocento si chiamava Montesanto: Potenza Picena che fa sinergia con Montelupone e Montecosaro per far crescere e migliorare il settore giovanile. Potenza Picena che guarda molto nell’orticello di casa o quasi per mettere insieme la squadra della prima serie A; Potenza Picena che affida la panchina ad un tecnico (Gianluca Graziosi) nato e cresciuto in una città, Falconara, culla del volley nazionale con Modena Parma e Ravenna. E sono marchigiani diversi giocatori a disposizione di Graziosi e diversi molti arrivano dalla ‘cugina’ famosa: la Lube. Adesso e, da anni, è Macerata a dettare le (giuste) condizioni, raccogliendo su di se le attenzioni di società limitrofe impegnate in campionati diversi. Un rapporto lavoro-qualità che produce crescita d’interesse. Poi, come sempre, saranno i risultati a sentenziare definitivamente ogni giudizio.
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