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Simone Parodi, in azzurro per ricominciare

di Adelio Pistelli

20/07/2011

Simone ParodiSimone Parodi
Simone Parodi
E’ sicuramente lui il più curioso di tutti. E per una serie di motivi. Il primo lo riguarda da vicino e non vede l’ora di capire a che punto si trova. “Mi sento veramente molto, sta andando tutto nel rispetto dei programmi previsti. Forse anche meglio. Forse. La riabilitazione è filata via senza intoppi e adesso, finalmente, avrò primissime ma interessanti risposte”. Simone Parodi presto saprà. Nella tarda serata di domani (giovedì) raggiunge Cavalese dove il tecnico dell’Italvolley, Mauro Berruto, ha deciso di iniziare la preparazione in prospettiva Europei di metà settembre. E nel gruppo che ha giocato l’ultima World League, oltre alla novità del centralone di Cuneo Gigi Mastrangelo, c’è quella di Simone Parodi. Sono entrambi dei ritorni importanti (mancano dall’ultimo mondiale dello scorso ottobre) ma il mirino si sposta inevitabilmente e soprattutto sul giovane schiacciatore, reduce da un brutto infortunio ad un ginocchio.
Accadeva agli inizi di aprile, alla vigilia dei play off scudetto. Da allora, dopo un delicato intervento chirurgico, ha gradualmente iniziato la fase di riavvicinamento ad un campo da gioco e, a dispetto di iniziali previsioni, proprio considerata l’attuale situazione fisica del giocatore, verrebbe da dire che Parodi ha bruciato le tappe. “Non saprei cosa dire – afferma lo schiacciatore neo acquisto della Lube Macerata – però, proprio perché mi sento bene, perché a Bologna ho fatto una bellissima riabilitazione, adesso ho voglia di capire. In questo momento cammino molto tranquillamente anche forzando l’andatura; corro e senza particolare fatica. Sono punti di partenza notevoli per ritornare gradualmente sottorete. E, che si sappia: ce la metterò tutta per darmi e, dare delle concrete risposte a chi mi ha voluto nel ritiro azzurro”.
Le Montagne di Cavalese, punto di riferimento della ripartenza dell’Italvolley e di Parodi. “Non vedo l’ora di tornare in palestra come Dio comanda – continua il venticinquenne sanremese -. Dopo lo stop, la sola riabilitazione, ho voglia di sudare con i compagni, di toccare un po’ il pallone. Saranno giorni difficili, ma molto significativi. Sono stimolato e determinato con motivazioni che vanno in sinergia tra la nazionale e Macerata”.
Una cosa alla volta: intanto parliamo della maglia azzurra… “Si, parliamone. E’ il grande traguardo di chiunque. Tornare ad indossarla mi riempie di orgoglio. La nazionale? L’ho seguito durante l’ultima World League, in un paio di occasioni anche da vicino. E’ un bel gruppo, mi piace. Un team composto di giovani interessanti, vogliosi, determinati, alcuni con un piccolo grande bagaglio di esperienza al seguito più il Mastro, la roccia. Cresceremo insieme, faremo tutti un bel lavoro e spero davvero di rendermi utile per la causa. Intanto, ricominciamo e solo giorno dopo giorno, avremo precise risposte ad ogni quesito”.
Poi, ci sarà un’altra ripartenza, quella in campionato ma con una squadra nuova: la Lube, allenata dal suo tecnico di sempre, Alberto Giuliani. “Come sopra, organico di prim’ordine e sono molto curioso. Mi spiego. Macerata ha costruito un team forte ma non è detto che giocatori bravi insieme riescano a produrre sempre gran gioco. Ma so che ci riusciremo insieme allo staff tecnico. Ci vorrà del tempo, evidentemente, ma ritengo che la Lube sia davvero un team che potrà rispondere alle attese. Cuneo? Passato. Ogni diatriba che ha accompagnato la mia partenza dal Piemonte è solo un ricordo. Adesso ho due priorità, meglio tre. Guarire definitivamente per lasciarmi alle spalle l’infortunio, lavorare intensamente con la nazionale e presentarmi al meglio, a casa Lube, la mia nuova casa”.
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