Tofoli e la Scavolini: "Finalmente ci siamo tutti"

di Adelio Pistelli

21/11/2011

Paolo TofoliPaolo Tofoli
Paolo Tofoli
Ore 17 di lunedì 21 novembre: la Scavolini volley di Pesaro è finalmente realtà. Fermi tutti, nessuno ha perso la bussola o la memoria: semplicemente una nota goliardica a margine del momento pallavolo che vivono Tofoli e la sua band. Il tecnico fanese, al secondo anno sulla panchina Scavolini, solo alle 17 di lunedì 21 novembre ha allenato per la prima volta in questa stagione, la squadra al completo. E, nel giorno di una vigilia delicata e forse, decisiva: domani sera, infatti, riparte il campionato di A1 femminile e, Pesaro aspetta nel suo palasport della Fiera, le cugine di Urbino per quelle sfide, comunque, sempre diverse e coinvolgenti.
“Ci troveremo di fronte una signora squadra, magari senza particolari eccellenze ma team quadrato, se volete anche esperto e che gioca con continuità. Per vincere e incominciare ad alimentare la nostra classifica (Scavolini ultima a punti zero, ndr), sarà decisivo, intanto, giocare pala su palla con la massima determinazione”. La ricetta anti Urbino è di Paolo Tofoli, un tecnico che, quasi sicuramente, non immaginava nemmeno lontanamente i tanti problemi che lo hanno investito dal momento in cui, circa una quarantina di giorni fa, ha iniziato ad andare agonisticamente sottorete con la nuova Scavolini. “E’ dura, inutile girarci attorno ma niente alibi, per favore – interviene lo stesso coach delle pesaresi -. Ci sono stati una serie di episodi che, insieme, hanno prodotto vicende particolari e, per certi versi, delicate. Le sconfitte in campionato hanno minato il nostro lavoro ma, ormai, è inutile star qui a guardare a ciò che è stato. E’ solo necessario ripartire con il piede giusto anche se, ho allenato la squadra al completo una sola volta, quindi da costruire ancora nel gioco e nella testa. Avere tutti in palestra però non significa aver trovato, d’incanto, automatismi ed equilibri, per cancellare, in un attimo, la delicata situazione che ci coinvolge”
Di Urbino abbiano detto, della Ortolani invece no. Il suo nuovo opposto ha dovuto rinunciare alla World Cup per infortunio: riuscirà a farla giocare nel derby di domani sera? “Serena ci sarà. Magari non è al meglio ma ci sarà e ci aiuterà a confezionare, speriamo, il primo successo stagionale”.
Che varrebbe doppio: per morale e classifica. “Assolutamente sì e un successo aiuterebbe a dare anche qualche scossone di ottimismo in un ambiente che non ha mai fatto pesare la difficile situazione ma, evidentemente, le sconfitte nelle prime quattro gare di campionato hanno regalato tanta amarezza”.
La sosta l’ha vissuta come..? “Cercando di rivedere particolari situazioni interne, cercando di immaginare come sarebbe stato il primo giorno tutti insieme. Adesso si rigioca. Orecchie basse, umiltà e tanta voglia di riemergere: possiamo e dobbiamo farcela. Con calma, però, senza inutili affanni e deleterie tensioni ma con la consapevolezza che la Scavolini può tornare ad essere protagonista. Per quanto mi riguarda ho dato e darò sempre il meglio per cancellare una vicenda che ha segnato un intero ambiente. Da qui, a fine dicembre, ci aspettano dodici partite tra campionato e Champions League. Sono opportunità preziose per rilanciare immagine e classifica”.
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