Roberto Piazza e la Sisley "minavagante"

di Adelio Pistelli

28/10/2010

Roberto PiazzaRoberto Piazza
Roberto Piazza
Ha avuto un grande maestro al quale riconosce competenza e bravura sopra ogni altro al mondo. “Aver lavorato con Daniele Bagnoli e, poterlo fare ancora, credo sia la migliore scuola per chi vuole fare questo mestiere”. Roberto Piazza, ha lasciato il maestro Bagnoli (“e amico” afferma) dopo l’ultimo mondiale (erano insieme sulla panchina della nazionale russa) e per la seconda stagione consecutiva, eccolo ancora alla Sisley Treviso per un campionato che… “ Sarà per lo più livellato – sostiene il quarantaduenne coach Sisley – e sistemo Treviso nell’aerea centrale, un gradino sotto le grandi”. E’ veramente sincero? “Di più. Cuneo e Trento sono potenzialmente le formazioni più forti, hanno uomini che possono fare la differenza sempre e dovunque. Però, nella grande lotta al vertice, metto anche Macerata se riuscirà ad integrare positivamente
Martino in diagonale con Savani. I due schiacciatori non hanno mai giocato insieme. Se avranno continuità , saranno decisivi per la loro formazione”. E Treviso subito dopo con obiettivi interessanti da inseguire…
“Miriamo a ripeterci. Presentatemi qualcuno che la scorsa stagione anticipava i bei risultati ottenuti dalla Sisley. Semifinale in coppa Italia e nei play off, direi un gran bel lavoro anche perché abbiamo avuto continuità, giocando sempre della bella pallavolo. E tutto ciò ci ha aiutato ad inserirci in spazi lasciati liberi da chi, come Piacenza e Macerata, avrebbe dovuto disputare un bel altro torneo. Adesso ci riproviamo”.
Che Treviso ha trovato una volta lasciata la nazionale russa? “In salute ma è un cantiere a cielo aperto ma con i lavori già avanti. A parte i due reduci dal mundial (Fei e Pujol, ndr) che dovranno ritrovare il meglio
della condizione nelle prossime settimane – ma poi questo è un problema di tutte le squadre con nazionali reduci da manifestazioni estive -, siamo un gruppo certo di avere grandi margini di miglioramento. E poi, quando riparti, assomiglia un po’ come quando torni a scuola: è necessario una sorta di ripasso generale, per ritrovare schemi e modalità”.
A proposito di reduci: Fei come va? “All’esordio, contro Forlì, ha giocato la sua onesta partita, ben gestito dal
palleggiatore. Però Fox, ancora lontano dalla forma ideale, è comunque il solito Fox, magari sempre taciturno ma con tanta volontà addosso. Le scorie del mondiale? Il passato è scordato e, come ho detto a i giocatori: niente alibi. Tutto ciò che avete fatto con le nazionali deve servire solo a migliorarsi”.
E domenica è già esame Modena nel giorno in cui verrà titolato il Palasport a Giuseppe Panini. Un doppio grande giorno, vero? “C’è sempre tanto da dire quando vai a giocare a Modena: è il top. Non solo al match tra emiliani e la Sisley, una vera classica ma per dove vai a giocare. E’ come esibirsi alla Scala di Milano, al mio Regio di Parma, davanti a gente competente che tutto sa e tutto conosce del volley. Ci sarà anche l’
inaugurazione del palasport in onore di un grandissimo dirigente: sarà tutto molto emozionante. Mi piacerebbe regalare spettacolo e, si ci riusciremo, vorrà dire che Treviso sta crescendo e che questa settimana di lavoro non sarà andata persa”. 
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