Trento conquista la finale del Mondiale per Club contro lo Jastrzebski Wegiel di Bernardi

13/10/2011

Trento conquista la finale del Mondiale per Club contro lo Jastrzebski Wegiel di Bernardi
Si è conclusa all'Aspire Zone Hall la seconda semifinale del Mondiale per Club 2011
Questo il tabellino:
Trentino Diatec-Zenit Kazan 3-1 (25-22, 25-21, 19-25, 25-14)
TRENTINO DIATEC: Juantorena 16, Birarelli 10, Stokr 16, Kaziyski 17, Djuric 11, Raphael, Bari (L); Zygadlo, Della Lunga, Sokolov. N.e. Brinkman e Colaci. All. Radostin Stoytchev.
ZENIT KAZAN: Volkov 7, Vermiglio 2, Priddy 8, Apalikov 6, Mikhaylov 25, Berezhko 12, Obmoachev (L); Cheremisin, Babichev, Gutsalyuk. N.e. Sivozhelez e Babechine. All. Vladimir Alekno.
ARBITRI: Sakaide (Giappone) ed Espicalski (Brasile).
DURATA SET: 25’, 27’, 24’, 20’; tot 1h 36’. NOTE: 1.680 spettatori. Trentino Diatec: 9 muri, 2 ace, 15 errori in battuta, 4 errori azione, 53% in attacco, 67% (45%) in ricezione. Zenit Kazan: 11 muri, 2 ace, 14 errori in battuta, 9 errori azione, 45% in attacco, 65% (33%) in ricezione.
La cronaca del match. I due tecnici propongono gli schieramenti tipo, senza alcuna modifica di rilievo; la partita entra quindi subito nel vivo e fino all’8-8 nessuna delle due compagini riesce a spingersi oltre ad un punto di vantaggio. Un muro di Djuric ed un errore di Mikhaylov consentono ai gialloblù di volare sull’11-8 ma il Kazan ricompone subito lo strappo (12-12) grazie ad un ispirato Volkov. Dopo il secondo time out tecnico, Trento prova ad accelerare di nuovo grazie a Kaziyski (19-17), lo Zenit risponde con Mikhaylov (21-21) ma è l’ultimo sussulto russo del primo set perché poi arrivano i break point di Juantorena e Stokr (24-21) e l’errore al servizio di Volkov (25-22).
Sull’onda lunga del successo nel primo parziale, la Trentino Diatec parte bene anche nel secondo set (8-6) sfruttando la vena di Kaziyski e il muro di Djuric su Priddy. Il Kazan però non si smarrisce e con Volkov e Mikhaylov sugli scudi realizza in fretta il contro break (10-12) e mantiene intatto il proprio margine fino al 14-16, poi i campioni uscenti cambiano marcia e con un muro di Djuric su Priddy e due break point di Kaziyski si portano a condurre sul 20-17. Un ulteriore spunto del greco (muro e contrattacco vincente) offrono addirittura il +5 (22-17); i russi provano a reagire con Mikhaylov al servizio ma poi si inchinano a Juantorena (25-21).
Lo Zenit dà il tutto per tutto in avvio di terzo set, guadagnando immediatamente tre lunghezze di vantaggio grazie a Volkov (attacco) e Mikhaylov (ace ed attacco) per il 5-9. Trento sente reagisce immediatamente e con Juantorena agguanta la parità già sul 9-9; i russi spingono ancora forte con il servizio dello stesso opposto (13-15) ma Stokr sale in cattedra e fissa il punteggio sul 15-15. Lo stesso opposto subisce però in seguito due muri consecutivi da Priddy (17-20); Stoytchev chiede il time out ma le sue indicazioni non invertono la tendenza (19-23). Chiude una splendida sette di Volkov sul 19-25 con il cambiopalla trentino in crisi.
La tensione cala nel quarto set nella metà campo russa; Trento ne approfitta per scappare subito via con Stokr (muro) e Kaziyski per il 8-4. Nella fase centrale i giallobù dilagano sfruttando al massimo la vena di Juantorena ma anche quella di Stokr; dall’altra parte della rete inizia a calare anche Mikaylov e la Trentino Diatec vola sul 16-10. I russi alzano bandiera bianca definitivamente dopo il secondo time out tecnico e Trento ne approfitta per dilagare senza più limiti: 3-1 e 25-14.

“Abbiamo vinto una partita durissima contro una grande squadra ma pensare di aver fatto la parte più difficile del compito che ci attendeva in questi due giorni sarebbe un gravissimo errore – ha analizzato nel post partita Radostin Stoytchev, alla duecentesima panchina gialloblù –. Siamo riusciti a centrare la finale giocando forse non benissimo ma mettendoci molto carattere e vigore; non si è trattata di una partita del livello di quella vista a marzo a Bolzano anche perché siamo solo ad inizio stagione e le squadre hanno bisogno di lavorare molto prima di raggiungere una certa cifra di gioco. Nel primo set siamo forse stati un po’ fortunati ma abbiamo dimostrato in seguito di esserci meritati questo tipo di buona sorte. Nel terzo set siamo calati molto in attacco, forse perché c’era fretta di chiudere la partita. Sono contento perché abbiamo trovato presto la chiave tattica della partita, in particolare dal terzo set in poi costringendoli a sbagliare. Basta pensare che nel quarto parziale il Kazan ha avuto il 32% a rete. Ora però guardiamo avanti e pensiamo già alla finale”.
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