Solo una parola: Grazie

di Vigor Bovolenta

29/07/2011

Vigor Bovolenta con la famigliaVigor Bovolenta con la famiglia
Vigor Bovolenta con la famiglia
Dopo 21 anni di serie A desidero esprimere un grande ringraziamento al mondo della pallavolo per le emozioni e le esperienze che mi ha permesso di vivere. A questo punto della mia carriera mi ritrovo a calcare parquet diversi da quanto fatto negli ultimi 4 lustri; difficilmente tornerò a giocare in palazzetti come quello di Modena, o Treviso. E’ quindi il momento di salutare quel mondo di cui ho fatto parte in tutti questi anni.
Nel momento in cui ho scelto Forlì sapevo che non sarebbe stato semplice; oggi la società, mostrando serietà, ha deciso, nonostante il difficile momento economico generale, di proseguire l’attività e ripartire dai giovani attraverso una più modesta B2. Ho deciso comunque di rimanere qui, lavorando alla ricostruzione di questa squadra, convinto in questo anche dalla volontà di rimanere vicino alla mia famiglia, che mi ha fino ad ora sempre seguito nelle varie città in cui ho giocato. Dopo che loro sono stati al mio fianco, credo sia arrivato il momento che io cammini al fianco loro. Scegliere il progetto di Forlì significa per me rivestire anche un doppio ruolo; a quello di atleta, affianco infatti una nuova responsabilità nell’area marketing, una nuova avventura personale e professionale che mi permetterà di rimanere ancora nel volley giocato. A questo punto colgo l’occasione per mandare un saluto ed un ringraziamento a tutte le società dove ho giocato, Ravenna, Ferrara, Roma, Palermo, Modena, Piacenza, Perugia, Forlì, e a quelle squadre con cui ho avuto sfide avvincenti, sane ed esaltanti, per me e tutti i loro tifosi. E ringrazio anche loro, tutti i fan della pallavolo che, sempre in un clima di reciproco rispetto, attraverso applausi ma anche fischi mi hanno aiutato a crescere, sportivamente ed umanamente. E poi la Nazionale Italiana, che mi ha concesso il grande onore di vestire la maglia azzurra e di poter rappresentare il mio paese nel mondo. Un ricordo su tutti, a dimostrazione dell’importanza di portare il nome dell’Italia nel mondo: nel 1999, in aeroporto in Argentina, ci avvicinò un anziano signore nato in Italia ma che aveva costruito la sua vita proprio in Argentina. Ci disse che era venuto a salutarci perché la sua famiglia era in Argentina, ma il suo cuore in Italia, la sua terra, dove poi ci chiese di portare un bacio da parte sua. Un aneddoto che spiega più di mille vittorie il valore di indossare la maglia azzurra e che mi piacerebbe lasciare come patrimonio ai giovani che in futuro rappresenteranno il nostro paese. Saluto dirigenti, allenatori, giornalisti, tutti quegli atleti che sono stati miei compagni di squadra e tutti coloro che sono parte di questo meraviglioso mondo e con cui ho avuto la fortuna di creare rapporti in questi 21 anni.
Ho iniziato la mia carriera a 15 anni, allontanandomi da mio papà Gino, mamma Luciana e mia sorella Ambra, oggi scelgo di rimanere vicino a Federica e i miei 4 bambini. Ringrazio tutti con un unico abbraccio per essermi stati vicini sempre, anche nei momenti meno semplici. Dedico la mia carriera, fatta di vittorie importanti ma anche di sconfitte, a mio fratello Antonio, che mi guarda da lassù.
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