Sorrisi e lacrime

28/10/2018

E’ stata una settimana particolare. Di infinita gioia e di incredibile tristezza.
I MIEI PRIMI 60 ANNI. E’ stato bello festeggiare un momento importante della mia vita con tantissimi amici giunti da ogni parte d’Italia per vivere una serata all’insegna dell’allegria, del sorriso e del volersi bene. Senza secondi fini e senza dover rendere conto a nessuno. Tra gli sportivi c’erano personaggi del mondo del volley e del basket, del tennis e del golf, c’erano giornalisti (pochi ma buoni), ma soprattutto c’erano i miei famigliari, mia moglie e i miei figli, e poi tanti amici di infanzia e di liceo. Mi reputo una persona fortunata e privilegiata per aver potuto condividere con loro il mio percorso.
TANTE SORPRESE. Durante la festa che ho avuto il piacere di organizzare al Centro Pavesi di Milano ci sono stati tantissimi momenti particolari: il saluto affettuoso nei miei confronti di Dan Peterson, la presentazione della Casa Luce e Sorriso cui abbiamo devoluto quanto abbiamo raccolto, il regalo portato da Paolo Fuccio, il sindaco di San Martino in Rio, il mio paese natale in provincia di Reggio Emilia: un banco originale della scuola materna che avevo frequentato 56 anni fa! Poi balli e tanto divertimento, con la partita di pallavolo che ha concluso una serata indimenticabile.
CIAO SARA. Siccome la vita riserva sorprese, a volte anche amare, qualche giorno dopo è arrivata la terribile notizia della morte di Sara Anzanello. Il Grande Puffo dall’eterno sorriso, una guerriera che ha lottato contro il male come aveva sempre fatto su un campo di pallavolo. Campionessa molto apprezzata per la sua grinta, i suoi muri terribili e il suo primo tempo pungente, ha dovuto arrendersi a un avversario più forte di lei. Cinque anni fa aveva superato una brutta malattia che l’aveva colpita mentre giocava a Baku: i medici del Niguarda l’avevano riportata alla vita grazie a un complicato trapianto di fegato. Sara aveva ripreso a gioire, addirittura a giocare dopo aver fatto il team manager del Club Italia. L’avevo vista tantissime volte, sempre sorridente e desiderosa di vivere. Era davvero un piacere stare con lei. Ed era stato un onore consegnarle il Premio Fair Play lo scorso anno a Castiglion Fiorentino. Questa volta invece non ce l’ha fatta, purtroppo. Se ne è andata in silenzio, lasciando su Facebook un testamento che ha commosso tutto il mondo del web oltre ai suoi cari e ai suoi tantissimi amici. Grazie di tutto Sara, la terra ti sia lieve.
CIAO GILBERTO. Questa settimana se ne è andato per il lungo viaggio anche Gilberto Benetton, persona garbata e cortese, cortese e disponibile nonostante il ruolo che rivestiva. Lo ha fatto in silenzio, come era nel suo stile. Con lui ho sempre avuto un eccellente rapporto: sempre gentile, sempre disponibile per le interviste, sempre cordiale. Aveva anche insistito perché gli dessi del tu, e questo l’ho reputato un attestato di stima. Grande appassionato di sport, ha dato vita al fenomeno Verde Sport che tanti titoli ha vinto nel basket e nel volley (i "suoi" ragazzi più cari hanno portato la bara il giorno del funerale), realizzando quel gioiellino che si chiama Ghirada. Ci siamo sentiti due mesetti prima che ci lasciasse: mi ha chiamato al cellulare per dirmi che non poteva venire a ritirare un premio che avrei voluto consegnargli a Cervia. Il suo tono credevo fosse determinato dal fatto che ancora era sconvolto per quello che era successo a Genova, invece c’era dell’altro… Non me ne ha parlato e io non l’ho sospettato, devo ammetterlo. Grazie di tutto Gilberto, la terra ti sia lieve.
AZZURRE FOREVER. Non si è ancora spenta la eco dell’impresa realizzata dalla nazionale femminile al Mondiale in Giappone: un secondo posto che è andato ben oltre il risultato sportivo, peraltro eccellente. Le azzurre sono entrate nell’immaginario collettivo, hanno conquistato davvero tutti, hanno fatto registrare ascolti tv da capogiro: la finale con la Serbia ha visto 6.300.000 spettatori su Rai 2, con il 36% di share. Roba da Sanremo e da nazionale di calcio in match che contano, tanto per capirci. Molte delle ragazze sono richiestissime ovunque, al pari di Davide Mazzanti, un ct tanto umile quanto bravo che ha saputo dare una precisa identità a un gruppo che adesso guarda avanti con ottimismo. Molti sognano già l’oro olimpico a Tokyo, ma lui predica calma: prima bisogna qualificarsi in un torneo che la Federazione vorrebbe organizzare in Italia, poi allestire una squadra competitiva, poi tentare di vincere. Intanto si gode questo momento di inaspettata popolarità. “Mi hanno fatto uno striscione anche all’asilo di Gaia, e mia figlia mi ha chiesto perché in maniera innocente…”. Grande Davide.
RIFLESSIONI SUL FUTURO. Se la nazionale femminile può guardare avanti con serenità e ottimismo, visto che il movimento continua a produrre talenti e che ci sono pronti giovani rinforzi di livello come la Pietrini, la nazionale maschile invece deve interrogarsi sia su quello che accadrà sia per il prossimo Europeo, sia (e soprattutto) su quello che dovrà fare in vista dell’Olimpiadedel 2020. Del fatto che manchino volti nuovi in particolar modo nel ruolo dei martelli si è già fatto un gran parlare ovunque: il problema esiste, e qualcosa la Federazione dovrà fare per rivitalizzare un movimento che perde tanti elementi dopo i 17-18 anni (a volte anche prima). Non credo basterà togliere uno straniero alla Superlega, provvedimento che peraltro pare quasi certo: occorre fare un progetto serio come è stato fatto per le donne. Per generare i campioni di domani, senza i quali la pallavolo maschile rischia di ridimensionarsi ulteriormente. In settimana confronto importante con il ct Chicco Blengini, con il quale devono essere stabilite le linee guida.
DUO IN FUGA. Sono bastate tre giornate per far capire che aria tira in Superlega: in vetta ci sono appaiate Perugia e Civitanova a punteggio pieno dopo i successi per 3-1 con Trento (Leon 26, Atanasijevic 19) e a Verona (Sokolov 22, Simon 21). Dietro con 8 punti c’è Modena, passata 3-1 a Ravenna con 17 punti di Urnaut. Poi il duo Trento-Monza: i brianzoli sono andati a violare il sempre insidioso campo di Vibo Valentia per 3-1 con 21 punti diDzavoronok. A chiudere il gruppo da sola con un solo punto è Castellana Grotte, sconfitta 3-1 aPadova (nelle cui file Torres ne ha firmati 18). Poco più su, a quota 2, si trova un terzetto: è formato da Sora e Siena, battuta inaspettatamente a domicilio per 3-2 proprio dai laziali di Barbiero trascinati dai 27 punti di Petkovic (la società del presidente Bisogno torna subito sul mercato?) oltre che da Latina, che ha vinto 3-2 a Busto contro Milano: la Revivre è costretta a rinunciare all’infortunato Abdel Aziz: il suo sostituto Tondo ne ha siglati 24, ma il club lombardo sta cercando un opposto (Hirsh?). Giovedì quarta giornata, con tutti i riflettori puntati alle 18.00 sulla supersfida Civitanova-Perugia.
DONNE AL VIA. Cinque successi pieni nella prima giornata della serie A1 femminile, scattata nel ricordo di Sara Anzanello: Conegliano, Novara, Monza e Firenze hanno vinto in casa rispettivamente contro Casalmaggiore, Brescia, Club Italia e Chieri, mentre Busto Arsizio e Scandicci hanno festeggiato in trasferta sui campi di Bergamo e di Filottrano: questa partita è l’unica che è terminata 3-1, mentre Cuneo ha riposato. E’ bastata una sola giornata per delineare i valori? Giovedì, giorno di festa, si torna in campo: interessanti i derby Busto Arsizio-Monza, Casalmaggiore-Bergamo e Chieri-Cuneo.
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