Prandi e la Bulgaria a caccia di gloria

di Adelio Pistelli

25/08/2010

Il Prof. Silvano Prandi con i giocatori della BulgariaIl Prof. Silvano Prandi con i giocatori della Bulgaria
Il Prof. Silvano Prandi con i giocatori della Bulgaria
Professore: che mondiale sarà? “Ad altissimo livello perché molto competitivo per la presenza di squadre forti”. Eccolo lì Silvano Prandi, con la maglietta della Bulgaria, sempre disponibile a rilanciare e raccontare “qualcosa di suo” ancor più adesso a pochissimo, appunto, dal mondiale italiano.
E’ in Sicilia, ad una manciata di chilometri da Messina, all’hotel Capo Peloro Resort. E qui c’è anche l’Italvolley di Andrea Anastasi, per una particolare preparazione, anteprima di amichevoli dai mille significati che le due squadre hanno in agenda per arrivare al mondiale irati a lucido. E la prima – almeno per gli azzurri - , eccola venerdì (alle 19, a Messina) proprio tra Italia e Bulgaria, tra due formazioni alla ricerca della forma migliore. “Evidentemente dobbiamo crescere e tanto. In questo momento – afferma Prandi – stiamo curando soprattutto la parte fisica e gradualmente entreremo in quella tecnica per poi mescolare il tutto nell’immediata vigilia del grande appuntamento intercontinentale”.
Qui in Sicilia però non c’è Kaziyski; motivo?
Solo qualche giorno fa abbiamo chiuso un torneo in Polonia. Ho visto un giocatore in grandissima condizione ed ho preferito fermarlo e mandarlo a casa per una settimana dove si riposerà ma evidentemente seguirà un dettagliato programma”
Che squadra è la Bulgaria?
Potenzialmente forte, con singolarità eccellenti che offrono garanzie importanti in prospettiva del mondiale”
Un po’ tutti dicono che Russia e Brasile siano un pelino avanti “Sono d’accordo ma subito e dico subito dietro ci siamo noi, l’Italia, la Serbia, Cuba, Stati Uniti. Sarà un grande mondiale, ricco di spettacolari imprevedibilità alcune delle quali potrebbero cambiare anche il corso della manifestazione”.
Silvano Prandi, piemontese, che dopo aver avuto per così dire il battesimo bulgaro proprio contro l’Italia agli ultimi Europei, adesso inizierà il mondiale, da… straniero nel girone di Torino “Città dove ho conosciuto la grande pallavolo, dove ho iniziato ad allenare e per dodici anni ho continuato a farlo centrando i successi più grandi. Ma il caso, il fato, il destino chiamatelo come volete ha voluto così e spero solo di fare bene”.
Un italiano su una panchina straniera: che esperienza sta portando avanti?
Bellissima e se volete, sento poco o niente la differenza da tutto ciò che faccio da anni. Ogni squadra che ho allenato l’ho sempre sentita mia, è successo dovunque sono stato. Ed è così adesso che sono anche alla guida di una nazionale straniera. La Bulgaria è la mia squadra e sono orgoglioso di esserne il tecnico. Ma poi è bello portare altrove la nostra conoscenza, considerati anche gli altri allenatori italiani che lavorano fuori casa. Se volete e un modo come un altro per valorizzare e far crescere il nostro movimento”. 
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