Serbia mondiale, Brasile d'argento, Italia di bronzo

15/10/2022

Il Mondiale femminile è andato in archivio con il secondo titolo consecutivo conquistato con merito dalla Serbia e con la prima medaglia di bronzo vinta dalla nazionale italiana, che nel match per il terzo posto ha regolato gli Stati Uniti per 3-0. La classifica finale di Apeldoorn non fa una grinza per quello che si è visto in campo. La notizia di maggior rilievo è però la rinuncia all’azzurro da parte di Paola Egonu.
GOOD BYE ITALIA. Le parole tra le lacrime di Paola Egonu dette con amarezza al suo procuratore Marco Reguzzoni e registrate da un cellulare (ormai il grande fratello è sempre in azione ovunque, bisogna stare attenti) ha scatenato una ridda di voci sul futuro in nazionale della giocatrice più rappresentativa dell’Italia. Paola Egonu è stata ferita da quanto è uscito sul web al suo indirizzo, particolarmente offensivo, ne è rimasta profondamente ferita e ha confermato la sua intenzione di prendersi una pausa al microfono di Simona Rolandi in diretta su Rai Sport al termine della finale mondiale. Non ha usato mezzi termini, ha detto di sentirsi amareggiata, di aver pianto prima della finale con il Brasile sentendo l’Inno di Mameli, di amare la maglia dell’Italia, di non chiudere definitivamente con l’azzurro ma di volersi prendere una pausa di riflessione. Ha parlato con lucidità e fermezza, sorridendo ma facendo trasparire uno stato d’animo conturbato. Questo ovviamente condizionerà non poco il futuro di una squadra che ha il dovere di restare competitiva ai vertici e di difendere il titolo di campione d’Europa il prossimo anno (si giocherà in Italia, Belgio, Estonia e Germania). 
IL PODIO IRIDATO. Intanto comunque, smaltita la grande delusione patita perdendo 3-1 la semifinale con il Brasile che tante polemiche ha scatenato, l’Italia è salita sul podio con la medaglia di bronzo al collo dopo aver piegato gli Stati Uniti per 3-0 (con parziali di 25-20, 25-15, 27-25 con 26 punti di Paola Egonu). Un risultato di rilievo, anche se non bisogna negare che l’ambizione era quella di salire sul gradino più alto, dove invece è salita ancora una volta una grande Serbia: in finale la formazione brillantemente guidata da Daniele Santarelli ha battuto 3-0 il Brasile, che ha lottato strenuamente nel primo set perdendolo 26-24 e nel secondo finito 25-22, per poi issare bandiera bianca nel terzo (concluso 25-17). Per la Selaçao è dunque sfumato ancora una volta il sogno di conquistate il primo titolo mondiale della storia, mentre all’Italia non è riuscita l’impresa di centrare il bis iridato dopo il trionfo degli azzurri di Fefé De Giorgi in Polonia.
IL SESTETTO IDEALE. Sono due le azzurre inserite nella formazione ideale del Mondiale: Miriam Sylla miglior schiacciatrice (insieme alla brasiliana Gabi, giustiziere delle azzurre in semifinale) e Anna Danesi miglior centrale (insieme alla brasiliana Carol). Poi quattro riconoscimenti per le giocatrici serbe: Pusic miglior libero, Drca miglior palleggiatrice, la straordinaria Boskovic miglior opposto e miglior giocatrice in assoluto. E’ giusto così.
IL MEDAGLIERE. Il bronzo conquistato al Mondiale rappresenta la terza medaglia ottenuta dalla nazionale femminile in una rassegna iridata dopo l'oro di Berlino nel 2002 Berlino e l’argento di Yokohama nel 2018. Le azzurre hanno così chiuso un’estate molto intensa che ha significato anche festeggiare la vittoria nella Volleyball Nations League ottenuta a luglio. Per il ct Davide Mazzanti si tratta invece della sesta medaglia conquistata sulla panchina azzurra: nel 2017 l’argento al World Grand Prix; nel 2018 l’argento al Mondiale; nel 2019 il bronzo all’Europeo; nel 2021 l’oro all’Europeo; nel 2022 l’oro alla VNL e il bronzo al Mondiale. Adesso qualcuno vocifera che la sua panchina vacilli, e proprio per questo motivo il presidente federale Giuseppe Manfredi ci ha tenuto a precisare che la Fipav “non ha in agenda alcuna sostituzione del Commissario Tecnico. Sicuramente, a bocce ferme e con calma, faremo un’analisi di ciò che è stato e analizzeremo la situazione. Sappiamo che ci sono situazioni da chiarire e sistemare, ma credo che sia nella normalità delle cose. Davide ha un contratto che scade nel 2024, di tutti gli aspetti della stagione, nella loro totalità, faremo una valutazione approfondita e nel prossimo Consiglio Federale analizzeremo la stagione di tutte le nostre squadre. La nostra è stata una stagione incredibile difficilmente ripetibile. Lavoreremo per crescere ancora superando le difficoltà che fisiologicamente e periodicamente incontriamo sul nostro cammino. Come in ogni cosa, però, ci vuole pazienza. Sappiamo su quali aspetti intervenire”. Un consiglio, per quello che può contare: mi auguro che la Federazione non commetta l’errore di cambiare allenatore. E lo dico non sapendo nulla dei rapporti tra Mazzanti e le giocatrici, ma solo perché conosco così bene Davide da tanto tempo da fidarmi ciecamente di lui.
Buona pallavolo a tutti!
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