Sopravvivere al cancro: sabato 19 settembre un convegno al Policlinico di Modena

15/09/2015

Sopravvivere al cancro: sabato 19 settembre un convegno al Policlinico di Modena
LA QUALITA’ DI VITA DEI PAZIENTI NUOVA FRONTIERA NELLA LOTTA AI TUMORI
Sopravvivere al cancro: Sabato 19 settembre un convegno al Policlinico di Modena.
Organizzato da LILT Modena Onlus

Sopravvivere al cancro. Questo il tema del convegno che la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori (LILT) di Modena organizza sabato 19 settembre 2015 presso il Centro Servizi del Policlinico (dalle ore 9,00, Aula CS 0.2) col patrocinio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria. È il sottotitolo, però, La parola ai a pazienti, medici e volontari a dare la cifra dell’iniziativa che vuole aprire una finestra di discussione sulla qualità di vita dei pazienti in un contesto dove da molte forme di tumore si guarisce ma in cui spesso le cure hanno effetti molto invasivi sulla vita e la socialità del paziente. Per questo motivo il convegno vuole dare voce non solo ai medici e ai volontari ma soprattutto a chi dal cancro è guarito e può essere un esempio per chi sta lottando contro la malattia. Il convegno, moderato dalla giornalista Ivana d’Imporzano e da Nicolino D’Autilia, presidente dell’Ordine dei Medici di Modena sarà l’occasione per rilanciare la raccolta finanziamenti per il progetto Casa di Luce e Sorriso “Giovanni Paolo II” che LILT ha già in parte già edificato a Casola di Montefiorino (Modena) per offrire ai pazienti un luogo dove riprendersi dai periodi di cura.
“Il rischio di avere diagnosi di tumore durante la vita - spiega il dottor Gabriele Luppi, Oncologo del Policlinico co-organizzatore dell’evento - è di 1 su 2 per gli uomini e 1 su 3 per le donne; a fronte di un’incidenza in aumento, la mortalità per tumori è complessivamente in riduzione e la sopravvivenza a 5 anni è del 53% negli uomini e nel 63% nelle donne. Considerando i dati di prevalenza del 2010, in Italia sono 2.250.000 le persone viventi con una precedente diagnosi di tumore. Grazie ai successi di queste cure, i pazienti guariti da tumore o lungo-sopravviventi con malattia “cronicizzata” sono in costante aumento negli ultimi anni grazie ai risultati di diagnosi più precoci e migliore efficacia dei trattamenti chirurgici, radioterapici e medici”. E’ noto come la diagnosi di tumore abbia spesso un impatto devastante nelle persone colpite anche indipendentemente dalla prognosi e dall’esito delle cure. I trattamenti oncologici curativi, dalla chirurgia, alla radioterapia, alla chemioterapia e alle nuove terapie a bersaglio molecolare o immunologiche hanno frequentemente esiti fisici molto rilevanti sulla vita delle persone. Ma altrettanto importanti sono le conseguenze sul vissuto della persona con le inevitabili reazioni di ansia e depressione, frustrazione per perdita di lavoro e sensazioni di smarrimento per le frequenti ricadute negative sul ruolo all’interno della famiglia e della società.
“I miglioramenti negli ultimi anni nella diagnosi e della cura dei tumori - aggiunge Claudio Dugoni Presidente di LILT Modena - non sono stati accompagnati da altrettanta attenzione alla qualità di vita dei pazienti guariti. Lo stesso follow-up oncologico è tradizionalmente mirato alla diagnosi precoce delle recidive neoplastiche o alla semplice rilevazione degli esiti o tossicità dei trattamenti. A questa domanda assistenziale tentiamo di rispondere con questo convegno e soprattutto con il completamento della Casa Luce e Sorriso presso Casola di Montefiorino, dove i pazienti potranno trovare un luogo di riabilitazione e di socialità.”
Diversi e di grande interesse i temi del convegno. Dopo il saluto delle autorità, il Gabriele Luppi, assieme ai colleghi Angelo Ghidini (Otorinolaringoiatria del Policlinico), Giovanni Tazzioli (Chirurgia senologica del Policlinico) e Marinella Nasi (Medico di Medicina generale) tratterà il tema: Benefici, tossicità e danni delle cure. Dalle 10,30 alle 11,30 ci sarà spazio alle esperienze dei pazienti e alle 11,30 l’Architetto Ivan Galavotti presenterà il progetto della Casa Luce e Sorriso.

La Casa Luce e Sorriso

Nel 2002 un benefattore ha lasciato in eredità alla LILT di Modena un fabbricato con annesso terreno a Casola di Montefiorino, vicino al luogo dove erano ubicati una scuola del comune di Montefiorino e un grosso fabbricato (Casa di San Martino) della Diocesi di Modena, non più utilizzati per le finalità istituzionali d’origine, che, dopo lunghe procedure ammnistrative, sono stati entrambi ceduti alla LILT per l’attuazione del progetto di riabilitazione oncologica. La struttura non vuole essere un ospedale, un hospice o una residenza sanitaria di lungodegenza, ma ha lo scopo di aiutare i malati di tumore a riprendere, dopo diagnosi, interventi e cure pesantissime, una vita il più vicino possibile alla normalità e a recuperare serenità e fiducia nel futuro. E inoltre perché il progetto ha preso corpo nel 2005, anno della morte di Giovanni Paolo II, di cui era nota la particolare attenzione e sensibilità per i malati, e anche per un atto di deferenza e cortesia verso la Parrocchia e la Diocesi che hanno donato alla LILT la casa di San Martino. È stato portato a termine il fabbricato dotato di 3 appartamenti e un secondo fabbricato con 4 appartamenti (bilocali) con i necessari adeguamenti secondo le norme anti-sismiche. Tutti gli appartamenti sono quindi stati arredati. Dal 2008 gli appartamenti vengono utilizzati per periodi di vacanza estiva da ex malati associati alla LILT di Modena e all’Ass. Modenese La Nostra Voce. Partendo da questo nucleo originario, LILT vuole costruire 30 alloggi per i pazienti e i loro familiari, con piscina coperta e spazi polifunzionali dedicati a palestra, fisioterapia, sala riunioni, ambulatori e servizi. Casa Luce e Sorriso può diventare centro di riferimento nazionale per la riabilitazione dei pazienti laringectomizzati (per le competenze già presenti nella nostra provincia dell’Associazione La Nostra Voce) e centro di riferimento regionale per terapie riabilitative
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