Radamès saluta Trento

03/05/2007

Lattari durante un time outLattari durante un time out
Lattari durante un time out
L’allenatore brasiliano, al termine della propria esperienza in Trentino, ha voluto scrivere un lettera e fare un piccolo regalo a tutti i tifosi dell’Itas Diatec Trentino. Ecco il testo.

Cari amici,
io non mi aspettavo che questo giorno potesse arrivare così presto. Per questo non mi ero preparato per scrivere questa lettera e spero che tutti possano capire la mia difficoltà nel raccontare con le parole corrette le emozioni che sto vivendo oggi.
Due anni fa il Presidente Mosna mi ha portato qui con l’obiettivo di realizzare un progetto per il futuro con un gruppo giovane. E’ logico che all’inizio ci fosse una certa diffidenza nei miei confronti perché io non ero conosciuto perfettamente dall’ambiente trentino, ma spero che questi due anni siano riusciti a farvi capire chi sono e come opero. Al mio arrivo ho iniziato il lavoro, prima tentando insieme ad Andrea Burattini di migliorare principalmente la linea a tre di ricezione della squadra creata in estate, visto che Savani e Morsut, la coppia titolare in banda, non avevano in questo fondamentale il loro pezzo forte e successivamente cercando di trovare l’affiatamento giusto in una gruppo completamente nuovo, in cui solo Heller e Savani erano rimasti in rosa rispetto alla stagione precedente.
Credo che la squadra sia stata costantemente in crescita per tutta la durata della stagione, tant’è vero che siamo riusciti ad arrivare fra le quattro finaliste sia di Coppa Italia, sia dei playoff e nella semifinale scudetto. Un traguardo mai raggiunto prima dalla Trentino Volley e in queste partite contro Treviso abbiamo dovuto tra l’altro utilizzare tre liberi diversi in quattro gare e tutta la panchina (Baranek, per esempio, ma anche i giovani De Paola e Segnalini).
Nella seconda stagione abbiamo perso Millar e Morsut per loro scelta di vita e sono stati venduti Savani e Kooistra e in questo modo siamo praticamente ripartiti da zero con la squadra. E’ stato un anno difficile per tutti gli allenatori di A1, a causa dello spostamento della World League ad agosto ma anche per la lunga sosta dovuta ai Campionati Mondiali in Giappone a novembre. Abbiamo perso Dore Della Lunga subito dopo la prima partita e non abbiamo preso nessun giocatore al suo posto; questo mi ha creato grosse difficoltà nella gestione dei cambi per la regola dei tre italiani sempre in campo, lasciandomi spazio a variazioni in pratica solo al centro della rete ma queste cose fanno parte del gioco e io piuttosto che stare a lamentarmi preferisco spendere il mio tempo a lavorare in palestra.
Per tutto il campionato, oltre all’assenza di Dore, abbiamo avuto problemi con il polso di Marco, il ginocchio di Heller, la spalla di Winiarski, e di altra natura con Gallotta e Bari. Quando siamo riusciti ad essere al completo nel finale di campionato credo che siamo cresciuti tecnicamente molto, ci siamo qualificati per i playoff, l’obiettivo stagionale della società, e abbiamo fatto partite di alto livello tecnico contro Cuneo nei quarti di finale. Tutto questo anche grazie al lavoro svolto egregiamente dal preparatore fisico e dallo staff medico.
Vi ho scritto queste cose per fare assieme a voi un breve racconto e bilancio dei miei due anni di lavoro qui.
Se è vero che al giorno d’oggi esistono società più forti economicamente, credo comunque che la Trentino Volley debba invece investire in uno stesso gruppo per due o tre stagioni consecutive, evitando di apportare grossi cambiamenti dopo ogni singolo anno e così certamente i risultati arriveranno.
Lasciando la parte tecnica, credo di aver contribuito a migliorare le relazioni e i rapporti fra tutto lo staff, che fosse tecnico, medico e societario e a diminuire l’immotivata distanza fra allenatore e tifosi che esisteva prima in questo ambiente.
Mi piacerebbe fare diversi ringraziamenti a persone che sono state vicino a me e alla mia famiglia: il primo di tutti va al Presidente Mosna per l’opportunità che mi ha dato e per questo gli sarò eternamente grato. Mi spiace di non essere sempre riuscito a centrare i traguardi che lui si aspettava da questa squadra, ma posso assicurare che ho messo tutto me stesso per arrivarvi. Vorrei ringraziare anche il Cavalier Edo Benedetti, l’amministratore delegato Alberto Ciurletti, l’intera famiglia Mosna, tutti gli amici della Diatec e la famiglia Citterio.
Un ringraziamento particolare a tutti quelli che hanno lavorato ogni giorno al mio fianco in questi due anni: Riccardo Michieletto, Luca Berti, Andrea Burattini, Christian Verona, il mio idolo Mauro Bertoluzza, il Dottor Marco Fogli, Massimo Di Vetta e il suo staff, l’amica Daniela Cavelli, Paolo Rossi, Bepi Borgogno, tutti gli allenatori, giocatori, dirigenti e genitori del settore giovanile, Francesco Segala, Lanfranco Dallari, il sempre “infortunato” Marco Trabalza e tutta i media regionali e nazionali che ci hanno dedicato spazio.
Ho lasciato per ultimo, non perché sia meno importante ma solo perché è il ringraziamento più difficile da fare, quello riservato a tutti i miei giocatori, dal capitano Marco ai giovani De Paola e Segnalini, e a due grossissimi, in tutti i sensi della parola, amici come Beppe Cormio e Gabriele Biancardi.
Grazie, infine, ai tifosi, il più grande patrimonio della società, che durante questi due anni sono stati il prolungamento naturale della mia famiglia.
Ringraziare tutti è francamente impossibile; avrò sicuramente dimenticato qualcuno, ma spero che queste persone possano capire la mia emozione e la mia difficoltà a farlo.
Per ultima cosa voglio dire che se rimarrò in Italia in una squadra di A1, sarò solamente un avversario ma mai un nemico. Se, al contrario, non rimarrò in serie A1 voglio chiedere a tutti i tifosi di riservarmi sempre un posto in curva per fare il tifo assieme a voi.

Un solo amore, Trento nel cuore.

Qui sotto, come regalo e ricordo per tutti, vi lascio un file pdf con i testi che durante la stagione ho fatto leggere alla mia squadra per motivare i giocatori prima delle partite.

Un abbraccio

Radamès
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