Scatta la serie A2, con novità importanti e tanto equilibrio

14/10/2010

Travica-Zaytzev, saranno loro la diagonale azzurra del futuro?Travica-Zaytzev, saranno loro la diagonale azzurra del futuro?
Travica-Zaytzev, saranno loro la diagonale azzurra del futuro?
Archiviato il Mondiale, concluso con il terzo trionfo consecutivo per il Brasile e il quarto posto per l'Italia, è tempo di tornare a palare subito di campionato, anche per il momento ad andare in campo è solo la serie A2: per la A1 se ne parlerà nel prossimo week end. Sta dunque per scattare una bella stagione, che ci regalerà spettacolo ed emozioni.

AL VIA LA SERIE A2. Scatta domenica la “Serie A2 degli italiani”, come l’ha definita la Lega pallavolo. Mi pare corretto specificarlo, visto che sarà possibile utilizzare solamente due stranieri per squadra. Era ora, aggiungo io. I nostri giovani spero avranno la possibilità di crescere e di migliorarsi, rappresentando il vero laboratorio per il volley di vertice. Chi vincerà alla fine? Difficile dirlo, visto che la stagione sarà lunghissima e l’equilibrio potrebbe regnare, però ai nastri di partenza i favori del pronostico arridono a Ravenna, Santa Croce e Città di Castello, con qualche outsider come Reggio Emilia e le due neopromosse Segrate e Milano. E la grande novità del Club Italia Aeronautica Militare Roma, affidata alla guida tecnica di Gigi Schiavon.

NOVITA’.
Per la prima volta la pallavolo giocherà alle 11.30 in diretta su Sportitalia: il debutto di questa nuova frontiera sarà domenica la sfida tra Segrate e Città di Castello. Una bella sfida per il nostro sport, che manda in avanscoperta la serie A2 contro il basket delle 11.45 su Sky Sport 2 e il calcio delle 12.30 su Sky Sport 1. Tantissimi anni fa, stagione 92/93 per l’esattezza, ho commentato le partite di campionato per Italia 1 trasmesse alle 14.30: l’esperimento non andrò benissimo perché si era contro tutto il calcio. Questa volta invece il risultato sarà buono, ho pochi dubbi al riguardo. E ve lo dico pure come principale fautore del basket a mezzogiorno, un grande successo in tv e nei vari palazzetti, visto che sono stato io qualche anno fa a convincere - pur se a fatica - l'allora presidente della Lega Basket Enrico Prandi.

LA SAPIENZA.
Lunedì prossimo alle ore 11.00 presso la sede della Federazione a Roma verrà presentata la ricerca “Autoefficacia personale e collettiva, coesione di gruppo nella pallavolo”, basata sullo scorso campionato di A1 maschile. Un lavoro decisamente interessante, realizzato in collaborazione con la Facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, molto attiva sul fronte sportivo. Mercoledì sono stato invitato dalle Federgolf tra i relatori di una convegno organizzato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione del medesimo prestigioso Ateneo capitolino. Una bellissima giornata, molto costruttiva, durante la quale si è parlato della potenzialità del golf dal punto di vista della promozione legata ai media e della potenzialità pubblicitaria: questo sport sta vivendo un momento magico grazie alla contemporanea presenza al vertice mondiale di tre fortissimi giocatori italiani, i fratelli Edoardo e Francesco Molinari, recenti vincitori della Ryder Cup in Galles, e il giovane talento Matteo Manassero. Una fortunata coincidenza quasi astrale, che mi ricorda il gruppo degli azzurri che ha fatto entrare nella storia la nostra nazionale maschile. Grazie ai campioni che vincono e sanno comunicare è tutto più facile (ricordate Panatta nel tennis e Tomba nello sci cosa hanno significato per i loro mondi?): aspetto con trepidazione la nascita di qualche nuova stella per ricreare un’Italvolley capace di fare sognare tutti, non solo gli appassionati veri di pallavolo.

IL BLUFF DELLA PALLAVOLO.
Ho letto con attenzione una lettera pubblicata mercoledì sulla Gazzetta dello Sport, nella rubrica delle lettere curata dal vicedirettore Franco Arturi. Queste le parole di Bruno Chiari da Lissone: “La sconfitta con il Brasile ha smascherato un bluff: quello della nostra nazionale di pallavolo arrivata imbattuta in semifinale grazie a un regolamento e logicamente a un sorteggio iniziale che definire partigiano è poco. Non abbiamo battuto nessuno. L’unica squadra da annoverare come potenzialmente forte erano gli Usa, ma dall’Olimpiade non hanno più vinto nessuna partita. Cuba, Brasile, Russia, Serbia e Olanda a scannarsi dall’altra parte di un tabellone pilotato ad arte. La nostra nazionale non è di certo tra le prime quattro squadre al mondo. In qualunque altra edizione non sarebbe andata avanti così. Credo che a livello politico nella pallavolo contiamo tanto ma in altri sport assai più belli e coinvolgenti come il basket nulla si vede. In fin dei conti successo di pubblico ma figuraccia italiana a livello mondiale come livello organizzativo”. La risposta: “Non condivido toni tanto drastici e nemmeno un giudizio così negativo sull’organizzazione del mondiale italiano, su molti versanti apparsa vincente. Non è vero che c'era l'Olanda. Circa la formula, criticata e criticabile, vanno distinte le responsabilità, anche in relazione al ranking: la federazione internazionale ci ha messo del suo. Che il Paese organizzatore abbia una corsia preferenziale è cosa nota: l’abitudine non comincia certo dall’Italia. Credo che il problema della nostra pallavolo sia il rischio di una femminilizzazione dell’intero movimento: sarebbe l’avvio del declino. Da questo punto di vista usciamo dal mondiale più forti. Non siamo da prime 4? Può essere, ma non mi sembra uno scandalo: per lo sviluppo di questo sport è preferibile, nell’immediato, che crescano movimenti nazionali, anche al prezzo della maggiore fatica delle nazionali azzurre”. Il commento: sottoscrivo in toto quanto scritto da Arturi, e dissento su molti dei concetti espressi da Chiari: chi organizza una manifestazione può contare spesso su favori, consci e inconsci, è vero che il tabellone è apparso sbilanciato, è vero che si corre il rischio di andare nella direzione del nostro sport coniugato solo al femminile, non è vero che l’Italia abbia fatto una figuraccia a livello organizzativo, non è vero che la nostra nazionale non merita di stare tra le prime quattro al mondo. Comunque la nazionale non è stata un bluff.

FUTURO AZZURRO.
A questo punto il dubbio riguarda il domani della nostra nazionale maschile, partendo ovviamente dall’allenatore. Andrea Anastasi sarà confermato oppure arriverà al suo posto Fefè de Giorgi, candidato principe all’eventuale successione? La riconferma che pareva scontata ancora non c’è, e il contratto dell’attuale ct scade a fine mese. Sapremo dunque presto chi sarà il nocchiero dell’Italia fino all’Olimpiade di Londra del 2012. I dubbi principali sono però a mio modo di vedere relativi all’opposto, visto che non vedo in giro un martellone pesante che possa rivestire a breve questo ruolo, con tutto il rispetto possibile per Lasko, forte ma non tra i numeri uno. La Gazzetta dello Sport ha ipotizzato una diagonale per la World League del 2011 Travica-Zaytzev, davvero suggestiva e interessante. Ma il dubbio mi sorge spontaneo: se deve giocare in questo ruolo un palleggiatore da poco convertito al ruolo di martello, significa che in giro non c’è granchè. Oppure mi sono perso qualche cosa?

Buona pallavolo a tutti!
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