Roma lascia i suoi problemi a San Giustino

di Adelio Pistelli

31/10/2011

Roma lascia i suoi problemi a San Giustino
Roma c’è, San Giustino no. E c’era anche tanta ex Macerata (Fefè De Giorgi, Facundo Conte da una parte, Martin Lebl, Alessandro Paparoni, Alberto Cisolla, Mirko Corsano) in una sfida dai tanti risvolti in prospettiva. Nel piccolissimo palazzetto del piccolo San Giustino (con i suoi 6/7 mila abitanti incastrati tra Città di Castello e San sepolcro),domenica sera era appuntamento dai tanti perché, dei tanti ricordi, e anche del… “Come siamo e come potremo essere”.
A questa ultima e, generalizzata curiosità, era mirato l’interesse di due formazioni che, in un modo o nell’altro, aspettavano questo ‘faccia a faccia’ per fare prime chiarezze, alcuni primi piccoli ma significativi consuntivi.
Alle corte: Roma promossa a pieni voti, San Giustino dietro la lavagna. Giani (coach dei laziali) Fefè De Giorgi (tecnico degli umbri) la grande storia di una nazionale che non c’è più, davanti a certezze e problemi. La stagione è lunga, anche se carica di impegni a tamburo battente, ma la sfida andata in scena all’interno del piccolissimo palasport del piccolo San Giustino ha rilanciato alcune prime verità.

ROMA – E’ in un momento felice. La squadra ha un suo gioco, fatica a reggere continuità ma i suoi uomini fanno il compitino con diligenza. Il team del ‘Giangio’ nazionale sembra aver trovato la chiusura del cerchio con Cisolla e Zaytsev alle bande ma, soprattutto, con la concretezza tecnico agonistica del suo nuovo libero, Paparoni. E poi lui, uno dei giocatori nel mirino della curiosità: l’opposto Sabbi. Al suo primo anno di A1, partita dopo partita regala continue positività. E’ ancora a caccia di stabilità ma il suo braccio è sempre più potente. Adesso sarà interessante capire il pensiero di Mauro Berruto, coach degli azzurri: lo porterà in Giappone come terzo opposto dietro Fei e Lasko? Rebus che sono in tanti a cercare di risolvere. E’ chiaro che, per la crescita definitiva del giovane opposto, restare a Roma e allenarsi con continuità durante la sosta, risulterebbe scelta più redditizia. Vedremo.

SAN GIUSTINO – Problemi, problemi e ancora problemi per Fefè da Squinzano. E partiamo dalla fine: prima dello stop al campionato (sabato) in Umbria arriverà Cuneo, uno degli avversari meno indicati per cercare di riprendere confidenza con la vittoria,da sempre la migliore medicina per ogni difficoltà. Ma il team di De Giorgi è decisamente ‘incartato’ da problematiche difficili da risolvere a breve. In tanto la diagonale opposto palleggiatore: è l’handicap più grande. Petkovic non è un… luminare della regia ma, adesso ha anche difficoltà a trovare la giusta e definitiva collocazione. L’emergenza che gli umbri devono portare avanti per il dopo Stankovic (infortunio serissimo al via del campionato) è ancora e sempre da segnale rosso. I tentativi di dare continuità stanno naufragando con Urnaut, troppo lontano dal poter diventare una vera alternativa a chi è fuori con le stampelle. E intorno è marasma e ancora problemi. Conte è solo l’ombra del giocatore apprezzato la scorsa stagione, nell’ultima World League; centrali discontinui (a muro ma anche in attacco per una ricezione ballerina) poi c’è l’altra banda dove l’arrivo dell’esperto Sammelvuo rischia di diventare solo piccolo palliativo visto che la sfortuna ci ha messo dell’altro per il serio infortunio ad una mano dell’olandese Rauwerdink. E allora, sono problemi, Fefè da Squinzano. Risolvibili ma ci vorrà del tempo con la speranza che la società stia solo e soprattutto vicino al suo allenatore, vicino al suo gruppo, con pazienza.
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