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Stati Uniti d'oro, azzurri quarti
Stati Uniti d'oro, azzurri quarti
24/08/2008
Gli USa vincitrori delle Olimpiadi di Pechino 2008
Gli USa vincitrori delle Olimpiadi di Pechino 2008
Come archiviamo l'
Olimpiade di Pechino
? In maniera tutt'altro che entusiasmante, bisogna essere obiettivi. Se certe cose non ce le diciamo tra di noi, allora non andiamo da nessuna parte. Male le azzurre di
Massimo Barbolini
, messe fuori dai quarti di finale ad opera degli
Stati Uniti
, poi secondi alle spalle del
Brasile
, oro al femminile per la prima volta nella storia (con
Ze' Roberto
formidabile, unico ad aver vinto la rassegna a Cinque Cerchi anche con la Seleçao maschile nel 1992 a Barcellona). Non entusiasmanti gli azzurri di
Andrea Anastasi
, esclusi dal podio conseguentemente alla netta sconfitta collezionata nella finale per il bronzo dalla
Russia
, vincitrice per 3-0. I perche' sono tanti e pochi. L'
Italdonne
ha pagato un black out totale - quasi inspiegabile - nel momento piu' delicato della sfida con le avversarie a stelle e strisce: avanti 2-1, hanno visto spegnersi la luce, senza piu' riuscire a riaccenderla. Un vero peccato, che ha significato la vanificazione di un sogno alla portata di una squadra molto forte che aveva dominato le scene internazionali lo scorso anno
vincendo Europei e Coppa del Mondo
(dove aveva chiuso addirittura imbattuta).
Il futuro comunque appare roseo
, e non e' un gioco di parole, perche' il movimento appare vivo, i ricambi generazionali ci sono, il ct e' eccellente: al campionato, che si sta un po' impoverendo di protagoniste, il compito di mantenere la nostra nazionale ai vertici mondiali.
Diverso assai il discorso per l'
Italia maschile
, per obiettivita' tartassata assai dalla sventura in questa rassegna cinese: gli infortuni hanno messo fuori gioco
Fei, Corsano e Mastrangelo
, tre big, e il ct ha dovuto ricorrere alle alchimie per risolvere situazioni complicate: nel volley moderno dover rinunciare all'attaccante principe e al libero appare piuttosto difficile (e per fortuna che
Paparoni
e soprattutto
Gavotto
, il prossimo anno compagni a Montichiari, se la sono cavata bene). Dopo tre Olimpiadi sempre sul podio, gli azzurri questa volta non ce l'hanno fatta chiudendo quarti. Qualcuno potra' anche dire che fino ad aprile questo poteva apparire un risultato quasi impossibile da raggiungere, ma una volta arrivati in semifinali era doveroso sognare in grande: la realta' e' invece stata diversa, con una semifinale persa - pur giocando bene - con un Brasile forse non irresistibile e un bronzo invece mai nemmeno accarezzato. Peccato davvero. Questo risultato e' pero' forse specchio fedele di un movimento che fatica a rinnovarsi, centellina i talenti del futuro (a parte l'ottimo
Matteo Martino
), paga una programmazione forse non sufficientemente programmata. Peccato davvero, anche in prospettiva
Mondiale 2010
che andra' in scena nel nostro Paese (nella speranza che si inizi a parlarne e soprattutto si capisca a breve cosa succedera').
La pallavolo italiana si lecca dunque le ferite, che adesso dovra' cercare di rimarginare in fretta riflettendo sugli errori commessi per iniziare il futuro.
Chi vive invece un momento inebriante e' invece il
volley statunitense, che ha festeggiato l'argento delle donne ma soprattutto si e' esaltato per l'oro a sorpresa degli uomini
: se qualcuno aveva ipotizzato la nazionale Usa d'oro alla vigilia dei Giochi (nonostante il successo nell'ultima
World League
), lo dica e io gli prenoto il prete per la confessione di una grossa bugia. Cio' non toglie che
Lloy Ball
abbia guidato al terzo titolo olimpico il suo Paese (dopo
Los Angeles 1984 e Seul 1988
) giocando una grandissima pallavolo, da fuoriclasse autentico qual egli e'. E' stato il regista supertatuato, a lungo in passato a Modena, a ispirare i suoi bomber principali, in primis
Stanley
: insieme hanno vinto l'ultima
Champions League
con la
Dinamo Kazan
a Lodz, insieme hanno vinto l'ultima
Olimpiade
a Pechino. E non crediate sia un caso:
oggi le grandi imprese sottorete passano dalla diagonale palleggiatore-opposto, e loro rappresentano il miglior asse al mondo
. Su questo non ci sono dubbi, come conferma anche questa formidabile impresa che ha sovvertito il pronostico piu' scontato: tutti avevamo immaginato sul gradino piu' alto del podio il
Brasile di Bernardinho
, fino a oggi pressoche' imbattibile. E mi riacutizza il rammarico per non aver potuto fare affidamento su Fei... Vabbe', acqua passata non macina piu'. Pensiamo al domani, con ottimismo.
Ma non dimentichiamo e soprattutto non sottovalutiamo quello che e' successo questa settimana, nascondendo la testa sotto la sabbia e facendo finta che tutto vada bene.
Perche' non e' cosi', mi pare evidente.
Buona pallavolo a tutti!
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