Trento campione tra polemiche, emozioni e addii

di Adelio Pistelli

12/05/2013

Un attacco di Samuele Papi contrastato dal muro di TrentoUn attacco di Samuele Papi contrastato dal muro di Trento
Un attacco di Samuele Papi contrastato dal muro di Trento
Ha vinto Trento, viva Trento. Annata da ricordare per la Birarelli band; stagione da mettere in archivio con la consapevolezza che, forse, questo terzo scudetto è stato sicuramente quello più difficile da vincere. Un solo perché a questa considerazione: i nuovi campioni d’Italia hanno dovuto fare gli straordinari per fermare la forza e la tenacia di Piacenza. Applausi dunque a chi ha vinto e tanti anche per chi ha visto vincere in una serata dove è successo di tutto. La serata delle emozioni forti, della tensione, delle certezze e degli addii.

EMOZIONI – Cinque set tecnicamente diversi, ma cinque parziali uguali per tutto ciò che hanno regalato: emozioni. Un V-Day magari non spettacolare ma ricco di momenti particolari, coinvolgenti. L’ultimo solo in ordine di tempo: la premiazione come miglior giocatore a Giacomo Jack Sintini. Secondo palleggiatore dei neo campioni, sino a sette giorni fa aveva giocato una sola vera partita negli ultimi due anni. Infortunio di Raphael a Piacenza e Jack ha completato una sorta di favola personale, come ricordava recentemente il presidente di Trento Diego Mosna. Forse è inutile ricordarlo ancora ma chi ha vinto il premio di miglior giocatore della finale scudetto, solo due anni fa e proprio di questi tempi, iniziava una battaglia molto più importante: combattere giornalmente contro un linfoma. Ce l’ha fatta e l’8 maggio 2012 tornava ufficialmente giocatore e per la finalissima tricolore, eccolo regalare emozioni e raccogliere applausi.Tutto giusto.

TENSIONE – Ogni palla, una discussione o quasi. Arbitri sempre o quasi nel mirino ma lamentele eccessive, sempre o quasi. Poi, anche scambi ravvicinati mai registrati in passato E’ successo nel terzo set quando il tecnico di Trento è scattato verso la panchina di Piacenza ‘mirando’ il direttore sportivo Cottarelli. Rosso per entrambi ed espulsione per un set ma, per la cronaca, espulsione del tutto teorica almeno oper il coach bulgaro considerato che il tecnico trentino ha continuato, dall’esterno del campo di gioco, ad urlare i suoi consigli, a scambiare le sue opinioni con il suo secondo e giocatori anche durante i time out.

CERTEZZE – Sono arrivate, da casa Trento e da Piacenza (squadre fisicamente fuori media e cattivissime in battuta). Certezze anche e soprattutto da giocatori troppo spesso ‘schiacciati’ da chi ha costantemente le luci della ribalta, a prescindere. Un nome su tutti: Birarelli. Per il centralone marchigiano di Trento parlano semplicemente le cifre: 82% in attacco, 2 muri e 3 ace. Una serata magica per chi sognava questo giorno dall’aprile del 2012 quando perdeva lo scudetto contro Macerata. Vero Bira?

ADDII – Ed è stata una serata particolare: per chi ha vinto e per chi ha perso. Non solo. Intanto il primo arbitro Nico Castagna: è stata la sua ultima prestazione dopo una carriera, comunque, notevolissima e ricca di soddisfazioni. Serata particolare, Per esempio per Andrea Bari da Ostra, amico, fratellone e paesano, di Birarelli, da otto anni a Trento dove ha vinto tutto ciò che c’era da vincere, come Birarelli. Questo scudetto farà compagnia a Bari quando, tra qualche settimana lascerà società e squadra per andare a giocare a Ravenna. E magari questo ennesimo successo gli farà dimenticare il modo in cui è stato definitivamente accantonato dal suo tecnico a metà del secondo set, (ma era successo anche in gara quattro) isolandolo definitivamente in panchina. Particolare è stata la serata per Samuele Papi, anni quaranta il prossimo venti maggio: forse qui a Trento ha chiuso definitivamente la sua straordinaria carriera da Fenomeno del volley. Forse, perché tutti conoscono il suo desiderio di provare ad allungare. Intanto è finita qui la sua avventura con Piacenza, è finita nel giorno dei più difficili dei uno, cento, mille giocati sottorete. Ha faticato (troppo) in ricezione, ha sofferto (troppo) in attacco e, ironia della sorte, ha sbagliato l’ultima palla, quella che ha mandato in Paradiso Trento ed il suo esercito di tifosi. Forse smetterà, forse no ma intanto: applausi a questo autentico signore del volley, ad un personaggio da clonare, come qualcuno nel piacentino ha recentemente suggerito.
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