Reportage brasiliano

di Andrea Anastasi. Introduzione di Adelio Pistelli

22/02/2011

Reportage brasiliano
La voglia di conoscere, il desiderio di crescere: sono optional che Andrea Anastasi si porta dietro da sempre. E’ nel suo Dna. E ogni preziosa opportunità la sfrutta al meglio per viaggi-studio, alla scoperta di ‘qualcosa’ di nuovo, magari incontrando ‘qualcosa’ di un passato che lo ha visto anche protagonista. Era successo sul finire del 2009 (stage in Usa con la nazionale Stella a Strisce) stavolta via in Brasile: dall’inizio di febbraio 2011. E
appena tornato a casa, poi subito volo per Varsavia dove, qualche giorno fa, è stato ufficialmente presentato come nuovo tecnico della nazionale. “Voglio visitare tutto questo Paese così innamorato della pallavolo”. E’ stata una delle prime frasi rilanciate dal neo coach polacco alla sua nuova platea. Ma prima dell’investitura, c’era stato il viaggio studio in Brasile : appunto. Eccolo nel racconto di un inviato veramente speciale. Seguitelo. “Subito una precisazione: il viaggio in Sudamerica era stato organizzato prima della mia nomina ad allenatore della Polonia. Era mia intenzione, capire sempre meglio il fenomeno brasiliano. Con me Andrea Gardini (che dovrebbe seguirlo come ‘secondo’ anche sulla panchina polacca, ndr) e Lamberto Padovani , compagno di squadra ai tempi della Panini Modena”.
PRIMA SETTIMANA. “Subito al seguito del Sada Cruzeiro allenata dall’ amico Marcelo Mendez e che, sul finire del 2007, mi sostituì sulla panchina della nazionale spagnola. Subito una sorpresa: il presidente, sponsor, padrone del Club è Vittorio Medioli, Italianissimo di Parma. Una gentilezza, nei nostri confronti, semplicemente splendida. Non solo, con suo elicottero trasferimento veloce verso Itabira dove la sua squadra avrebbe giocato due partite. Giusto in tempo per seguire sfide e allenamenti: esperienza stupenda”.
La prima – continua Anastasi – di altre preziose opportunità. Come a Belo Horizonte per osservare da vicino preparazione e partite del Vivo Minas squadra storica della città, prima di spostarsi a San Paolo. Che città… Mostruosa, incredibilmente caotica ma avevamo due guide particolari, quindi… E sì, ci aspettavano Geovani (allenatore del Sesi) e Montanaro vecchie conoscenza del campionato Italiano, ora fa il general manager. Il Sesi? E’ la squadra di Murilo, Sergio, Sidao e atri nazionali”.
SORPRESE E NOVITA’. “Visto il Cimed la squadra campione del Brasile, sulla sua panchina, Bruniho. E’ un team molto interessante guidata da un bravissimo coach e gioca una pallavolo decisamente moderna. Poi, occhio di riguardo al San Bernardo (periferia di San Paolo), dove giocano le promesse del volley brasiliano: sorpresone. Giocatori alti e fortissimi; visto un opposto di 215 centimetri, non ancora diciannovenne, mancino. E’ qui che nasce il progetto Londra 2012 seguito passo passo dal secondo di Bernardhino”.
SECONDA SETTIMANA – “Siamo in discesa – conclude Anastasi -. L’ultima esperienza concreta la gara tra il SKY Pinheiro allenata da Mauro Grasso, (anche lui con esperienza in Italia) con Il Cimed. Sfida particolare anche perché lo Sky veniva da una vera rivoluzione tecnica (via Rogrigao, Marcelinho) e aveva Giba fuori per infortunio. Però vi raccomando Gustavo: ancora meraviglioso protagonista… Chiudo con doverose considerazioni che dovrebbero servire a chiunque lavori nel nostro mondo; ci sono 15 squadre, con 16-18, tutti brasiliani o quasi, per un campionato dove possono essere presenti solo due stranieri (visti alcuni cubani e americani). E allora credo sia facile immaginare il numero incredibile di giocatori, concreto e massiccio serbatoio per la nazionale. Giocano fisso due gare, il giovedì e una il sabato, previsto riposo solo la domenica poi doppio allenamento: il lunedì, martedì, uno al mercoledì. Un’ultima cosa: toccano sempre la palla facendo un sacco di contatti, allenamento tipico brasiliano. Però, credetemi, la mia attenzione non è rimasta colpita da tutto ciò, quanto dalla capacità di preservare i propri giocatori. E tutto ciò, credo sia loro possibile per mentalità e specificità culturale”.
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