Zlatan Yordanov a Prata di Pordenone

01/10/2021

Prosegue la felice tradizione che vede Prata trovarsi bene con i giocatori di origine bulgara. Dopo lo storico ex capitano Nedialko Deltchev e Yordan Galabinov, approda al PalaPrata un altro schiacciatore proveniente dal paese delle rose. È Zlatan Yordanov nato il 3 marzo 1991. Si tratta di un posto 4 potente (197 cm) con una carriera internazionale di tutto rispetto partita in patria al Marek Union Ivkoni (dove ha giocato dal 2011 al 2015) con puntate in Francia (Saint Nazare 2014), Turchia (Gumushane Torul Genclik nel 2015 e Inegol Beledyesi l’anno successivo) quindi Romania (Universitatea Craiova 2016), Polonia (MKS Bedzin 2017), Tunisia (Club Sfaxien 2018) di nuovo Turchia (Haliliye Belediye 2019) e poi il ritorno in patria con il Montana.
“Sono molto felice, vogliono lavorare forte e far crescere squadra e ambiente cercando anche il salto di categoria. E questo è molto motivante per me – il primo commento del nuovo acquisto di Prata -. So anche che abbiamo tanti tifosi che spero potranno venire al palazzetto. Il nostro allenatore è un personaggio noto nel mondo della pallavolo e sono onorato di poter lavorare con lui. La squadra è veramente giovane ma ha un sacco di potenziale. È la prima volta che mi trovo ad essere tra i più anziani in squadra. Credo e spero potremo essere una squadra coesa e fare buone cose”.
Le precedenti esperienze in Francia, Turchia, Romania, Tunisia e Polonia fanno di Yordanov un vero e proprio globetrotter. All’appello mancava giusto l’Italia. “In realtà sono già venuto in Italia, ma in vacanza con la mia famiglia. Ho molti amici che giocano o hanno giocato in Italia come ad esempio Seganov e Sokolov e mi hanno sempre detto che è il posto perfetto per avere un’ottima qualità sia di vita che di pallavolo”.
“Che tipo sono dentro e fuori dal campo? – prosegue – I miei amici dicono che quando scendo in campo sono una persona completamente diversa rispetto a quella che sta fuori. Odio perdere e cerco sempre di fare di tutto per vincere. Tecnicamente parlando, cerco di adeguarmi alle richieste. Se serve posso essere più ricevitore oppure dedicarmi più all’attacco. Fuori dal campo, invece, sono un ragazzo molto tranquillo. Amo passare il tempo in famiglia con le mie due figlie che hanno 6 anni una e 5 mesi l’altra. Mi piace andare a pescare e ho già visto il fiume anche qui – sorride –. Quando vado a pescare mi rilasso completamente. Amo vivere nelle città piccole e non in quelle grandi e caotiche. Mi piace la vita semplice”.
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