Ruben Acosta lascia la presidenza Fivb

20/06/2008

Ruben Acosta, ex numero 1 della FivbRuben Acosta, ex numero 1 della Fivb
Ruben Acosta, ex numero 1 della Fivb
Devo ammetterlo: sono sinceramente sorpreso. Non mi sarei mai aspettato che Ruben Acosta avrebbe annunciato le dimissioni da presidente della Fivb dopo l’Olimpiade di Pechino, non avrei mai creduto che avrebbe tenuto fede a quanto anticipato prima del Congresso Mondiale in Dubai. E invece mi sono sbagliato.

UN IMPERO LUNGO 24 ANNI. Il presidentissimo messicano e’ stato eletto presidente della Federazione Internazionale nel 1984, in occasione dell’Olimpiade di Los Angeles, succedendo al francese Paul Libaud, numero uno del movimento mondiale dal primo giorno di fondazione della Fivb, nel lontano 1947. Quello di Acosta e’ stato un vero e proprio regno, in pratica incontrastato, durante il quale ha fatto crescere la pallavolo nel mondo intero, dando dignita’ a questo sport: dobbiamo riconoscergli grandi capacita’ manageriali, incredibili doti decisionali, un fiuto quasi unico, il coraggio di osare e di cambiare: la battuta dai nove metri di fondo campo, l’invenzione del libero nel 1997 (dal primo gennaio 2009 ne avremo finalmente due a referto, con 14 giocatori iscritti), il tocco di piede e soprattutto il rally point system nel 1998: tante novita’ che hanno fatto arricciare il naso ai puristi del volley ma che si sono rivelate vincenti. Senza dimenticare la World League ideata nel 1990 e il Grand Prix, nato poco dopo, l’ingresso del beach volley nel novero delle discipline olimpiche a partire da Atlanta 1996. Devo riconoscere di essere stato quasi sempre d’accordo con le sue idee, potendomi anche confrontare piu’ volte con lui e con la signora Malu’, assai piu’ di una moglie: una mente pensante in continua evoluzione, un talento politico pazzesco, probabilmente la miglior dirigente del panorama sportivo internazionale.

TRE VOLTE NO. Conosco Ruben Acosta da tantissimi anni: il primo incontro risale infatti all’Europeo di Stoccolma nel 1989, anno della prima vittoria dell’Italia dei miracoli. Un feeling spontaneo, sfociato poco dopo nella prima offerta di andare a lavorare per questa coppia d’oro: correva il 1991, anno della finale della World League vinta dagli azzurri al Forum di Assago, e a luglio ero andato a Losanna per intervistarlo e per accordarmi sul mio futuro svizzero. Eravamo d’accordo su tutto, anche sulla possibilita’ di poter continuare a collaborare con l’allora Telepiu’, ma alla fine non me la sono sentita di trasferire armi e bagagli in terra elvetica. I rapporti sono pero’ restati ottimi con lui e con lei, tanto e’ vero che dopo quel mio diniego, mi sono arrivate altre due offerte simili da loro, tutte gentilmente rifiutate: “Sei l’unico che ci ha detto di no, addirittura piu’ di una volta” mi ha detto Malu’ in occasione della presentazione del Mondiale giapponese da me condotta a Roma qualche tempo fa. Non ci vedevamo da un po’, visto che Acosta aveva avuto problemi di carattere fisico (forse alla base della sua scelta di oggi). I rapporti sono pero’ sempre stati ottimi, ho ricevuto da loro decine di telefonate per parlare di pallavolo italiana e non solo, con rispetto reciproco. Poi qualcosa si e’ rotto, dopo il divorzio con Jean Pierre Seppey, il gm che avevano scelto per la gestione totale e poi hanno cacciato in malo modo: una mia intervista a Seppey pubblicata proprio su questo sito lo ha pero’ fatto inalberare, anche perche’ qualche simpaticone italiano (di cui conosco nome e cognome) lo ha fomentato contro di me dicendo sia a Ruben che a Malu’ che ce l’avevo con loro. Nulla di tutto questo, adesso che non sono piu’ sul trono lo posso dire, cosi’ non si pensa che voglio ruffianarmeli. Chi mi conosce sa che detesto questo tipo di comportamento. Ed e’ proprio per questo che ne parlo oggi, quando Acosta non e’ piu’ in sella, avendo lasciato il ruolo di presidente al cinese Wei Jizhong. Io l’ho sempre stimato e ne ho sempre difeso le scelte, prima tra tutte quel rally point system che non puo’ essere inviso a chi si occupa di televisione (finalmente abbiamo dato una durata approssimativa alle partite e si puo’ inserire la pallavolo nel palinsesto tv senza il timore, come accadeva prima, di andare avanti anche 3 ore e mezzo…). Tutto qui, ci tenevo a precisarlo. Augurando ai signori Acosta di godersi la vita nel natio Messico, anche se ho letto che Malu’ sara’ advisor della Fivb del futuro.

Buona pallavolo a tutti!

P.S. Vi ricordo ancora di tenere presente la Casa della Luce e del Sorriso nel caso in cui vogliate destinare alla sensibilita’ umanitaria il vostro 5 per mille. Tutte le indicazioni le trovate nella home page di questo sito. A proposito: vi ringrazio di cuore per la frequenza con la quale venire a leggere queste righe consultando con sempre maggiore continuita’ “dallarivolley.com”. Gli ultimi dati mi hanno decisamente esaltato.
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