We are the World Cup

di Luciano Pedullà

19/11/2011

Carolina Costagrande, MVP della World Cup 2011Carolina Costagrande, MVP della World Cup 2011
Carolina Costagrande, MVP della World Cup 2011
L’Italia completa l’opera e vince per la seconda volta consecutiva la World Cup. Dieci vittorie ed una sola sconfitta, il cammino immacolato interrotto solamente dalla gara contro gli Stati Uniti, ha avuto la sua vera svolta subito nella prima partita del torneo quando le azzurre hanno messo al tappeto un Giappone pimpante, arrivato particolarmente preparato per questa manifestazione, giocata in casa, ed in ritiro collegiale già dalla fine del mese di aprile. La squadra allenata da Barbolini, invece, contava su una sola amichevole disputata in Giappone con una formazione della VLeague nipponica e tanti grattacapi per la testa: l’ assenza prevista di Cardullo, infortunata al Grand Prix e non ancora ripresasi, e quelle improvvise di Piccinini e infine di Ortolani, ad un solo giorno dall’inizio della manifestazione. La squadra ha fatto buon viso a cattiva sorte come sanno fare i gruppi vincenti, e senza cercare giustificazioni ed alibi si sono rimboccate le maniche ed hanno iniziato a costruire i propri successi, cambiandosi abito ogni volta che incontravano un avversario di alto livello. Forti in difesa contro il Giappone, capaci di grandi recuperi con la Cina, micidiali in attacco ed in primo tempo con il Brasile, granitici a muro con la Serbia, precise in battuta, in rimonta, con la Germania. Questa nazionale ha convinto anche i più scettici delle possibilità di raggiungere una medaglia alle Olimpiadi di Londra è un obiettivo minimo, essendo le contendenti le stesse squadre affrontate alla manifestazione asiatica con la probabile aggiunta di Russia e Cuba. Sarà un’impresa improba nella quale conterà più di tutto il resto la capacità di sopportare le pressioni che un torneo di questo genere può creare nei confronti delle attrici principali, le giocatrici, e nella quale il compito dell’ambiente dovrà essere quello di sapere attendere pazientemente, come è successo in questi giorni. Sky, che ha trasmesso le partite con un livello qualitativo notevole, ha fatto vivere con grande emozione un finale di torneo che potrebbe sembrare incredibile, ma nasconde una grossa morale: le partite si vincono con l’attacco i campionati con la difesa. La formazione americana era accreditata delle più forti schiacciatrici al mondo ma ha dovuto inchinarsi alla capacità della seconda linea della squadra Giapponese, la stessa che la Nazionale Italiana ha messo in campo in tutte le gare, che solo una volta non la ha sufficientemente premiata, ma le ha concesso la passerella finale. Una squadra di giganti, non per l’altezza ma per l’applicazione, che moltiplica il valore del lavoro tecnico davanti allo strapotere fisico. Una vittoria ottenuta da Massimo Barbolini che ha portato in Giappone la “sua” squadra ed ha costruito il successo sulla condivisione: degli obiettivi, del lavoro da svolgere e delle tattiche da affrontare. Ora ci ritufferemo nel nostro campionato: guardiamolo con fiducia, anche se ci potrebbero mancare alcuni grandi campioni visti in Giappone, osservando i tanti talenti Italiani che abbiamo sempre saputo crescere. Ripartiamo come avevamo fatto circa dieci anni fa, con un gruppo di ragazze vogliose di battere le grandi squadre, facendo lavorare in palestra i tecnici bravi a prepararti in palestra, motivati per farle crescere con tanto lavoro di allenamento e che hanno segnato il percorso della pallavolo italiana, una delle migliori e delle più tecniche al mondo, che in tanti ci invidiano, ci copiamo e vengono a studiare. Per diventare grandi bisogna battere i grandi, ora come allora.
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