Supercoppa: Re Trento consolida il suo regno

di Adelio Pistelli

02/11/2011

Juantorena, Raphael e Stoytchev con la SupercoppaJuantorena, Raphael e Stoytchev con la Supercoppa
Juantorena, Raphael e Stoytchev con la Supercoppa
Adesso ha veramente vinto tutto ciò che c’è da vincere. Trento, ancora Trento, assolutamente Trento. Supercoppa alla corte della Stoytchev band, unico trofeo che ancora mancava alla straordinaria bacheca dei campioni di tutto. Ed il cerchio si chiude. Forse in maniera irreversibile. Il motivo di questa considerazione? Dal match di Cagliari è arrivata una sentenza inequivocabile, verdetto inappellabile e la stagione appena iniziata andrà avanti con un solo interrogativo: Ci sarà qualcuno in grado di fermare Trento?
Inutile girarci attorno, la formazione del presidente Mosna ha una marcia in più. D’accordo, forse non è più una novità ma è giusto rilanciare pensieri e parole conosciute dai più ma, rafforzate dal ruolino di marcia dei campioni. Da Cagliari l’ennesimo conferma , insomma di un team a prova di bomba, capace (prima) di gestire a suo piacimento il match, poi, davanti ad una evidente flessione, di addomesticare il ritorno di Cuneo.
A proposito dei piemontesi: meritano l’onore delle armi per come, comunque, sono riusciti a reggere ritmo, potenza e tecnica degli avversari. “Sono amareggiato per il primo set. Eravamo sotto, abbiamo recuperato, eravamo lì per chiuderlo e la partita avrebbe avuto uno svolgimento diverso”. Nikola Grbic è il portavoce di un team deluso, che ha rilanciato la delusione Ngapeth. Il francese ha visto gli ultimi due set, in definitiva, con la tuta addosso dopo un 35% in attacco ed un 33 in ricezione nel giorno in cui doveva dividere onore ed onori della ricezione e dell’attacco con Wijsmans e Henno.
Il tutto mentre Grbic ancora ‘voce’ (e la regia) di Cuneo, apre spiragli in prospettiva: “Credo che basti poco per raggiungerli. Ci conosciamo, sappiamo come giochiamo entrambi. Ci proveremo”. A proposito di conoscenze Cuneo e Trento erano al sesto incontro lontano dal campionato: uno scudetto a testa, una coppa Italia per uno più la Supercoppa che i piemontesi avevano vinto a dicembre del 2010.
“E’ stata dura, loro hanno muro e difesa eccellenti. Però, credo di poter dire che Trento, alla fine, ha pienamente meritato questo trofeo”. Emanuele Birarelli, applaude gli avversari ma si gode l’ennesimo trionfo dopo un pomeriggio da assoluto protagonista. Stokr, opposto di Trento, centra il premio come miglior giocatore, Raphael ha vinto il confronto in regia con Nikola Grbic ma il ‘Biro nazionale’ è, forse, il giocatore che merita la prima pagina per come è stato sottorete, per come è diventato protagonista in momenti di gioco decisivi. Il 67% in attacco, i 2 muri (anche una ricezione perfetta) per un centrale sono numeri di altissimo livello, a conferma del suo felice pomeriggio e del suo team.
Una squadra che, dopo due ultimi insuccessi (contro macerata e Cuneo) si regala e regala una coppa che sembrava irraggiungibile a Trento e alla sua tifoseria. A proposito: tra i 3.925 spettatori presenti (a proposito grande festa popolare al palasport cagliaritano), di tifosi trentini ce n’erano una cinquantina arrivati dal Nord ai quali Kaziyski e soci hanno regalato, appunto, il decimo trofeo vinto negli ultimi quattro anni (due scudetti, tre Champions, tre mondiali, una coppa Italia e questa Supercoppa).
Un successo che premia il movimento trentino, il premio ad una squadra e una società che sembra non avere punti deboli adesso che riesce a vincere con continuità anche nella ‘sfide secche’. E dalla Sardegna, comunque, parte l’ennesimo assalto ala corazzata trentina e sarà interessante seguire passo passo i tentativi di chi ha voglia di gettare il Re giù dal trono .
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