Tackle scivolato

di Roberto Prini

11/01/2011

Roberto PriniRoberto Prini
Roberto Prini
Per la prima volta nella sua storia la Yamamay di Busto Arsizio si trova da sola al comando della classifica di A1 femminile. E perdipiù alla sesta giornata di campionato, ovvero ad un quarto del cammino di regular season. “Una data da ricordare per la Futura Volley seppur al termine di una partita da dimenticare per i troppi errori.” Giusta la definizione data alla fine del match contro Pavia da coach Carlo Parisi, uno che non parla mai a caso, nemmeno a fine partita quando l’adrenalina rischia di far dire cose fuori luogo. Uno che guida Busto Arsizio per la settima stagione consecutiva (una sorta di Ferguson del volley), una mosca bianca in uno sport che trita allenatori, giocatori, dirigenti e programmi alla velocità della luce. A ben vedere, è la Yamamay tutta ad essere “anormale” per il momento del Lentopallo italiano. Un’azienda (Inticom) di livello internazionale che mette a disposizione un buon budget; un patron (Francesco Pinto) che non si intromette (udite, udite!) nella gestione tecnica nel paese dove si dice che il presidente federale faccia le formazioni delle Nazionali; un presidente (Michele Forte) che mangia beve e dorme pallavolo; un direttore generale (Massimo Aldera) che da buon commercialista ha imposto rigore finanziario e fair play a 360 gradi; un team manager di professione (Enzo Barbaro, ex palleggiatore di Milano e Treviso, non pizza e fichi…) che applica le conoscenze di marketing al volley e viceversa.
Un Progetto (la P maiuscola non è casuale) in uno sport che, purtroppo, ha fatto della mancanza di progetti (anche con la p minuscola andrebbero bene…) il suo trend. Per restare alla pallavolo femminile di quest’anno: le lotte intestine in Lega che hanno portato alla rielezione dell’attuale presidente; la battaglia sui diritti televisivi (dopo 10 giornate di campionato, 3 passaggi tv per Urbino, 2 per Busto e Pesaro, 1 per Bergamo e Villa Cortese, 0 per Piacenza, perché?); una presentazione di campionato senza squilli di tromba (nel 2009 ci fu la diretta Sky Sport da Palazzo Marino di Milano); le voci che si rincorrono su società inadempienti nei confronti di atlete ed allenatori (ci saranno multe e/o penalizzazioni o finirà a tarallucci e vino ?); la scelta di Pavia come sede della Supercoppa (ma non si doveva andare nelle grandi città per attrarre nuovo pubblico?); la mancanza a oggi della sede delle Final Four di Coppa Italia (con la discutibile scelta di posticiparle a metà aprile e con la speranza che abbia una sponsorizzazione ad hoc, non come la Supercoppa); la netta percezione che tutto venga fatto al risparmio (soprattutto di idee buone); il progetto di portare la Lega a Roma (ma come mancano i soldi e si sposta il tutto nella Capitale dove, se tanto mi dà tanto, tutto costerebbe molto di più che a Bologna?).
Se tutto questo è la normalità, W l’anormalità della Yamamay e di chi in futuro vorrà fare le cose per bene, come diceva quella vecchia pubblicità. Ciao ed alla prossima, Roberto

P.S.
Se fra 15 giorni volete vedere il derby Villa Cortese-Busto Arsizio, essendoci il tutto esaurito al PalaBorsani, attrezzatevi con Sportube. In tv fanno vedere Castellana Grotte-Urbino! Ma questa è storia vecchia...
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