Vacanze Italiane

di Luciano Pedullà

25/06/2011

Vacanze Italiane
Il periodo di sospensione del Campionato Italiano di pallavolo femminile risulta spesso ricco di ghiotte novità e di strampalate sorprese, oltre che di manifestazioni delle Rappresentative femminili, alcune di approccio a quelle di maggior rilievo, altre già decisive per il risultato finale, soprattutto quando si parla delle squadre giovanili. Ecco ad esempio il Trofeo delle Regioni quest’anno accolto a Torino e che sarà sicuramente particolarmente curato nell’organizzazione come il Comitato Regionale del Piemonte ha sempre saputo fare in queste circostanze. La manifestazione giovanile più importante di casa nostra ha saputo mantenere la caratteristica di grande selezioni di talenti, nonostante il forte campanilismo tra comitati e che porta a cercare maggiormente la giocatrice già pronta, piuttosto che quella che ha il fisico ma ancora da preparare, in quanto le Kinderiadi sono un vero e proprio Campionato Italiano, l’ultimo della stagione. Le giocatrici Italiane di miglior valore passano da qui ed è strano notare come tra gli addetti al lavoro troppo poco spesso compaiano i direttori sportivi delle squadre di serie A o B che siano. Eppure la pallavolo in Italia, che sta subendo una fase involutiva sugli ingaggi di protagoniste della prima fascia, avrebbe bisogno che le pallavoliste del futuro potessero essere notate e che gli fosse data la fiducia che, spesso non è disdegnata alle pari età d’oltre alpe. Tra procuratori e dirigenti delle squadre girano i filmati delle giocatrici da reclutare ma ciò non può bastare per avere un giudizio consapevole su questa o quell’altra atleta. Così capita di vedere italiane sedute sulle panchine aspettare il proprio momento mentre meteore pallavolistiche occupano posti in prima fila. E tanto non aiuta il tira e molla che ogni anno la federazione esercita con le società di Lega concedendo regole macchinose e cervellotiche che poco favoriscono la comprensione da parte del pubblico, del perché tale allenatore non ritenga corretto mettere in campo il sestetto migliore, lasciando magari in panchina una brava straniera di 22 anni per farne giocare una più o meno sulla via di ponente oltre gli …enta! E’ un fatto di cultura pallavolistica, quella che non si vede sviluppare nel territorio, ad esempio, rendendo coercitiva la presenza dei dirigenti italiani alle maggiori manifestazioni nazionali e internazionali, programmando in quelle occasioni corsi specifici di aggiornamento o anche solamente la semplice visione delle giocatrici più brave di ciascuna categoria; dedicando investimenti, affinché siano le società a sviluppare la crescita delle italiane e non il caso o la spregiudicatezza di qualche tecnico al quale poi spesso non è neanche riconosciuto onere e lavoro. Non ritengo necessario fare nuove regole, restrittive dell’impegno della quota straniere, anche se la Turchia sta provando una strada differente, piuttosto creare i tecnici e i dirigenti che abbiano la capacità di vedere come le azzurre abbiano sempre saputo raggiungere obbiettivi di alto livello anche quando impegnate con le Nazionali. Abbiamo ormai da molto tempo selezioni giovanili che salgono sul podio nelle manifestazioni mondiali ed europee, che spesso vincono, ma successivamente le giocatrici fanno fatica a imporsi all’attenzione del proprio entourage e dello staff tecnico. In Italia, ma su questa litania mi ripeto ormai da tempo, siamo riusciti a fare crescer straniere che altrimenti avrebbero avuto platee molto minori e che, poi, lanciate da quelle del nostro Torneo, per anni il più bello, hanno saputo affermarsi, prima economicamente piuttosto che tecnicamente, anche negli altri. Comunque la prossima settimana mi recherò a Torino, solo per il piacere di vedere queste giovani ambiziose ragazze lottare per ottenere, attraverso la propria applicazione, le opportunità che molte pari età vorrebbero raggiungere con la loro grazia. Meno male che esiste lo sport e coloro che lo praticano con tanta, tanta passione.
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